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I costi della “Guerra al Terrorismo”: 225.000 morti, 365.000 feriti e circa 4 mila miliardi di dollari

By   /   30 giugno 2011  /   1 Comment

Questi sono i risultati cui sono giunti i ricercatori del “Progetto Eisenhower”, condotto dall’Istituto per gli Studi Internazionali Watson, della “Brown Universitydi Providence, Rhode Island (USA). Nello studio sono stati esaminati i costi in termini di vite umane, sociali, economici e politici, degli ultimi 10 anni (dal 2001 al 2011) che hanno visto impegnati gli Stati Uniti nella “guerra al terrorismo”, condotta in Iraq, Afghanistan e Pakistan.

Il Progetto Eisenhower è un’iniziativa non profit, bipartisan, che si dedica allo studio degli effetti della militarizzazione della società, della democrazia e della politica estera Americana. Il progetto trae il suo scopo dal discorso di saluto del Presidente Eisenhower nel 1961. In tale occasione, il Presidente mise in guardia dalle “ingiustificate influenze” del complesso militare – industriale e si appellò al “cittadino attento e informato” come l’unica forza capace di bilanciare la spesso contrastante domanda di sicurezza e libertà nelle democrazie.

Lo studio è stato condotto da un team di economisti, antropologi, esperti politici, esperti legali e medici, coordinati dal Professore di Antropologia e globalizzazione, Andrea Mazzarino. Lo studio contiene un’analisi quantitativa dettagliata della guerra al terrorismo, i cui crudi risultati statistici mostrano che i morti sono stati finora 225 mila, i feriti 365 mila, mentre in termini finanziari i costi di aggirano intorno ai 4.000 Miliardi di dollari.

Per ottenere una stima dei costi globali, interni e internazionali, della guerra e delle loro conseguenze, gli scienziati si sono posti le seguenti domande: 1) quali sono stati i costi in termini umani ed economici? 2) Come hanno queste guerre cambiato il panorama sociale e politico degli Stati Uniti e delle Nazioni che hanno partecipato? 3) Quale sarà, nel lungo termine, la ricaduta sui veterani? 4) Quali effetti economici si avranno nel lungo termine? 5) C’erano o ci sono alternative meno costose e più efficaci per prevenire ulteriori attacchi terroristici?

Rispondendo alle precedenti domande, lo studio ha scoperto che, mentre si conosce il numero dei soldati americani morti in guerra (poco più di 6.000), non si sa nulla sia sui morti e feriti delle ditte appaltatrici e sia sul livello dei danni e delle malattie di coloro che sono ritornati dalle guerre. Di fatto, aumentano le nuove disabilità che vengono inserite nelle “Veterans Affairs” e, come per le precedenti guerre, i costi da pagare per curare i veterani nel futuro assorbiranno una buona fetta dei costi già pagati per l’intera guerra. L’effetto domino sull’economia americana è già stata significativa, tra cui la disoccupazione e l’aumento di tassi d’interesse, e questi effetti sono stati sottostimati.

Circa 137.000 civili sono morti e altri moriranno in Afghanistan, Iraq e Pakistan, dove il conflitto armato ha fatto tante vittime quante il vicino Afghanistan. Mettendo insieme i morti in guerra, in uniforme e non, il totale è di circa 225.000. I costi in termini di vite umane ed economiche di queste guerre continuerà per decenni ed alcuni costi si manifesteranno nella prima metà del secolo. Molti dei costi, tuttavia, sono invisibili ovvero nascosti in una moltitudine di budget e perciò non sono stati conteggiati o valutati. Secondo una stima “cauta” il costo già pagato per le guerre è di 3.2 mila miliardi di dollari, mentre più ragionevolmente è stata di 4 mila miliardi di dollari.

Il numero attuale dei rifugiati e dispersi è di 7 milioni e 800 mila, l’equivalente della popolazione del Connecticut e del Kentucky. Inoltre, le guerre hanno provocato all’interno la perdita delle libertà civili e all’estero violazioni dei diritti umani. La promessa che l’invasione americana avrebbe portato la democrazia in entrambi i Paesi, Iraq e Afghanistan, non è stata mantenuta e questi Paesi continuano ad occupare i posti più bassi della classifica per le libertà politiche. I signori della guerra in Afghanistan continuano a mantenere il potere con il sostegno degli Stati Uniti e le comunità Irachene vivono ancora più segregate di prima della guerra, per sesso ed etnia.

Secondo gli esperti ci sono molti costi che non sono stati quantificati o valutati, poiché, per le scarse risorse disponibili, lo studio si è focalizzato sulle spese Americane, sui morti americani e degli Alleati e sul pedaggio umano nelle zone maggiormente colpite dalla guerra: Afghanistan, Iraq e Pakistan. C’è ancora molto da sapere e da capire. Come tutti coloro che sono colpiti dalle guerre, le comunità hanno subito un cambiamento radicale della vita in termini di salute e di economia, e che occorre ancora trovare soluzioni ai problemi sorti in conseguenza delle distruzioni della guerra.

Lo studio conclude affermando che le guerre iniziate 10 anni fa sono state tremendamente dolorose per milioni di cittadini Afghani, Iracheni, Pakistani e Americani ed economicamente costose. Ogni ulteriore mese o anno di guerra non potrà che fare aumentare ancora di più il costo totale. Alternative serie e necessarie alla guerra sono state scarsamente considerate sull’onda emotiva dell’11 settembre 2001, ma alcune di quelle alternative sono ancora oggi valide.

Lo studio è disponibile sul sito http://costsofwar.org e sul sito della Brown University http://www.brown.edu.

di Vito Di Ventura

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