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May , 2012
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Archive for giugno, 2011

Bambini scomparsi: Telefono Azzurro in prima linea per contrastare il fenomeno

Posted by Luisa Belardinelli On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Il 25 maggio 2011 si è svolta la Giornata Internazionale dei Bambini Scomparsi, nata negli Stati Uniti nell’ormai lontano 1983 come Missing Children’s Day in ricordo della scomparsa del piccolo Ethan Patz, rapito a New York proprio il 25 maggio del 1979.

In questa occasione, come ogni anno, l’Associazione SOS Il Telefono Azzurro Onlus, ha promosso lo scorso mese a Roma. nella biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini” – Sala degli Atti parlamentari il convegno dal titolo: “Bambini scomparsi, un fenomeno da conoscere e interpretare. Quali dimensioni, quale prevenzione, e quali interventi?“. Al convegno hanno partecipato importanti personalità nazionali e internazionali, dei media e del mondo associazionistico, ciascuno contribuendo alla riflessione sulle strategie di prevenzione e contrasto di questo fenomeno.

Dagli ultimi dati presentati dal Commissario Straordinario per le persone scomparse, emerge che complessivamente nel periodo compreso tra il 1 gennaio e il 30 settembre 2010 i Minori italiani e stranieri scomparsi in Italia ancora da ricercare erano 718. In due anni di operatività del numero europeo minori scomparsi 116000, affidato a Telefono Azzurro dal Ministero dell’Interno, sono stati accolti e gestiti 202 casi di scomparsa. L’Associazione, nel gestire tale linea telefonica gratuita, si inserisce nel network europeo “Missing Children Europe” la Federazione Europea per i bambini scomparsi.

Il primato negativo spetta alla “sottrazione internazionale”, che riguarda il 54% delle segnalazioni gestite dal 116.000. Si tratta invece di “fughe da casa o da istituto” nel 18%, nel 16% dei casi di “sottrazione nazionale”, mentre nel 12% di “scomparsa” non specificata. Inoltre, sono stati accolti e gestiti 148 avvistamenti e 41 ritrovamenti. Nella maggior parte dei casi, a contattare il numero 116.000 sono proprio i familiari stretti del bambino scomparso (padri 31,3%). Gli estranei  raggiungono un 25,2%.

Un dato allarmante è l’aumento della fuga volontaria derivante nella maggior parte dei casi, da uno stato di disagio familiare che il minore vive. I minori scomparsi come afferma Telefono Azzurro: “costituiscono un nuovo fronte di emergenza a cui occorre reagire non solo con tempestività ma anche con impegno e capacità e competenza. Purtroppo, ancora, alcuni di questi casi hanno esiti drammatici, come la cronaca degli ultimi anni hanno dimostrato. Ovviamente questi esiti tragici sono una parte minima del fenomeno stesso, ma se riescono a catalizzare l’attenzione dell’opinione pubblica e dei media da una parte, dall’altra possono aiutarci a comprendere come non vada sottovalutato il tema dei minori scomparsi”.

di Luisa Belardinelli

Villas Boas e l’eredità mourinhana

Posted by Luca Paradiso On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

È partita ufficialmente ieri pomeriggio l’era Villas Boas a Stamford Bridge. Nella conferenza stampa di presentazione il tecnico portoghese, scelto da Abramovich per tentare l’ennesimo assalto a una Champions League che ormai è più di un’ossessione, ha mostrato immediatamente di saperci fare. Trentatre anni, una stagione o poco più in panchina, ma tanta consapevolezza e idee ben chiare. Non solo quelle tattiche.

Nella classica passerella inaugurale che da il via a ogni nuovo corso l’erede di Ancellotti ha voluto, di fronte a una stampa ansiosa di dichiarazioni da sbattere in prima pagina, fissare alcuni punti. Villas Boas non è il clone di Mourinho. Sebbene tra i due ci sia stata una lunga collaborazione, i rapporti, secondo i bene informati, negli ultimi tempi si sono un pizzico raffreddati. Tuttavia mettere piede al Chelsea porta inevitabilmente a dover fare i conti con un tecnico, Mourinho, che nel recente passato ha riportato titoli e vittorie. Villas Boas ha voluto prendere le distanze. Non si sente uno “special”, ma solo un ragazzo che, grazie a un gruppo di giocatori, proverà a regalare successi e bel gioco ai blues. Se dopo la vittoria dell’Europa League aveva voluto citare Guardiola come fonte di ispirazione, le dichiarazioni di ieri mostrano come sia distante il nuovo tecnico blues dal suo mentore Josè. Differente sia dentro che fuori dal campo.

Mourinho si presentò a Londra come lo “Special One”. Boas come membro di un “group one”. Il gruppo sopra tutto, e l’allenatore membro di questo gruppo.

Per quanti vedono in Mourinho un “diavolo” da scacciare dal mondo del calcio ecco servito un altro degno rivale. Un altro tecnico all’antitesi del vate di Setubal.

Anche la scelta dello staff lascia intravedere la ricerca di un lavoro di equipe. Sarà infatti Roberto Di Matteo, ex calciatore del Chelsea, a svolgere il ruolo di allenatore in seconda. Di Matteo non è un novello della panchina, due stagioni fa guidò il West Bromwich alla promozione in Premier League. L’ex centrocampista potrà essere un utile punto di riferimento per Villas Boas, grazie a un’esperienza e una conoscenza del calcio inglese superiore anche a quella del suo “capo”.

di Luca Paradiso

Estate: La tua pelle è ok o ko?

Posted by Domenico Feleppa On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Gentili lettrici, cari lettori,
in estate molti di noi amano frequentare spiagge e usufruire del refrigerio di un bagno nell’acqua del mare. Tutto questo produce una serie di effetti positivi sul corpo e sullo spirito (ossa, articolazioni, metabolismo, psiche ecc.), ma mette a dura prova la pelle. Infatti, al danno prodotto dai raggi UV si aggiunge l’aggressione della salsedine, del vento e della sabbia. Quali possono essere le misure d’igiene cosmetica, adeguate a evitare un KO della pelle pur consentendo di “godere” l’estate?

Cominciamo dal mattino: detergere e idratare adeguatamente la pelle utilizzando preparazioni cosmetiche che contengono anche degli antiossidanti. Prima di uscire da casa applicare uno schermo solare con un fattore di protezione idoneo a preservare il proprio tipo di pelle dai raggi del sole: tale applicazione deve riguardare tutta la pelle del corpo che sarà esposta alla luce.

Durante la permanenza in spiaggia evitare protratte e “selvagge” esposizioni, ma servirsi del riparo di ombrelloni, cappelloni, occhialoni e quant’altro possa “far ombra”. Ricordare comunque che ombrelloni, nuvole, tettoie di cannucce ecc. non proteggono totalmente ma lasciano passare molti raggi UV.

Se soffrite di capillari alle gambe, non esponetele al sole per tempi protratti e, soprattutto, evitate di coprirle con asciugamani bagnati (che diventano una specie di sauna) o altre coperture che possano aumentare il calore e, quindi, la vasodilatazione.

Se fate il bagno cercate, uscendo dall’acqua, di rimuovere l’eccesso di salinità dalla pelle con dell’acqua dolce (potreste portare da casa delle bombolette di acqua termale o bottiglie di oligominerale) e poi riapplicate immediatamente lo schermo solare: nessuna crema resiste al dilavamento con acqua salata e, comunque, le proprietà chimiche si modificano.

Stesso riguardo per i capelli che mal sopportano la salsedine. Al ritorno a casa, poi eseguire un’adeguata detersione di tutta la pelle e dei capelli con acqua corrente ed un detergente non aggressivo: ricordate che la schiuma non lava! Vi è mai capitato di mettere i piedi sul catrame? Se si, vi sarete accorti che il bagno schiuma o la saponetta non riescono a toglierlo. Dopo la detersione asciugare tamponando, senza sfregare, ed applicare creme idratanti sempre con sostanze antiossidanti.

Per la pelle di viso e collo sarebbe opportuna l’applicazione di maschere idratanti e sostanze lenitive. Tali presidi cosmetici, validi in generale per tutti, possono essere personalizzati dopo valutazione mediante il check up della pelle messo a punto dal Prof. Bartoletti, padre della Medicina Estetica in Italia, con Gaston Ramette dell’Oreal di Parigi oltre 30 anni fa.

Tale metodica di valutazione è adesso in uso presso il Servizio Ambulatoriale di Medicina Estetica dell’Ospedale S.G. Calibita – Isola Tiberina – di Roma, del cui staff medico faccio parte, e presso gli studi di alcuni Medici che si occupano di Medicina Estetica.

di Domenico Feleppa

La Belle Époque di Boldini protagonista a Como

Posted by Aurora Portesio On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

La splendida location settecentesca di Villa Olmo a Como negli ultimi anni aveva già abituato gli appassionati d’arte ad appuntamenti di estremo interesse. Anche questa volta non è venuta meno alle aspettative presentando la mostra “Boldini e la Belle Époque”, aperta al pubblico fino al 24 luglio.

Per comprendere pienamente il significato di questo avvenimento espositivo, nello stesso tempo monografico e tematico, occorre partire dal personaggio Boldini e contestualizzarlo nell’epoca di appartenenza.

Giovanni Boldini (Ferrara 1842 – Parigi 1931) fu un pittore figlio d’arte, che all’inizio della carriera seguì la corrente artistica dei Macchiaioli. Ben presto però fu attratto dall’aria particolare che si respirava a Parigi e dalle possibilità che la capitale francese poteva offrire anche in termini di affermazione professionale.

Lasciata Ferrara, Boldini iniziò a viaggiare avendo come meta finale proprio Parigi, città in cui si ambientò velocemente, inserendosi nei più esclusivi circoli e mostrando grande prontezza nell’adeguare la propria ricerca pittorica al contesto del fenomeno della Belle Époque, esploso all’insegna del trionfo della più frivola mondanità.

Il maestro si specializzò così nella ritrattistica, divenendo presto il più conteso dei pittori da parte delle nobildonne dell’epoca, avvalendosi della propria particolare abilità pittorica in grado di valorizzare al meglio la figura femminile attraverso l’uso di veloci colpi di pennello, molto efficaci nel rappresentare la gioia di vivere propria di quell’elettrizzante periodo storico.

Sono presenti in mostra sessanta opere del maestro ferrarese (o meglio del “ferrarese parigino”, vista la grande fama che seppe conquistarsi nella città francese che non lascerà più fino alla morte), tra cui capolavori come gli oli su tela: “Nudo di giovane donna semisdraiata” e il ritratto della sua amante “Berthe che legge la dedica su un ventaglio in piedi nel salotto”, entrambi datati 1863, ma anche “Femme au gants” (1888) e “Mademoiselle De Nemidoff” del 1908.

Boldini fu indubbiamente il capofila per eccellenza dei ritrattisti della Ville Lumière, ma in mostra i suoi quadri sono accostati ad altri sessanta lavori di pittori in prevalenza italiani altrettanto validi, ancorché meno conosciuti, come Giuseppe De Nittis, Vittorio Corcos, Federico Zandomeneghi ed altri, tutti attivi tra la seconda metà dell’Ottocento e i primi anni del Novecento.

Il tratto comune a tutte le opere selezionate dai curatori Sergio Gaddi e Tiziano Panconi (autore quest’ultimo tra l’altro del catalogo generale delle opere di Boldini), è l’esaltazione del fascino femminile attraverso la rappresentazione di immagini di raffinata sensualità, opportunamente ambientate nel lussuoso contesto europeo dell’epoca.

Il fascino di questa importante mostra che vede Unicredit come main sponsor, sta proprio nella capacità di trasferire allo spettatore il magico e felice contesto delle atmosfere forse irripetibili della Belle Époque.

Boldini e la Belle Époque
a cura di Sergio Gaddi e Tiziano Panconi
dal 26 marzo al 24 luglio 2011
Villa Olmo, Via Cantoni 1, Como

orari: da martedì a giovedì ore 9-20; da venerdì a domenica ore 9-22

di Aurora Portesio

Afghanistan. Attacco all’Hotel Intercontinental di Kabul

Posted by Vito DiVentura On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Cinque ore, tanto sono durati i combattimenti all’interno dell’Hotel Intercontinental di Kabul, frequentato soprattutto da occidentali, obiettivo dell’attacco di un gruppo di militanti talebani.

Anche questo atto terroristico ha lasciato la sua scia di sangue. Almeno 22 i morti: 9 militanti talebani, 2 poliziotti e 11 civili, di cui uno spagnolo. Tra i morti un giudice provinciale, alcuni camerieri e musicisti che stavano suonando nell’hotel.

Per porre fine ai combattenti sono intervenuti gli elicotteri della NATO che hanno ucciso gli ultimi 3 militanti che si erano asserragliati sul tetto dell’edificio e indossavano giubbetti imbottiti di esplosivo. Secondo i Ministeri degli Interni e della Difesa i terroristi appartenevano al gruppo Haqqani, una rete che opera indipendentemente, ma che è molto vicina ai Talebani.

Le truppe afghane hanno circondato il palazzo e tolto la corrente elettrica per agevolare le truppe munite di visori notturni. Lo scontro a fuoco è stato udito a parecchi chilometri di distanza. Un militante era riuscito a nascondersi in una stanza dell’hotel e, mentre tutti ritenevano che l’attacco fosse terminato, si è lasciato esplodere provocando la morte di 2 poliziotti e un pilota di linea spagnolo.

L’attacco avviene a pochi giorni dall’inizio del ritiro delle truppe americane, ma non fermerà il processo che è stato fortemente reclamizzato dal Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama: “10 mila soldati lasceranno il teatro Afghano nei prossimi 12 mesi e ulteriori 23 mila entro la fine di settembre 2012”.

Ad Obama ha fato eco il Presidente Afghano, Hamid Karzai, che, dopo aver condannato l’attacco sottolineando che i militanti spargono il sangue di innocenti, ha aggiunto che “ciò non fermerà il processo di transizione delle responsabilità dalla NATO alle forze di sicurezza Afghane”.

Hotel e altri uffici pubblici in Kabul dovrebbero godere di una certa sicurezza, il cui livello fu innalzato nel 2008, quando 7 persone furono uccise in un attacco all’Hotel Serena. Tuttavia, la cintura di sicurezza viene facilmente elusa.

Le forze ISAF hanno mantenuto la pressione sui Talebani e su altri gruppi di militanti, uccidendo centinaia di comandanti intermedi, ma né i Talebani né la rete di Haqqani è stata sconfitta o demoralizzata. Anzi, l’attacco agli hotel e al ministero della Difesa, lo scorso aprile, sono stati compiuti soprattutto per ricordare a tutti che loro non sono stati sconfitti e ora, che il nemico ha iniziato a lasciare il Paese e ritireranno tutte le forze combattenti nei prossimi 3 anni, hanno una scadenza su cui lavorare.

La transizione avverrà perché politicamente voluta da Obama, nonostante i comandanti militari sul campo vorrebbero lasciare più truppe e per più tempo. Gli Afghani saranno responsabili di loro stessi e della loro sicurezza. Tuttavia, resta l’interrogativo di fondo: ma la lotta, iniziata dopo l’attacco dell’11 settembre 2001, è servita a debellare il terrorismo internazionale? E quanta capacità operativa rimane nelle mani dei terroristi?

di Vito Di Ventura

Carboncini e Mornati pronti per l’avventura inglese

Posted by Armida Tondo On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Partirà domattina l’avventura dei due azzurri del due senza azzurro di Lorenzo Carboncini, del gruppo Sportivo Fiamme Oro di Sabaudia e Niccolò Mornati, del Circolo Canottieri Aniene di Roma, alla classicissima Henley Royal Regatta, regata nata nel lontano 1839.

Carboncini e Mornati saranno impegnati a Londra, sul Tamigi sino domenica prossima. In acqua si sfideranno 486 equipaggi nell’arco dei diciannove eventi del programma-gare con formula a eliminazione diretta. La lunghezza del percorso è pari a un miglio e 550 yard, 2112 metri. Le gare le gare si svolgono ad eliminazione diretta, possono raggiungere il numero di oltre 100 e prendono il via ad intervalli di 5 minuti l’una dall’altra. La lunghezza del percorso di gara è di 1 miglio e 550 yard, leggermente più lungo di un regolare percorso di 2000 metri. Occorrono circa sette minuti per coprire questa distanza.

Mornati e Carboncini a poco più di una settimana dalla terza prova di Coppa del Mondo, che si svolgeranno a Lucerna, 8 – 10 luglio, vogliono dare continuità al bell’esordio di Monaco di Baviera: dopo l’argento ottenuto in Germania, nella competizione “The Silver Goblets and Nickalls’ Challenge Cup” ritroveranno gli inglesi Reed e Triggs Hodge, i greci Gkountoulas rispettivamente primi e terzi un mese fa.

Nella Visitors Challenge Cup (quattro senza), gareggerà invece Elia Salani, Marino Billi, a bordo di un equipaggio misto della Newcastle University allenato da Angelo Savarino.

Un pizzico di storia della Regata di Henley, come già citato, la prima volta nel 1839 e da allora si è sempre disputata ogni anno ad eccezione degli anni delle due Guerre Mondiali; originariamente era organizzata dal Sindaco e dalla gente di Henley come occasione pubblica di svago e puro divertimento che però ben presto si trasformò in una competizione tra vogatori. Questa prima edizione si svolse in un solo pomeriggio ma, visto il successo di partecipazione, già dal 1840 la regata occupò due giorni.

Nel 1851 il Principe Albert divenne il primo Patrono Reale della Regata. Dopo di lui è sempre stato consentito al Monarca regnante di diventare Patrono. Questo patronato garantisce alla Regata di Henley il nome di “Royal”, Regata Regale. Durante il corso della sua storia la Regata è stata spesso onorata della presenza di membri della Famiglia Reale.

La Regata di Henley occupa una posizione unica nel mondo del canottaggio dal momento, che fu istituita molto prima che le federazioni nazionali di canottaggio fossero fondate. E’ governata da proprie regole e non è soggetta a nessun controllo né da parte del Governo britannico, tanto meno da parte della Federazione di Canottaggio Britannica o dalla FISA.

Nel 2000 è stata introdotta una gara aperta riservata agli otto femminili, nel 2001 hanno fatto il loro ingresso alcune gare per i Quattro di coppia sia maschili che femminili. Infatti, nelle ultime due edizioni, l’Italia ha partecipato con il quattro senza maschile (2009), Erika Bello e il quattro di coppia femminile (2010).

Nonostante la certezza che Carboncini e Mornanati sapranno dare il loro meglio per salire sul podio, e noi gli auguriamo in bocca al lupo, viene da chiedersi, ma Alessio Sartori, il tanto annunciato compagno di barca dell’atleta delle Fiamme Oro, perchè non è sulla barca? Forse la risposta potrebbe darcela il Tecnico della Nazionale o lo stesso atleta…

di Armida Tondo

Debellata la peste bovina. E adesso?

Posted by Redazione On giugno - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Questo straordinario risultato non sarebbe stato possibile senza gli  sforzi  congiunti  ed il forte impegno dei governi e  delle principali organizzazioni in Africa, Asia ed Europa e senza il costante sostegno dei donatori e delle istituzioni internazionali”. E’ un raggiante Jacques Diouf, Direttore Generale della  FAO, a dichiarare ufficialmente l’eliminazione totale del virus: un  evento  epocale, di  quelli  che  rimangono indelebili nella storia dell’umanità.

La peste bovina, che per anni ha colpito soprattutto bovini e bufalini (causando fame, carestie e crisi economiche, principalmente in Africa, in Asia e in Europa), con un tasso di mortalità che poteva arrivare anche al 100% degli animali contagiati, è  finalmente annientata: si tratta del più grande successo mai raggiunto  dalla  medicina  veterinaria, successo che è frutto di un programma, nato nel  1994 in sinergia tra FAO, OIE (l’Organizzazione Mondiale per la Salute Animale) ed altre famose organizzazioni accademiche e di ricerca, surrogato con convinzione e accompagnato da concrete risorse finanziarie del mondo politico; un cartello mondiale capace di cooperare positivamente per ottenere risultati altrimenti impossibili da raggiungere.

Questo successo dimostra che gli interventi contro le malattie  animali  non  rispondono  alla logica del bene agricolo e commerciale, bensì a quella del “Bene Pubblico Globale”, in  quanto, contribuendo   a   ridurre   la   povertà, a   migliorare   la   salute pubblica e la sicurezza alimentare, apportano benefici alle popolazioni ed alle generazioni di tutto il mondo”, ha commentato a tal proposito, Bernard Vallat, Direttore Generale dell’OIE. Con lo stesso spirito e  soprattutto, con lo stesso sostegno finanziario e politico, la ricerca si potrà orientare per trovare soluzioni positive anche nella lotta ad altre malattie del mondo animale: la peste dei  piccoli ruminanti (una malattia animale transfrontaliera altamente contagiosa che colpisce i piccoli ruminanti sia selvatici che domestici), l’afta  epizootica (malattia virale degli animali ungulati, anch’essa altamente contagiosa, caratterizzata da febbre alta e lesioni ulcerose intorno alla bocca, sulla lingua e sulle zampe ), la  brucellosi (malattia infettiva da batterio, che provoca aborto, infertilità e diminuzione del latte da mungitura nei bovini, nelle pecore e nelle capre ) e la rabbia (malattia virale dei mammiferi, sia domestici che selvatici, che può influire negativamente sulla produzione agricola).

A questo punto è necessaria la massima attenzione e  non  abbassare  la  guardia. Perché, anche se la  peste è  debellata  a  livello  mondiale, i   campioni  del   virus, con  relativo vaccino, sono ancora presenti nei  laboratori. E’ superfluo  asserire   che, chi  è  preposto alla sicurezza, applichi con la necessaria diligenza  gli standard  più  rigorosi per evitare, in futuro, possibili e deleterie ricomparse della malattia.

di Salvatore Verde

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