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Siria: Turchia non esclude intervento internazionale

By   /   13 Agosto 2011  /   Commenti disabilitati su Siria: Turchia non esclude intervento internazionale

Negli ultimi giorni la Turchia ha chiesto più volte al Presidente siriano di porre fine alla sanguinosa repressione messa in atto dal regime. Nonostante ciò Assad non cede e ha detto che “la caccia ai gruppi terroristi non si fermerà”.

Secondo quanto riporta Adnkronos International, la Turchia non esclude un intervento internazionale in Siria nel caso in cui il regime non interrompa le violenze contro il suo popolo. Lo riferisce un ufficiale turco a condizione di anonimato al giornale “Hurriyet Daily News”. Un vero e proprio ultimatum quello contenuto all’interno della lettera scritta dal presidente turco Abdullah Gul e consegnata martedì ad Assad dal ministro degli Esteri di Ankara Ahmet Davutoglu. “Da otto mesi stiamo cercando di convincere i nostri alleati occidentali a concedere altro tempo ad Assad per attuare le riforme. Abbiamo un rapporto di amicizia tale da tenere vertici di governo congiunti e da togliere i visti”, ha spiegato la fonte al giornale. “Ma se il regime non ascolta gli avvertimenti dei suoi amici e dei suoi vicini, e continua a sparare sul suo popolo, quel regime non può più essere considerato amico della Turchia” prosegue la fonte.

La pazienza della Turchia si sta esaurendo e il Primo Ministro Recep Tayyip Erdogan non nasconde ciò. A rendere ancora più tesa la questione è il sostegno che il governo iraniano ha annunciato apertamente al regime siriano. “La Siria è già governata da una minoranza religiosa vicina alla maggioranza sciita in Iran – prosegue la fonte -. Un’ulteriore escalation della tensione potrebbe portare a scontri settari non solo in Siria, ma anche in Iraq, e la Turchia è ovviamente a disagio, avendo componenti di tutte le sette islamiche nella regione da entrambe le parti del confine”.

Intanto i carri armati sono penetrati questa mattina a Latakia, principale porto sul Mediterraneo e capitale della regione a maggioranza alawita, minoranza sciita a cui appartengono anche la famiglia presidenziale Al Assad e i clan a loro alleati. Lo riferiscono attivisti anti-regime citati dalla tv Al Jazira. Almeno due civili sarebbero stati uccisi durante l’offensiva delle forze governative.

Violenze si registrano anche in altre città. Da Deir Al Zor, uno dei centri nel nord est del paese da cui è scaturita la contestazione contro il regime, giunge la notizia che le forze di sicurezza siriane avrebbero ucciso almeno una ventina di persone durante le imponenti manifestazioni di piazza di venerdì. La maggior parte delle vittime sarebbero state freddate da cecchini mentre uscivano dalle moschee.

di Elisa Cassinelli

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