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May , 2012
Tuesday
 

Visitare la Provenza è come immergersi in un contesto bucolico senza tempo: il sud della Francia sorprende per i colori, la natura intatta e l’attenzione con cui i suoi abitanti meticolosamente curano la loro terra, il cui fascino è nella qualità della luce. La stessa, con i toni limpidi e soffusi che stregò Paul Cezanne e Vincent Van Gogh. Il verde delle distese di riso della Camargue si mischia ai colori vivaci delle case o dei fiori di lavanda, colori intensi resi “puliti” dal Mistral, il vento del nord che rischiara la luce.

Il colore è un elemento che colpisce l’attenzione del visitatore nelle sue infinite varietà: i toni della terra e l’azzurro usato per dipingere le persiane delle abitazioni.

Una terra affascinante e resa accogliente dalla sua gente ospitale e lieta di accogliere il forestiero. Si vive principalmente di agricoltura e turismo, ma predomina un’accoglienza semplice: è un’esperienza unica soggiornare in un mas, la casa di campagna contadina, in origine una fattoria con i muri in pietra e lasciarsi coinvolgere dai ritmi di vita lenti che si adattano al clima mite mediterraneo.

I profumi delle spezie di Provenza il timo, il basilico, il rosmarino e poi i fiori e i campi di lavanda.

La Provenza è una terra che seduce perché coinvolge tutti i sensi dall’odore, alla vista, al sapore: la cucina merita una nota di riguardo. A tal proposito non mancate di visitare Saint Remy de Provence, luogo natale di Nostradamus, famoso per essere il covo dei principali chef di Francia che pullula, infatti, di ristorantini che offrono squisiti piatti di nouvelle cuisine.

Proprio grazie a questa tradizione culinaria nata nella campagna del sud della Francia si diffondono  le famose stoffe provenzali in cotone stampato utilizzate per realizzare strofinacci, tovaglie e le «boutis», i copriletti trapuntati in tinta unita o con ricami di rose tono su tono, immancabile elemento nel corredo delle brave ragazze della campagna provenzale.

Disegni floreali o decori paisley per i tessuti provenzali importati dall’India. Le più famose sono le stoffe «indiennes» di Souleiado, nome che nel dialetto provenzale significa «raggi di sole che filtrano dalla nube dopo la pioggia», di cui potete visitare il sito www.souleiado.com

I colori delle stoffe provenzali sono gli stessi di un paesaggio campestre inondato dalla luce solare. I rosa polvere e il rosso mattone riflettono dunque le sfumature della terra; i gialli ricordano la vivacità di un campo di girasoli o le tonalità più calde di uno di granoturco; i verdi hanno le sfumature argentate degli ulivi. I viola sono gli stessi dell’uva o nelle gradazioni più delicate della lavanda.

Anche i disegni provengono dalla natura sono soprattutto fiori, foglie o rametti sparsi su fondi in tinta unita, o ancora i tipici motivi a goccia, appunto i paisley, che la Francia importò dall’India nel ‘700.

Ancor prima di importare le stoffe dall’India,  Avignone, Aix e Marsiglia si distinguono per le loro stoffe di seta: taffetà cangiante, satin marezzato, broccato e lampasso.

Con la scoperta dei tessuti orientali gli artigiani provenzali riprendono i procedimenti indiani di decorare le stoffe e fanno proprie le tecniche di pittura e dei motivi a stampa. Sono soprattutto i laboratori di Marsiglia a padroneggiare l’arte della stampa su tessuto. Il loro successo continua tutt’oggi, grazie alla maestria di aziende tradizionali.

 di Licia Esposto

(agosto - 16 - 2011)

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