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June , 2013
Wednesday
 

Hu Jia, uno dei più noti attivisti per i diritti umani, è stato liberato oggi dalle autorità di Pechino dopo aver passato tre anni e mezzo in prigione. Era stato condannato nel 2008 per “aver incitato alla sovversione contro lo Stato”. Fra le sue colpe vi sono l’aver dato interviste a media stranieri, aver tenuto i collegamenti con attivisti e dissidenti, aver difeso il rispetto dei diritti umani e della libertà religiosa.

A dare la notizia del rilascio è stata la moglie: “Hu Jia è tornato a casa oggi alle 2,30 del mattino, sta bene, è molto felice. Finalmente è a casa con me e con i suoi genitori – ha detto Zeng JingyanMa è molto stanco e non so se più tardi potrà parlare. Ora vorrei veramente che fosse tranquillo, che riposasse, e concedere interviste potrebbe provocargli nuovi problemi, spero che lo capiate“.

Hu Jia è stato un ambientalista, elogiato anche dai media ufficiali. Intorno al 2000 ha cominciato a chiedere indennizzi per i malati di Aids infettati da trasfusioni ad opera di personale medico statale e a difendere attivisti per i diritti umani, fino a diventare scomodo per il governo di Pechino.

Il suo rilascio era già stato anticipato dall’organizzazione umanitaria internazionale Human Rights Watch (Hrw), che in un comunicato aveva però sottolineato come “per molti attivisti cinesi uscire da prigione non significhi il ritorno alla libertà personale”. Secondo l’organizzazione, “la liberazione su cauzione, questa settimana, dell’artista Ai Weiwei, ha illustrato bene queste restrizioni quando Ai si è potuto far vedere dai giornalisti ma non ha potuto parlare con loro. Per gli attivisti cinesi la prigione è solo uno dei modi nei quali si può perdere la libertà. Spesso dopo il loro rilascio li attendono gli arresti domiciliari, restrizioni dei movimenti e scomparse forzate”.

Ora infatti si teme che alla liberazione dalla prigione seguano gli arresti domiciliari. Sorte che sarebbe simile a quella di Ai Weiwei e di Chen Guangcheng, anche loro dissidenti liberati dalla prigione e costretti al silenzio con guardie che li controllano giorno e notte.

Quando sento e vedo tutto questo mi preoccupo moltissimo, a mio marito potrebbe succedere qualcosa di peggio del carcere una volta libero, qualcosa di molto peggio“, ha detto la moglie preoccupata.

La liberazione di Hu è avvenuta mentre il premier cinese Wen Jiabao è in Europa, in visita in Ungheria, Gran Bretagna e Germania.

Nei mesi scorsi in Cina decine di dissidenti sono stati arrestati o fatti scomparire in un’ondata di repressione messa in atto dal governo di Pechino per evitare rivolte simili a quelle che si sono verificate in alcuni Paesi arabi.

di Elisa Cassinelli

(giugno - 26 - 2011)

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