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Ze Elias in carcere, senza famiglia e senza soldi!

By   /   1 agosto 2011  /   Commenti disabilitati

Arrivò in Italia quasi da sconosciuto, dopo una parentesi al Bayer Leverkusen, ma subito divenne protagonista nell’Inter di Gigi Simoni.

Erano gli anni di Ronaldo, Djorkaeff, della Coppa Uefa al Parco dei Principi e del celeberrimo Juventus – Inter al Delle Alpi che cucì lo scudetto sulle maglie dei bianconeri, i tifosi nerazzurri ricordano bene quell’annata e ricordano bene anche quei calciatori, tra cui c’è Ze Elias, centrocampista dotato di grinta e precisione che spesso affiancava Simeone, Moriero e compagni a metà campo. Dopo due stagioni cambiò maglia per approdare prima a Bologna, poi all’Olympiacos, poi al Genoa e così via.

Anni e anni da calciatore, stipendi buoni e una famiglia formata da una moglie e due figli, una vita tranquilla dopo il ritiro che ha portato il centrocampista a diventare commentatore per la Cbn e per Radio Globo. Ma gli ultimi due anni sono da cancellare; la moglie avvia le pratiche per il divorzio, con una spesa da 12 mila euro mensili di assegno da versare; un licenziamento dalle due emittenti. Morale della favola: i 12mila euro diventano un vero e proprio salasso e Ze Elias non riesce più a versare la cifra pattuita, con la legge brasiliana che non ammette errori in tal senso e che gli infligge  30 giorni di reclusione.

“Un esperienza che segna profondamente un padre” come l’ha definita lui stesso “un modo umiliante ed eccessivo per uno che non guadagnava tanto quando Baggio o Ronaldo“: questo il suo paragone, espresso ieri sera nella puntata di “Fantastico”, varietà brasiliano che l’ha intervistato all’interno del penitenziario.

Dalla sua parte tanti connazionali che tramite il calciatore-portavoce Romario esprimono la loro solidarietà verso il ragazzo caduto in disgrazia; laconico il commento del commentatore Milton Neves: “In Brasile restano il libertà i ladri e gli assassini, ma in carcere ci vanno i padri caduti in disgrazia, questo è un Paese assurdo”.

All’ex nerazzurro restano 20 giorni di carcere, ma il vero problema è il rifiuto del tribunale alla richiesta di ri-calcolare l’ammontare dell’assegno di mantenimento, avanzata dal malcapitato ex calciatore.

L’unica cosa che resta da fare come sportivi è augurare miglior sorte al 35enne ex beniamino della Curva Nord dell’Inter, nonchè fratello dell’ex portiere genoano, Rubinho.

di Marco De Palo.

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