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Ore contate per il regime di Gheddafi

By   /   22 Agosto 2011  /   Commenti disabilitati su Ore contate per il regime di Gheddafi

I ribelli libici hanno fatto irruzione nel cuore della città conquistando Tripoli e la folla è scesa per le strade per festeggiare quella che viene considerata la fine del regime di Muammar Gheddafi. La lotta con le forze del Raìs però non è ancora finita: un portavoce dei rivoltosi ha detto che le truppe governative controllano ancora “dal 15 al 20% della città”.

Attorno alla residenza di Bab Al-Aziziya, quartier generale di Gheddafi, sarebbero in corso degli scontri tra le opposte fazioni. I carri armati del governo libico hanno bombardato oggi alcune zone del centro di Tripoli, mentre sostenitori di Gheddafi in abiti civili si aggirano armati per le strade sparando sulle auto e sulle persone.

Bab Al-Aziziya, portavoce dei ribelli a Tripoli, ha dichiarato a Reuters: “Quattro ore di calma hanno fatto seguito ai festeggiamenti per le strade. Poi carri armati e pick-up con armi automatiche sono usciti da Bab al-Aziziya, uno degli ultimi bastioni di Gheddafi, e hanno cominciato a sparare e bombardare le zone di Assarin Street e al-Khalifa”.

Sulla sorte del Raìs non ci sono notizie confermate, ma secondo una fonte diplomatica sarebbe ancora nella capitale. Il governo sudafricano ha fatto sapere di non aver inviato alcun aereo per il trasporto del Colonnello. Nella nota diffusa alla stampa dal Ministro degli Esteri, Maite Nkoana-Mashabane, si legge infatti: “Il governo sudafricano vorrebbe smentire le voci secondo le quali ha inviato aerei in Libia per trasportare il colonnello Gheddafi e la sua famiglia verso una destinazione sconosciuta”.

È stata invece confermata dal Tribunale Penale Internazionale la cattura del figlio minore di Gheddafi, Saif Al-Islam che dal tribunale dell’Aja è ricercato per crimini contro l’umanità. Anche il figlio maggiore Mohamed si sarebbe arreso.

La fine del regime di Gheddafi in Libia sembra essere sempre più vicina. Stati Uniti, Gran Bretagna e Unione hanno chiesto a Gheddafi di “farsi subito da parte”.Ma per un esilio o un salvacondotto – ha dichiarato il Ministro degli Esteri, Franco Frattini – siamo fuori tempo massimo” e la sola strada è “ormai quella della giustizia e della Corte penale internazionale (Cpi)”.

Intanto Michael Mann, portavoce dell’Alto rappresentante Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Catherine Ashton, ha lanciato un appello affinchè i ribelli “rispettino pienamente i diritti umani e assicurino la protezione dei civili”.

Èindispensabile che le autorità  lavorino per onorare le aspirazioni rivendicate dalla rivoluzione per l’istituzione di una Libia democratica e giusta”. L’Ue è pronta a supportare il Paese “in modo concreto e a livello anche politico nelle prossime settimane, mesi ed anni”, ha aggiunto.

Ora iniziano i pronostici sul dopo Gheddafi. Dopo 40 anni sotto regime, la nuova Libia dovrà risollevarsi da questi ultimi mesi di guerra civile e affrontare una sfida difficile: impegnarsi per costruire una società civile e democratica che per ora appare ancora un miraggio.

di Elisa Cassinelli

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