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NBA. Le cinque squadre che potrebbero risentire maggiormente del lockout

By   /   13 Luglio 2011  /   Commenti disabilitati su NBA. Le cinque squadre che potrebbero risentire maggiormente del lockout

Oltre ai già noti problemi economici delle varie franchige NBA (22 secondo il commisioner David Stern), molte squadre potrebbero subire gli effetti negativi di un eventuale lungo periodo di lockout anche per quanto riguarda le questioni più strettamente di campo. Al momento non si possono effettuare operazioni di mercato e, inoltre, la summer league e i training camp sono stati cancellati.

Ecco una lista delle principali cinque squadre che, potenzialmente, potrebbero essere danneggiate maggiormente:
1) New Jersey Nets. La ormai definitiva cessione di Deron Williams, che andrà al Besiktas per qualche mese o per l’intera stagione (in base a quanto si protrarrà il lockout), potrebbe rovinare o ritardare i progetti di miglioramento del roster da parte del magnate russo Prokhorov. E senza un roster competitivo risulterebbe difficile trattenere D-Will.

2) New York Knicks. Il 4-0 subito al primo turno degli scorsi playoff da parte dei Boston Celtics è stato la degna conclusione di un finale di stagione non all’altezza delle aspettative dopo l’arrivo di Billups e Carmelo Anthony. Il problema principale per coach Mike D’Antoni è trovare il modo di far crescere l’intesa tra Anthony e Stoudemire, intesa che sarebbe potuta migliorare durante la preseason, ora cancellata a causa del lockout.

3) Minnesota Timberwolves. I T-Wolves hanno pescato un ottimo giocatore al draft come Derrick Williams e portato, finalmente, a Minneapolis lo spagnolo Ricky Rubio. Tutti segnali che facevano intravedere segnali di ripresa dopo la pessima passata stagione. Ma giocatori giovani e così importanti per la squadra come Rubio e Williams necessitano di tempo e spazio per potersi ambientare al meglio nella NBA e una stagione dimezzata non favorirebbe di certo il loro inserimento. Inoltre è necessario smaltire il roster nel reparto delle ali e trovare un’allenatore affidabile dopo l’addio, ormai certo, di Kurt Rambis.

4) Cleveland Cavaliers. Anche per i Cavs pessima stagione l’anno scorso e grande rinnovamento quest’anno prima della proclamazione del lockout. Dal Draft è arrivata la prima scelta Kyle Irving, la quarta Tristan Thompson e dal mercato l’ala israeliana Omri Casspi. Ora Cleveland si ritrova con un roster giovane e dal futuro assicurato. Tuttavia queste giovani potenziali stelle NBA richiedono tempo per progredire a livello tecnico e di esperienza.

5) Utah Jazz. Dopo i problemi all’interno dello spogliatoio dello scorso anno che hanno causato l’allontanamento di coach Jerry Sloan e della stella della squadra Deron Williams, per i Jazz è arrivato il momento della rifondazione. Un tassello importante è stato messo a metà della scorsa stagione con l’arrivo del playmaker Devin Harris a cui si è aggiunta la scelta al draft di un lungo dal futuro assicurato come Enes Kanter. Utah necessita di tempo per ritrovare la chimica di squadra giusta e per il pieno recupero di un giocatore fondamentale come Mehmer Okur, tormentato dagli infortuni nella scorsa stagione.

di Andrea Centenari
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