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May , 2013
Saturday
 

Re Mohammed VI ha promesso una maggiore democrazia per il popolo del Marocco.

I Marocchini sono chiamati oggi alle urne per esprimersi, mediante referendum, su una serie di emendamenti costituzionali e riforme. Le proposte, avanzate da re Mohammed VI, attribuirebbero al primo ministro ed al Parlamento maggiori poteri.

Gli analisti credono che il voto sarà ampiamente positivo, anche se il rischio di una bassa affluenza alle urne potrebbe far scattare la scintilla per richiedere modifiche più audaci.

Il progetto di riforme arriva in risposta alle imponenti manifestazioni pro-democratiche che, il 20 febbraio scorso, hanno portato migliaia di marocchini per le strade sulla scia della rivolte in Tunisia e in Egitto.

Il voto rappresenta il primo referendum costituzionale sotto i 12 anni di dominio del re ed è stato descritto da un giornale marocchino come “un appuntamento con la storia”.

Lo stesso Mohammed VI ha definito le riforme “una transizione storica decisiva”.

In base al progetto costituzionale, il re rimarrebbe il capo di Stato, delle forze militari e della fede. Lo stesso primo ministro verrebbe ancora nominato dal re, ma questa volta scelto tra i membri del piu’ grande partito eletto al Parlamento.

Le riforme rafforzerebbero l’indipendenza della magistratura, offrirebbero maggiori garanzie per i diritti di ugaglianza tra uomini-donne e riconoscerebbero il berbero come lingua ufficiale.

La nuova bozza di Costituzione è stata sostenuta da principali partiti politici del Paese, ma fortemente criticata dalle associazioni e le forze politiche che compongono il movimento “20 febbraio” che hanno denunciato “l’inganno” e hanno fatto appello alla popolazione per il boicottaggio del referendum. Il progetto di Mohammed VI non riuscirebbe dunque a soddisfare le esigenze di una monarchia costituzionale, richiesta da molti manifestanti, che parlano di “riforme superficiali” e timide concessioni.

Il piano di riforma è stato positivamente accolto all’estero. Secondo l’Alto rappresentante Ue per la politica estera e la sicurezza, Catherine Ashton, questo dimostrerebbe “un chiaro impegno verso la democrazia”.

Pieno supporto alla nuova Carta è stato espresso dal re di Spagna e dal presidente francese, Nicolas Sarkozy, il quale ha valutato la riforma costituzionale marocchina come un passo decisivo per “completare la costruzione dello Stato di diritto e delle istituzioni democratiche“.

La prima Costituzione del Marocco venne promulgata nel 1962 e da allora è stata a più riprese emendata, l’ultima volta nel 1996.

di Samr Al Aflak

(luglio - 1 - 2011)

  • mogol_gr

    E’una trappola é una trappola.

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