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Calciomercato: nuovi ricchi e obiettivi irraggiungibili

By   /   1 Agosto 2011  /   Commenti disabilitati su Calciomercato: nuovi ricchi e obiettivi irraggiungibili

Con l’ufficializzazione delle lista dei convocati in vista della Supercoppa di Pechino si apre ufficialmente la stagione 2011/12 del calcio italiano. Da sabato si inizierà a fare sul serio, in vista di un campionato che, a fine agosto, partità con molte novità e tante incognite. Manca ancora un mese di calciomercato e le rose delle squadre sono ancora in divenire. Lo scorso anno il Milan, poi campione, rivoluzionò la squadra nelle ultime ore di agosto. Trarre bilanci a questo punto è quindi quantomeno azzardato.

Alcune tendenze sono però emerse e ben chiare. Come in ogni altro settore lavorativo l’Italia sta subendo una fuga di talenti. Non parliamo di fuga di cervelli, ma anche nel calcio il nostro Paese sta diventando campione nel lasciarsi scappare i migliori. Pastore e Sanchez sono i casi più clamorosi. Il primo si è fatto sedurre dai soldi del Paris Saint Germain e da un campionato, quello francese, che rimane ancora meno attraente del nostro. Sanchez invece ha preso la strada della Catalogna, protagonista di quel viaggio che nel recente passato ha respinto Ibrahimovic. Giovani e con un futuro radioso davanti i due sudamericani hanno salutato il Bel Paese: la loro crescita continuerà altrove.

Da noi sono invece arrivati Cissè e Klose, Aguero ha declinato l’invito, Rossi è rimasto al Villareal. Questione di soldi, sicuramente, ma anche di molto altro. Perchè Rossi dovrebbe venire in Italia quando nel suo attuale club può giocare la Champions League e incrementare quei record che già lo rendono il calciatore più prolifico della storia del submarino amarillo. Certo la Juve, malgrado tutto, rimane sempre un club molto attraente. Ma non per questo può permettersi di dettare le condizioni del mercato. Quando aveva Zidane e Inzaghi poteva fare il prezzo, adesso che deve ricostruire non può questionare su uno o due milioni. Altrimenti meglio prendere una posizione onesta nei confronti dei tifosi. Che male ci sarebbe se Marotta o Agnelli comunicassero pubblicamente ai propri fans che la ricostruzione necessità di tempi lunghi, di errori e di colpi di fortuna. O si è il Manchester city, per il quale 20 milioni di pounds non fanno nessuna differenza, oppure la risalita è dura. Meglio accontentarsi di un Vucinic. Ottimo giocatore, ma non proprio il top player sbandierato ai quattro venti per diverse settimane.

Il panorama europeo sta portando alla ribalta una serie di nuovi ricchi. Se i petroldollari entrano nel calcio creano sconquassi. È il caso del Malaga, del Paris saint Germain, dell’Azhni, eredi diretti dei citizens diventati in pochi anni una delle maggiori candidate alla vittoria della Premier.

E il fair play finanziario? Sembra uno spauracchio da agitare solo nei momenti di difficoltà. Le società individuano un obiettivo che poi non riescono a raggiungere ed ecco trovato il responsabile: il fair play della Uefa. Platini ha fornito un perfetto alibi ai dirigenti. Un modello che entrarà in vigore tra qualche anno ed avrà il pessimo fine di fossilizzare le gerarchie del calcio. Se un ricco emiro nel 2015 decidesse di rendere grande il Lecce non potrebbe perchè sarebbe costretto a spendere solo ciò che il club incassa. E dato che i salentini solo con il passare dei secoli potranno creare un parco tifosi simile a quello delle big del Nord, ecco che mai vedremo uno scudetto sulle maglie giallorosse. A meno che in terra di Puglia non nasca una covata di giovani fenomeni. Ma per questo forse servirà l’ingegneria genetica.

di Luca Paradiso

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