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Usa: petrolio nel fiume Yellowstone, si rischia il disastro ambientale

By   /   4 Luglio 2011  /   Commenti disabilitati su Usa: petrolio nel fiume Yellowstone, si rischia il disastro ambientale

Negli Stati Uniti torna l’incubo del disastro ambientale: un oleodotto della Exxon Mobil è stato chiuso dopo che ha riversato un migliaio di barili di greggio nel fiume Yellowstone nel Montana. Lo ha reso noto la stessa compagnia petrolifera americana.

I dirigenti della Exxon hanno affermato che sono presenti tracce di petrolio lungo 10 miglia, 16 km circa, nel corso del fiume e che la fuoriuscita di greggio è stata scoperta nella mattinata del 2 luglio.

Il fiume Yellowston è lungo oltre 1.100 km ed è il principale affluente dell’alto corso del Missouri, nasce nel nord ovest del Wyoming, scorre attraverso il parco nazionale che porta il suo nome e passa poi nel Montana, prima di confluire infine nel Missouri dopo un breve tratto nel North Dakota.

Il presidente della Exxon Mobil, Gary Pruessing, ha dichiarato che la compagnia ha inviato nel Montana 70 persone per ripulire e capire cosa abbia causato la perdite di greggio, impiegando aerei per monitorare le rive del fiume e rilevare eventuali danni ambientali.

Pruessing ha poi assicurato che finora non ci sono “danni indicativi” ma quello che adesso preoccupa è una possibile sottistima dei danni. L’ambientalista Bobby McEnaney invita a diffidare delle versioni delle compagnie petrolifere, soprattutto dopo quello che è accaduto dopo la crisi del Golfo e il disastro ambientale d’Alaska del 1989,  il più grande d’America prima della tragedia del Golfo, che porta proprio la firma proprio della Exxon.

Nel caso del Golfo del Messico, inizialmente si era parlato di mille barili, salvo poi dover drasticamente rivedere le stime dello sversamento. Anche in questo caso si teme che la stima dei danni sia solo temporanea e che l’area contaminata sia maggiore rispetto a quella stimata.

Anche il governatore del Montana, Brian Schweitzer, ha espresso dubbi sull’affermazione della Exxon Mobil che il petrolio ha contaminato solo 16 km del corso del fiume: “Questa è una zona molto selvaggia, e loro non hanno alcuna idea se sono cinque, 50, o 100 miglia, stanno tirando a indovinare”.

Nonostante la fuoriuscita sia stata bloccata, le rassicurazioni dell’azienda e il lavoro delle squadre di pulizia che hanno cercato di contenere gli effetti della macchia, le cause sono ancora tutte da accertare. Per il momento si ipotizza che che la rottura sia legata alle abbondanti piogge cadute nei giorni scorsi nella zona. La condotta è stata costruita una ventina di anni fa ed era stata bloccata il maggio scorso perchè dopo un’ispezione del 2009 era stata dichiarata inaffidabile. Nel 2010 una nuova ispezione aveva evidenziato qualche problema strutturale ma la ExxonMobil aveva deciso di utilizzarla ugualmente.

Di Elisa Cassinelli

foto: AP photo

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