22
May , 2012
Tuesday
 

La storia editoriale di Omega parte nel lontano 1976, con il primo numero scritto a quattro mani da Steve Gerber , Mary Skrenes e con le illustrazioni di Jim Mooney.

Omega si caratterizza per l’originalità della trama e dalla particolarità dei protagonisti; sfortunatamente l’unicità di questa serie ne decreta la chiusura dopo solo 10 numeri lasciando la trama irrisolta ed i lettori con la curiosità di scoprire le sorti dei protagonisti della serie.

Anni dopo il tentativo di dare una fine alle vicende di Omega sulla testata dei Difensori scontenterà tutti. La Marvel Comics si dimenticherà di Omega e dopo questo sfortunato rilancio non lo proporrà più al pubblico.
Quando ormai sembrava che il personaggio di Omega fosse destinato al limbo editoriale, il romanziere Jonathan Lethem (grande fan del fumetto originale) riprende la serie e la attualizza ai giorni nostri mantenendosi fedele alla “tradizione” misteriosa della serie.

I protagonisti della serie sono due, un super essere detto Omega in costante lotta con dei robot, di cui non sappiamo nulla tranne che non mangia nessuna cosa che non voli e che non parla mai.
L’altro protagonista è un ragazzo di nome Alexander, un piccolo genio che è stato allevato ed istruito dai genitori in casa e che quindi è totalmente isolato dalla società che lo circonda.
Presto inoltre scopriremo che i suoi amati genitori altro non erano che due robot e che Omega sembra vegliare su di lui. Inoltre sia lui che Omega hanno il simbolo greco dell’omega impresso sui palmi delle mani.

Questo fumetto riesce ad emergere dalla massa dei fumetti di supereroi tradizionali seguendo la rotta già tracciata dai suoi creatori negli anni settanta; personaggi misteriosi, trama diluita con il contagocce e fitta di elementi inquietanti.

Tra gli elementi misteriosi che rendono ricco di spunti questo Omega c’è ad esempio la statua presente di fronte all’appartamento dove vive Alexander, in ogni vignetta dove appare cambia posa, ed in un paio di occasioni si muove; Insomma in questo fumetto anche quelli che inizialmente potrebbero sembrare semplici elementi di contorno prendono parte alla storia.

I disegni sono affidati a Farel Dalrymple, autore di culto della scena del fumetto indipendente americano che con il suo stile “legnoso” e molto classico rende le avventure di Omega e di Alexander ancora più inquietanti. Una scelta a mio avviso ottima, in quanto un autore dal tratto più convenzionale avrebbe sminuito le atmosfere in bilico tra incubo e realtà di questo fumetto.
In particolare vi segnalo la scena del libro sulla robotica come una delle sequenze più angoscianti mai realizzate in un fumetto.

Dal punto di vista editoriale ci troviamo di fronte ad un buon volume, con buona carta ed una copertina con alette. Il prezzo è nella media dei volumi da libreria, ma magari la Panini avrebbe potuto prendere in considerazione di pubblicare tutta la serie in un’unica soluzione invece di spezzarla in due libri (il secondo è previsto per Ottobre). Bella l’appendice con i commenti degli autori sulla serie originale e l’inserimento di immagini del fumetto del 1976.

Concludendo un volume unico nel suo genere che piacerà sicuramente agli appassionati di fantascienza ma forse un pochino meno ai puristi del genere dei supereroi.
Sicuramente una lettura interessante e mai banale.

Destinato agli appassionati e a chi non teme una lettura diversa dai soliti eroi in calzamaglia.

Omega lo sconosciuto N°1. Panini Comics, brossurato, a colori, euro 12,00 pag. 128.

di Ruffino Renato Umberto

(luglio - 22 - 2011)

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