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La terra un tentativo di risposta alla crisi: Ecoturismo e Turismo rurale

By   /   18 agosto 2011  /   Commenti disabilitati

Nei periodi di crisi i terreni agricoli hanno sempre aumentato il proprio valore, perché la campagna svolge storicamente un ruolo anticiclico rispetto alle difficoltà dell’economia di carta: è quanto afferma la Coldiretti, la Confederazione Nazionale Coltivatori Diretti.

In un momento così difficile per l’economia mondiale, aggravato dalla mancanza di sicurezza politica e dal disagio anche psicologico che la crisi porta con sé, cresce l’interesse per la campagna e, con esso, il bisogno di sicurezza alimentare e ambientale da parte della società moderna.

La terra costa e la difficoltà di accesso al credito – sostiene la Coldiretti – continua a rappresentare un motivo di freno all’acquisto di terreni da parte di agricoltori professionali che sembrano orientarsi sempre più verso l’affitto, considerato più flessibile rispetto all’oneroso indebitamento derivante dall’accensione di un mutuo, ma anche in questo caso vi è la difficoltà dovuta all’aumento dei canoni d’affitto a causa della crescente domanda di terreni da destinare a colture energetiche.

Quest’analisi ci fa capire quanto ci sia bisogno di una politica orientata alla cura e al mantenimento dell’agricoltura che per anni in passato ha rappresentato uno dei principali punti di forza della nostra economia.

I nostri paesaggi e la nostra tradizione nella produzione di prodotti alimentari, che un tempo venivano giudicati d’eccellenza grazie all’attenzione con cui essi venivano creati, oggi sono messi in discussione.

Ciò che avrebbe potuto rappresentare  il nostro punto di forza salvandoci dalla crisi non è stato valorizzato, anzi al contrario è aggravato dai passaggi burocratici.

La fama della Bella Italia ricca di tradizioni e scorci paesaggistici mozzafiato è anch’essa in crisi.

Abbiamo bisogno di politiche rivolte alla rivalutazione del nostro territorio rurale e al mantenimento delle nostre tradizioni,  ”spesso sono infatti i tempi lunghi delle istruttorie pubbliche a scoraggiare l’ingresso dei giovani – come denuncia Coldiretti Giovani Impresa – nel sottolineare che ci vogliono anche oltre due anni per concludere l’istruttoria della domanda per il finanziamento pubblico di un giovane con il rischio che la sua idea diventi già vecchia”.

In risposta alla crisi bisognerebbe incentivare la nostra agricoltura  e con essa il turismo di natura o meglio turismo rurale cioè “l’insieme di attività turistiche che si sviluppano a contatto con la natura, la vita nel campo, in piccoli villaggi rurali”, una formula per rivitalizzare le aree rurali, evitando l’esodo dalla campagna alle città che ha interessato negli ultimi anni molte zone rurali europee.

Oggi si parla di Ecoturismo: l’obiettivo dell’ecoturista non è solo quello di godere dell’ambiente naturale che visita, ma soprattutto quello di preservare le risorse ambientali e appoggiare l’economia delle popolazioni locali.

L’ecoturismo è mirato alla promozione di uno sviluppo sostenibile del settore turismo e richiede all’ecoturista di accettare l’ambiente nella sua realtà senza pretendere di modificarlo o adattarlo a sua convenienza.

La terra va rispettata, nei secoli non abbiamo fatto altro che attingere da essa sfruttandola, contaminandola; oggi più che mai vanno promosse le coltivazioni biologiche e un turismo che rispetti il territorio naturale, perché la terra è l’unico vero oro che abbiamo.

Un esempio di turismo rurale è la visita in Fattoria didattica, cioè un’azienda agricola, che si apre ad adulti e bambini al fine di illustrare i processi produttivi, i metodi di produzione alimentare, la correlazione esistente tra la produzione agricola e la salvaguardia delle risorse naturali del territorio, di valorizzare i prodotti tipici e di evidenziare il lavoro dell’agricoltore e le iniziative che intraprende per produrre nel rispetto dell’ambiente.

Soprattutto per i bambini è un modo di ritrovare il contatto con la natura e gli animali affinché si possano distogliere le nuove generazioni dall’elettronica e dall’isolamento, perché come afferma Shaffer D.R., Psicologia dello sviluppo: “non vi è nulla di ciò che facciamo che non sia influenzato dalla percezione che abbiamo incontrato e dal mondo che ci circonda.

di Licia Esposto

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