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Archive for luglio, 2011

Continua la violenta repressione dell’esercito siriano contro i civili

Posted by Armida Tondo On luglio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

L’esercito siriano dall’alba di oggi, ma la notizia è stata resa nota solo da poco più di due ore, si è scagliato contro i manifestanti civili con i carri armati. Sino a questo momento si contano cento morti, ma il numero è destinato a salire.

Lo scenario di guerra si sta svolgendo nella città di Hama; nelle prime ore dell’alba l’esercito siriano ha cominciato ad attaccare e bombardare con l’uso dei carri armati la città, teatro nelle ultime settimane di massicce manifestazioni contro il regime.

La fonte che ha comunicato l’attacco parla di oltre 100 morti, ma il numero potrebbe salire ancora perché diversi corpi giacciono abbandonati nelle strade, mentre i cecchini dell’esercito schierati sui tetti rendono impossibile ogni possibile soccorso.

Le notizie che trapelano parlano di tank dell’esercito che hanno investito la città e i suoi dintorni con una pioggia di granate, senza nessuna pietà nei confronti dei dimostranti, a un ritmo di almeno quattro ogni sessanta secondi. L’attacco contro la popolazione è stato preceduto dalla solita tattica usata dai soldati, l’isolamento della città dal mondo esterno, attraverso il taglio dell’elettricità e dell’acqua.

La protesta nella città di Hama continua a ritmo serrato da diversi giorni e oggi l’esercito ha avuto disposizione di sopprimerla. Hama si trova a circa 200 chilometri a Nord di Damasco, ma non è la sola città che in questi momenti sta vivendo ore di terrore; infatti, anche ad Harasta, un sobborgo di Damasco, si contano almeno 42 persone ferite da bombe imbottite di chiodi usate dalla polizia per disperdere una manifestazione.

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha espresso “orrore” per le violenze in Siria e ha chiesto di isolare il presidente Bashar el Assad e con lui anche i Ministri degli Esteri della Francia e dell’Italia hanno condannano la violenza e la repressione in atto in Siria.

di Armida Tondo

Canoa. Il k2 rosa vince la medaglia d’argento

Posted by Augusto Martellini On luglio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Una sola medaglia d’argento per la squadra azzurra ai Mondiali junior di velocità terminati a Brandenburgo.

L’hanno ottenuta Francesca Capodimonte e la triestina Francesca Genzo nella specialità del K2-200 metri, arrivando a 0”39 delle russe Nikishaeva-Anyushina (40”080) e superando le polacche Bruska-Janicka (40”62).  non è poi riuscito di spingere sul podio anche il K4-500 che in batteria aveva illuso le aspettative qualificandosi direttamente per la finale con il miglior tempo.

 

di Augusto Martellini

Brasile 2014: il sorteggio. Italia con Danimarca e Repubblica Ceca

Posted by Luca Paradiso On luglio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Non è passato neppure un anno dal primo titolo mondiale della Spagna ed è già tempo di programmare la prossima rassegna iridita. In Brasile, nel 2014, le migliori 32 nazionali del pianeta si affronteranno per tentare di strappare alla selezione di casa, la mitica verdeoro, quel titolo che nel paese carioca vogliono assolutamente conquistare.

Pochi minuti fa l’urna di Rio de Janeiro ha decretato i gironi di qualificazione del prossimo mondiale. Le maggiori attenzioni erano concentrate sul sorteggio della zona europea, il continente che conta il maggior numero di squadre partecipanti. Il Sud America infatti qualifica quattro squadre (la quinta affronta uno spareggio contro la quinta dell’Asia) tramite un unico girone formato dalle nove selezioni nazionali. Il Brasile, in qualità di Paese ospitante, è qualificato di diritto. Più complesso il sistema di qualificazione africano, che premierà cinque squadre, quattro posti sono assegnati all’Asia, tre alla Concacaf (nord e centro America). Il restante posto verrà assegnato dopo lo spareggio tra la quarta della zona Concacaf e la migliore dell’Oceania, Australia esclusa perchè inserita nel gruppo asiatico.

Nel vecchio continente invece le 53 squadre affiliate alla Uefa sono suddivise in nove gironi, otto formati da sei squadre e uno da cinque. Le vincitrici di ciascun raggriuppamento guadagnano il pass per il torneo, le otto migliori seconde invece, in gare di andata e ritorno, si giocheranno i restanti quattro posti.

La cerimonia è stata aperta dal Presidente della Fifa Seep Blatter al centro, negli ultimi mesi, di crescenti polemiche per gli scandali che hanno colpito l’organizzazione di cui è a capo. La decisione di assegnare l’edizione del torneo 2022 al Qatar ha portato a galla l’utilizzo di pratiche non proprio trasparenti in fase di votazione.

L’Italia, inserita tra le teste di serie, pesca un girone non proibitivo, ma per nulla agevole. Evitate Francia e Russia, le principali insidie inserite nell’urna numero due, gli azzurri dovranno vedersela con Danimarca, Repubblica Ceca, Bulgaria, Armenia e Malta.

Interessante il gruppo A con ben tre squadre della ex Jugoslavia: Croazia, Serbia, Belgio, Scozia, Macedonia e Galles. Il girone I, l’unico a cinque squadre, regala un’interessante Francia-Spagna. Sorteggio insidioso per la Germania che pesca Svezia, Irlanda, Austria, Far Oer e Kazakistan. L’Olanda se la vedrà con Turchia, Ungheria, Romania, Estonia e Andorra. Il girone G appare il più equilibrato con Grecia, Slovacchia, Bosnia, Lituania, Lettonia e Liechtenstein: manca una vera favorita e proprio da qui potrebbe venir fuori la sorpresa.

di Luca Paradiso

Spagna al voto anticipato

Posted by Elisa Cassinelli On luglio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Il Primo Ministro spagnolo, Josè Luis Zapatero, ha annunciato le elezioni anticipate per il prossimo 20 novembre, quattro mesi prima della scadenza naturale del suo mandato. L’annuncio di Zapatero è giunto in una conferenza stampa nel palazzo della Moncloa, residenza ufficiale del Primo Ministro. Il leader socialista ha spiegato che la campagna elettorale si aprirà il 26 settembre, rispettando il periodo di 55 giorni prima del voto imposto dalla Costituzione.

Secondo Zapatero, le elezioni anticipate serviranno a creare “certezza politica ed economica”. Il nuovo calendario elettorale, ha sottolineato, permetterà infatti all’esecutivo di portare a termine alcuni progetti per la ripresa economica e il consolidamento del debito, ma darà anche modo al prossimo esecutivo di insediarsi prima dell’inizio del 2012.

Si conclude così l’era Zapatero inziata con la sua elezione nel 2004, poi la conferma con le elezioni del 2008 e ora l’annuncio che non si ricandiderà e che si ritirerà a Leon, la sua città natale.  “Abbiamo messo le basi per la ripresa, in un contesto economico molto difficile. Gli indicatori economici, a cominciare da quelli sulla disoccupazione, ci dicono che le cose stanno migliorando. La direzione è ormai segnata, per questo è ora possibile definire un calendario elettorale” ha detto il leader socialista.

Il partito socialista ha già scelto il suo candidato per le prossime elezioni: l’ex vice premier ed ex ministro degli Interni Alfredo Pèrez Rubalcaba. Secondo alcuni analisti l’addio di Zapatero e il voto anticipato potrebbero giocare a suo favore. Ma ad essere favorito secondo gli ultimi sondaggi è il leader del Partito popolare, il conservatore Mariano Rajoy, 56 anni, che ha definito il voto in novembre “una buona notizia” ma ha avvertito che il nuovo esecutivo avrà “un compito estremamente difficile”.

In effetti il nuovo esecutivo dovrò affrontare una crisi, quella economica, che ancora non è sanata. Il Fondo monetario, nel rapporto annuale sulla Spagna, elogia il Governo ma sollecita le autorità a fare di più, soprattutto nel controllo della spesa regionale e nelle riforme del mercato del lavoro.

La Spagna “non è fuori pericolo”, nonostante il governo di Madrid abbia messo in atto una “risposta forte e articolata” alla triplice sfida della crisi globale, dello scoppio della bolla dell’economia e alla crisi del debito sovrano dell’Eurozona. I problemi più gravi dell’economia spagnola, secondo il rapporto Fmi sono il settore delle costruzioni e la disoccupazione.

di Elisa Cassinelli

Fao: riunione ministeriale d’emergenza in soccorso del Corno d’Africa

Posted by Redazione On luglio - 29 - 2011 Commenti disabilitati

È dallo scorso anno che il Corno d’Africa sta attraversando il periodo di peggiore siccità registrata negli ultimi 60 anni. Sono 11 milioni le persone coinvolte nella siccità e la situazione è particolarmente grave in due regioni meridionali della Somalia, dove le Nazioni Unite hanno già proclamato lo stato di carestia. Data la gravità e l’urgenza del problema, il 25 luglio scorso, presso la sede generale, la FAO ha aperto il vertice ministeriale d’emergenza, convocando 191 Paesi membri, le autorità dell’Onu e numerose organizzazioni internazionali e ONG. Alla riunione, il Vice Premier e Ministro degli Esteri somalo, Mohamed Ibrahim, ha ringraziato la comunità internazionale per il suo costante aiuto alla Somalia, lanciando al tempo stesso l’appello di aiutare il suo paese ad aprire i “Corridoi umanitari” e di continuare ad aumentare l’assistenza.

Per vari motivi, il popolo somalo sta affrontando una massiccia carestia. Negli ultimi due anni le precipitazioni sono state scarsissime, l’Al Shabaab, il partito dei giovani, ha bloccato i corridoi umanitari per il trasporto di aiuti alla popolazione delle zone povere e in alcune zone vi sono elementi di instabilità e disordine. Secondo l’Onu, sono oltre 3.5 milioni i somali coinvolti dalle conseguenze della carestia (sei mesi fa erano 2.4 milioni). Se nelle prossime settimane non si otterranno gli aiuti, la maggior parte di loro morirà di fame.”

I vari partecipanti al vertice ritengono che attualmente esista ancora una “finestra di opportunità” per aiutare i contadini delle zone colpite a salvarsi, e che i governi dei paesi colpiti debbano stare in “prima linea” nella lotta per rispondere alla crisi alimentare. La comunità internazionale deve inoltre unirsi per fornire sostegno finanziario, tecnico e politico, impegnandosi anche a promuovere la pace e stabilità delle zone colpite, requisito questo di fondamentale importanza per garantire la sicurezza alimentare.

Il direttore generale della FAO, Jacques Diouf, ha così affermato: “Ora è della massima urgenza risolvere la carestia nel Corno d’Africa e soprattutto nel sud della Somalia. Dobbiamo salvare la vita della gente e il bestiame, e per evitare l’aggravarsi della situazione dobbiamo assolutamente reagire a questa crisi. La crisi è stata causata dalla siccità, dall’inflazione e dai conflitti regionali ed è necessario il sostegno, massiccio e urgente, della comunità internazionale. Per rispondere alla crisi le varie organizzazioni delle Nazioni Unite dovranno raccogliere 1.6 miliardi di dollari in un anno, e 300 milioni nei prossimi due mesi“.

Dopo una visita nei tre paesi più colpiti dalla siccità, Josette Sheeran, direttore generale del Programma Alimentare Mondiale (PAM), è ritornata a Roma per partecipare a questo vertice. Lei ha osservato che la cosa più dolorosa è che a causa dell’eccessivo indebolimento, molti bambini hanno perso la vita, e un numero ancor maggiore di bambini è in stato di malnutrizione.

Il Programma Alimentare Mondiale si sta impegnando ad aprire tutti i corridoi per trasportare i beni di prima necessità alle vittime. Sheeran riferisce: “Vorrei sottolineare che con i finanziamenti questa condizione si può trasformare. Vogliamo che la gente viva nella propria casa e stiamo svolgendo un programma di trasformazione in quelle zone, un programma simile a quello del governo brasiliano “Fame Zero”, che permetterà alla gente di coltivare cereali sufficienti e che consentirà alle persone e al loro bestiame di sopravvivere nei momenti di grande crisi. Abbiamo bisogno di confermare nuovamente la promessa fatta, così da dimostrare la solidarietà della comunità internazionale per risolvere il problema.”

Come sottolineato da molti rappresentanti nel corso della riunione, data la situazione del Corno d’Africa, anzi, di tutto il mondo, la comunità internazionale, deve essere lungimirante e costruire un sistema di agricoltura e pastorizia efficace. Tuttavia, il problema principale è che molte vite fragili stanno via via scomparendo ed è pertanto della massima urgenza ampliare i margini del sostegno alimentare e finanziario, altrimenti tutto il mondo dovrà affrontare “la perdita di un’intera generazione del Corno d’Africa.”

di Salvatore Verde

Split Cartoni

Posted by Umberto Ruffino On luglio - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Andando in edicola può capitare di imbattersi in piacevoli sorprese, come è successo al sottoscritto questa settimana, trovando esposto tra i fumetti questo mensile fresco e divertente.

La rivista di cui vi parlo, dedicata al mondo dei cartoni e del fumetto, nasce dalle ceneri di “Cartoni”, o meglio Split è la versione riveduta ed aggiornata di Cartoni.

In questo mensile trovano spazio recensioni, anteprime ed approfondimenti su tutto quello che ruota intorno al mondo del fumetto. In questo numero d’esordio è presente uno speciale su Bleach ed un’intervista con il creatore di Spawn: Todd McFarlane.

Split si caratterizza per il look accattivante, la grafica colorata e ultimo, ma non meno importante, il prezzo di copertina, infatti per il lancio della rivista il prezzo è di solo 1,90 euro.

Molto interessanti gli articoli, ben scritti e ben impaginati, sarebbe opportuno dare maggiore risalto alle recensioni dei fumetti e dedicargli maggiore spazio.

La rivista è rivolta al pubblico dei lettori di Manga e agli appassionati di anime, ma non mancano anche articoli su personaggio del fumetto U.S.A.
Fa piacere vedere che su qualche rivista resiste la classica Posta dei lettori
, rubrica ormai decaduta in quasi tutte le rivista a fumetti ma che a mio avviso è sempre piacevole da leggere.

Concludendo un prodotto destinato soprattutto a chi è poco informato sulle novità del mercato e vuole farsi un’idea senza doversi affidare ai forum fumettistici su internet.

Consigliato ai lettori alle prime armi che vogliono scoprire il mondo dei comics  e a chi cerca una rivista allegra, ben fatta, colorata e da sfogliare in pieno relax.

Split Cartoni, Funfactory edizioni, spillato, a colori, 66 pag. euro 1,90

di Ruffino Renato Umberto

Quando lo sceneggiatore americano vibra di passione italiana! Intervista ad Irv Bauer

Posted by Donata Carelli On luglio - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Irv Bauer mi accoglie nella sua casa di Manhattan, a ridosso della celebre Fifth Avenue, nel primo pomeriggio. Siamo nella cosiddetta West side, a due passi dal cuore del West Village, lo storico quartiere degli artisti. Drammaturgo, scrittore e sceneggiatore, dalla vastissima produzione teatrale che lo ha visto protagonista al Promenade Theatre di New York, allo Showboat Theatre a Seattle, nonché autore di musical a Broadway e di sceneggiature per il cinema tra le quali Elephant is Well, “Captain of Paradise”,” Hunt and High Octane”, Irv Bauer ha anche legato il suo nome come scrittore e story consultant alla popolarissima serie “Courage The Cowardly Dog” per Cartoon Network, serie di grandissimo successo anche in Italia ed amata dai bambini, nota col nome di “Leone il cane fifone” . A tutt’oggi consulente per svariate sceneggiature da New York come a Los Angeles, Irv Bauer vanta la docenza presso la celebre New York University’s Tisch School of the Arts Film School, presso il Writing Institute al Sarah Lawrence College, all’Università di Washington, alla Scuola Nazionale Australiana di Cinema, solo per ricordare le più note.

Quando si immagina uno scrittore, probabilmente lo si colloca in un posto proprio come questo dove mi riceve: il suo studio è un tripudio di libri, sceneggiature, locandine di film, quadri, dediche e foto di momenti da ricordare. Ma c’è qualcosa in più che merita di essere raccontato, oltre a tanti riconoscimenti: Irv Bauer è, al di sopra di ogni sospetto, uno degli sceneggiatori americani che, dagli anni ’50 in poi, ha legato più di chiunque altro la sua storia di scrittore a quella dell’Italia, intessendo una “corrispondenza di amorosi sensi” col nostro Paese che ancora dura a tutt’oggi ed è destinata a continuare. Quando domando dove ha inizio la sua carriera di sceneggiatore, Irv Bauer sorride, sottolineando la casualità degli eventi della vita e mi spiega, in un eloquio impeccabile e molto “british” che incanta che il suo inizio è come drammaturgo. Poi, alla New York University, l’incontro che gli cambia la vita, quello con un docente: Haig Manoojian.  Il giovane Bauer non perde nessuna delle sue lezioni, fa tesoro dei suoi insegnamenti e di quella straordinaria umanità che Manoojian sa comunicare, così come della capacità di sdrammatizzare e ridere al momento giusto. Manoojian diventa, un amico, un mentore, il primo sostenitore dei lavori di Irv. A lui ed al suo incoraggiamento Bauer deve il suo passaggio alla sceneggiatura ed anche la passione profonda per il grande cinema italiano degli anni ’50 e ’60. Fellini, Germi, Antonioni, De Sica, Pasolini gli disvelano un mondo così diverso da quello riscontrato nel cinema di ogni altro paese. “Rimasi profondamente impressionato dalla sensibilità e dalla umanità, sempre stemperate da uno spiccato sense of humour, e lo trovai così interessante! E come non pensare ad attori come Marcello Mastroianni, Sofia Loren, a film come “Sedotta ed abbandonata”, “Divorzio all’italiana”. Non erano certo solo “commedie” ma erano ciò che definirei “commedie socio-economiche”, specchio della cultura italiana del tempo, in una chiave semplice ed estremamente efficace. Cominciare per me a scrivere sceneggiature fu come un modo per rendere omaggio a quei film, rendendo loro onore con il mio modo di scrivere. Cercai cioè di utilizzare, in chiave americana, quel tono e quella stessa sensibilità che tanto ammiravo nel cinema italiano. “The elefant is well” (L’elefante sta bene) è l’omaggio certo più riuscito, a detta di tutti”.

Irv Bauer mi racconta che l’idea del film partiva da un equivoco iniziale: un appassionato di fotografia va in giro per la città scattando foto quando, a Little Italy, si imbatte in un gruppo di uomini anziani che stanno giocando a carte davanti ad un bar dall’aria sospetta, con vetri scuri, riservato solo ai soci. E’ una bella giornata di primavera. Gli uomini attorno al tavolino, piazzato all’aperto, sono immigrati italiani, di quelli che ormai vivono a New York da tanti anni ma conservano intatta la loro cultura di provenienza ed un accento spassoso che riporta al dialetto che sentivano parlare da bambini e che è l’unico “brandello” di lingua madre, goffo e sostanzialmente comico, che ancora conservano a distanza di anni. Tra di loro c’è Vittorio, dal viso particolarmente elegante, espressivo, quasi un principe d’altri tempi,  ed è proprio a lui che il fotografo scatta la foto migliore che interessa anche al giornale per cui lavora. Ma per la pubblicazione serve l’assenso del soggetto immortalato e le sue generalità. Così il fotografo torna a Little Italy per rintracciare quell’uomo e certo non immagina cosa inneschi il suo passare di porta in porta con la foto in mano chiedendo se qualcuno riconosca quel volto. Omertà, diffidenza. Tutti a Little Italy sono convinti che la Polizia – o forse anche peggio – stia cercando Vittorio e scatta immediato il senso di protezione dell’ignaro Vittorio.

Fin dall’inizio Irv Bauer immagina, nel ruolo di Vittorio, il volto di Marcello Mastroianni. Ma è solo un sogno. Bauer inizia il consueto peregrinare dello sceneggiatore alla ricerca del produttore giusto per realizzare la sua storia. La storia funziona, la sceneggiatore è ben scritta. A Los Angeles chiunque legge, sembra interessato. Anche il regista del momento sembra entusiasta ma una richiesta spiazza lo sceneggiatore: sostituire il personaggio di Vittorio con un uomo di colore. Bauer ha le idee chiare e non ci pensa un attimo. Chiede di andare in bagno, afferra la sceneggiatura e fugge per tornare a New York. Qui però la delusione si fa sentire e se ne accorgono due amici italiani architetti i quali, davanti ad un piatto di pasta ed un bicchiere di buon vino, per rincuorarlo, gli domandano: chi vorresti incontrare? Irv Bauer ha un solo nome in testa: Marcello Mastroianni. Detto fatto. Proprio come in un sogno, i due hanno l’aggancio poiché lo stesso Mastroianni inizialmente voleva diventare architetto ed inoltre conoscono un parente del famoso attore. Il contatto è preso e Irv vola a Milano per incontrare l’attore almeno per un’ora. Mille sono le traversie attraverso cui deve passare. E’ la settimana della moda e non si trova un buco per dormire. Dormire? L’ultima preoccupazione per chi deve incontrare Mastroianni. E dopo tanta attesa, finalmente l’incontro avviene in un ristorante. Mastroianni entra, si guarda un po’ intorno, poi vede Bauer, lo indica sorridendo e dice: sei tu! Si, sono io, risponde lo sceneggiatore entusiasta. Bauer ricorda ogni istante “Era un uomo estremamente affabile, gentile, disponibile. Gli raccontai la storia e lui ne fu subito entusiasta. Mi disse che si, avrebbe interpretato la parte di Vittorio”. Questo è solo il primo di una serie di incontri che si susseguono avanti ed indietro, sorvolando l’oceano. Milano, Firenze, Roma. Nella capitale una sera, Bauer alla presenza di una ristretta cerchia di amici e di un traduttore, legge in circa quattro ore tutta la sceneggiatura a Marcello Mastroianni che, alla fine, dopo un giro ristoratore di whisky, firma la tanto agognata lettera di conferma per i produttori di Los Angeles. E’ l’avverarsi di un sogno che purtroppo, tempo dopo, a causa dei continui rimandi del produttore, si infrange con la malattia di Mastroianni. E’ ancora toccato, Irv Bauer, al pensiero di questa lunga avventura. Sua moglie Vimi, cantante mezzosoprano innamorata del “bel canto” e dell’opera , ricorda il giorno che appresero della morte di Mastroianni “Piangemmo tutti e due, io ed Irv. Fu terribile ripensare alla bellezza di quei giorni trascorsi insieme in Italia”.

Successivamente, nonostante l’interessamento di un attore del calibro di Alberto Sordi, che incontrò Bauer a Roma e che accettò subito di interpretare la parte di Vittorio, il film non approdò mai sul grande schermo e si perse nel dedalo dei continui rimandi della produzione. Così la sceneggiatura  “The elephant is well” rimase un ambizioso progetto da tutti apprezzato e sfortunatamente mai realizzato.

La passione per l’Italia non ha però mai abbandonato lo sceneggiatore che continua, appena può, a farvi visita. Qualche anno fa, si apre un altro interessante capitolo di questo” love-affaire” con il Bel  Paese. È la moglie Vimi, grazie alla passione per il canto, a portare ancora Irv in Italia, un Paese che entrambi sentono di prediligere. Più precisamente a Spoleto, sede del noto Festival di musica. Qui vive un americano che si dedica all’organizzazione di eventi e workshop e che, recentemente, ha iniziato a muoversi per avviare un workshop sulla scrittura creativa ed in particolare sulla sceneggiatura. Presto fatto. Irv è senz’altro la persona giusta per l’insegnamento e si iniziano a gettare le basi per quello che oggi è diventato uno degli appuntamenti più attesi dell’estate culturale spoletina: il corso “Italy Summer Screenwriting Scriptwriting Intensive”, dal 12 al 26 Agosto, destinato a chi desidera accostarsi ai segreti dell’arte della sceneggiatura.

Il corso segue di pochi giorni un analogo workshop che si svolge ogni anno a Manhattan ed il cui svolgimento e dettagli sono ben descritti sul sito www.irvbauerscreenwriting.com. Quest’anno il corso intensivo di Spoleto, che ha luogo nella suggestiva cornice di un vecchio monastero, giunge al suo decimo anno. Chiedo ad Irv Bauer: che idea ha oggi degli Italiani? Lo sceneggiatore sorride ancora guardando sua moglie Vimi che gli è vicino: “Passeggiando per New York, è diventato arduo sentire parlare americano…gli italiani sono sempre di più! Sinceramente mi sento sempre molto parziale e incline verso gli italiani, per il loro spirito, per la sensibilità. Questo troviamo ogni anno a Spoleto e per questo torneremo sempre, ogni stagione. Del resto è la terra del grande cinema di cui mi sono innamorato. La terra di Marcello Mastroianni!”

di Donata Carelli

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