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Libia: i ribelli avanzano, Gheddafi: “Prepararsi alla battaglia”

By   /   15 agosto 2011  /   5 Comments

Mentre Tripoli è accerchiata, il leader libico Muammar Gheddafi torna a parlare: in un audio messaggio diffuso dalla televisione di Stato ha lanciato un appello ai suoi seguaci per prepararsi “alla battaglia per liberare le città” conquistate dai ribelli e dalla Nato. “Il popolo libico non scomparirà e la Rivoluzione continuerà. Andate avanti, preparate le vostre armi. Liberiamo la Libia metro dopo metro dai traditori e dalla Nato”, ha precisato il rais. Sullo sfondo immagini della piazza verde nel centro di Tripoli dove alcune centinaia di sostenitori del regime sventolavano bandiere verdi e innalzavano ritratti del colonnello.

Il messaggio di Gheddafi arriva quando è confermata la conquista della città di Al Zawiah, una delle strategiche città libiche, da parte degli insorti che avrebbero il controllo anche di Sorman, a meno di 70 chilometri ad Ovest di Tripoli.

Dall’inizio dell’insurrezione Al Zawiyah è stata teatro di diversi violenti scontri. La città  è stata sotto il controllo dell’esercito di Gheddafi solo a partire dall’inizio di marzo ma nelle ultime settimane, i ribelli hanno lanciato una nuova offensiva per cercare di sbloccare la situazione militare nell’ovest del paese. E ora gli insorti avanzano conquistando varie città.

I ribelli sono entrati inoltre nella città di Garyan, 100 chilometri circa a Sud della capitale, dove gli scontri sarebbero ancora in corso. “Controlliamo il 70% della città ma la battaglia è ancora in corso”, ha detto un ribelle. I cronisti confermano gli scontri a fuoco, mentre dalla città si levano alte almeno sei colonne di fumo nero.

Una volta che gli insorti avranno stabilizzato il controllo di Zawiah e Garyan, l’obiettivo degli insorti è puntare sulla capitale libica: “Il prossimo obiettivo è Tripoli”, sottolineano.

Intanto negli scorsi giorni Amnesty International ha chiesto alla Nato di adottare tutte le misure necessarie per proteggere la popolazione civile durante le operazioni militari in Libia e di indagare approfonditamente sulle denunce, provenienti da fonti vicine al colonnello Gheddafi, relative alla morte di almeno 85 civili durante un bombardamento sull’area di Majar, a sud di Zlitan, la notte dell’8 agosto. La Nato aveva smentito, assicurando che “non c’è alcuna prova” che durante i raid di ieri, siano stati colpiti civili. Il portavoce delle operazioni Nato Roland Lavoie, aveva inoltre assicurato che si è trattato di un obiettivo “militare”, dunque “legittimo”.

di Elisa Cassinelli

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  • massimo

    Non ho mai nutrito simpatie per Gheddafi ma le azioni ignobili che la NATO -con il nostro fattivo concorso- sta compiendo mi hanno portato a parteggiare per lui facendomi vergognare di appartenere all’Italia che bombarda ammazza e distrugge un paese che -piaccia o no- è uno Stato sovrano come tutti gli altri. E’ dal 1911 che stiamo martoriando la Libia e siamo arrivati al punto di stracciare l’UNICO accordo sensato fatto nel 2009 con la stessa. Ha ragione Calderoli, un altro che non mi ispira eccessiva simpatia: a settembre STOP ale missioni banditesche che fanno il paio con i bombardamenti terroristici compiuti nell’ultima guerra dagli Alleati da noi -con incredibile faccia tosta- definiti ‘Liberatori’ come possono testimoniare (!!) -ad esempio- i sopravvissuti di Montecassino.. .

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