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L’arte degli anni ’60 tra Roma e Milano

By   /   15 luglio 2011  /   Commenti disabilitati

Fu un periodo storico ben definito quello degli anni ’60, caratterizzato dal risveglio dell’Italia dopo la guerra e dal successivo boom economico che diede vita anche ad una stagione esaltante dell’arte e della cultura in senso lato.

Per approfondire questa fortunata parentesi culturale e per raccontarla attraverso il prezioso contributo fornito dalle città di Roma e di Milano, che seppero allora fungere da epicentro culturale e riuscirono a dialogare positivamente tra loro, è stata allestita la mostra “Gli irripetibili anni ’60. Un dialogo tra Roma e Milano”, curata da Luca Massimo Barbero.

L’evento sarà fruibile fino al 31 luglio a Roma a Palazzo Cipolla, sede della Fondazione Roma Museo, e verrà quindi replicato, per sottolineare ancor più il “dialogo” culturale sempre presente tra le due città, anche nel capoluogo lombardo dal 7 settembre al 20 novembre, presso gli spazi espositivi di Palazzo Reale.

Si tratta di una ricca esposizione che contempla oltre 170 capolavori, articolata in quattro sezioni che analizzano i differenti percorsi della ricerca artistica nel decennio considerato: l’azzeramento espressivo della monocromia, l’utilizzo di oggetti e immagini proprio della corrente Pop, l’internazionalità e la nuova scultura, la sperimentazione tra materiali, segni e figure. Particolarmente importante anche il novero degli artisti le cui opere sono esposte in questa mostra evocativa, tutti in qualche modo legati al fervore artistico di quegli anni “irripetibili”.

La prima sezione prende in considerazione l’eredità della fine degli anni Cinquanta nella persona di quegli artisti che maggiormente influenzarono le ricerche successive. Tra questi Lucio Fontana con i suoi “tagli”: l’artista operò a Milano in sintonia con maestri come Yves Klein, “dialogando” in modo complementare con l’attività sul versante romano di altri autori tra cui Fabio Mauri, di cui è esposto uno “Schermo” con telaio aggettante. Di Fontana si può ammirare tra le altre l’opera “Concetto spaziale”, collocata a soffitto, per passare poi ad alcuni “Achrome” di Piero Manzoni e ad una sperimentale “Plastica” di Alberto Burri, o ancora ai lavori filiformi di Fausto Melotti e Alexander Calder o alle riflessioni meta-artistiche di Giulio Paolini.

La seconda sezione evoca l’avanguardia culturale della Pop Art con lavori di Mimmo Rotella e Christo (sua la grande raffigurazione composta da barili assemblati), cui rispondono sul versante romano le creazioni di Mario Schifano (esposte opere del ciclo “Tuttestelle”), Sergio Lombardo e Tano Festa.

La terza sezione rende merito a Milano come città ponte per i collegamenti con l’arte internazionale, in particolare con Londra e New York; spiccano qui l’opera “Colonna vertebrale” di Scanavino, scultura di oltre tre metri e la “Struttura pulsante” in polistirolo di Colombo.

Nell’ultima sezione, dedicata alla sperimentazione di materiali, segni e figure, spazio alle opere di Alighiero Boetti e alle figure polimateriche di Enrico Baj, pronte a dialogare in parallelo con esperienze romane rappresentate da Kounellis e altri. Nel campo della scultura, da segnalare i lavori di Arnaldo e Gio Pomodoro. Meritevoli di particolare citazione anche la celebre immagine verbovisuale della Wolkswagen di Isgrò, l’“Italia in pelliccia” di Fabro e l’opera scelta come “cover” della manifestazione, ovvero “La camera afona” di Emilio Tadini.

Impossibile infine non citare alcuni dei grandi artisti in esposizione tra cui, lungi dal fornire un elenco completo, Valerio Adami, Ugo Mulas, Man Ray, Lucio Del  Pezzo, Marcel Duchamp, Allen Jones e Franz Kline.

Validamente rappresentato dunque questo decennio d’avanguardia del nostro Paese che si è avvalso tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta anche dell’attività di storiche gallerie d’arte sia romane che milanesi, tra cui in mostra risulta particolarmente approfondita quella dello “Studio Marconi” a Milano, che fu uno dei luoghi d’incontro prediletti dagli artisti e intellettuali dell’epoca.

di Aurora Portesio

Gli irripetibili anni ’60. Un dialogo tra Roma e Milano  
a cura di Luca Massimo Barbero  
dal 10 Maggio al 31 luglio 2011  
Fondazione Roma Museo, Palazzo Cipolla, Via del Corso 320, Roma  
orari: da martedì a domenica ore 10-20  

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