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Nuovo venerdì di proteste in Siria, almeno 14 morti

By   /   24 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Nuovo venerdì di proteste in Siria, almeno 14 morti

Ancora violenza in Siria dove almeno 14 manifestanti sono stati uccisi dalle forze di sicurezza siriane, a Homs e in un sobborgo della capitale. Lo riferiscono i siti di monitoraggio Rassd e dei Comitati di coordinamento locale in Siria (Lccs). Si tratta del 15esimo venerdì consecutivo di proteste ed è stato battezzato dagli attivisti come “il venerdì della caduta della legittimità” del Presidente siriano Bashar al-Assad.

Nel corso di una delle manifestazioni nei dintorni della capitale sono state bruciate bandiere iraniane, russe e del movimento sciita libanese Hezbollah. Nell’estrema periferia di Damasco invece, in particolare nelle zone di Barza e al-Qadam, si registrano scontri a fuoco tra manifestanti e sicurezza e si contano diversi feriti.

In molte altre regioni del Paese risultano bloccati l’accesso alla rete Internet e le reti di telefonia mobile, a riferirlo i Comitati di coordinamento locale in Siria (Lccs). Nonostante questo però, in tanti hanno aderito alle mobilitazioni annunciate ieri dal gruppo Rivoluzione Siriana 2011 che sotto lo slogan “Bashar non è più il mio presidente e il suo governo non mi rappresenta più” continuano a protestare contro il regime siriano.

Al confine con la Turchia prosegue l’esodo dei profughi che tentano di fuggire dall’avanzata dei carri armati del regime: nelle ultime 24 ore hanno varcato la frontiera più di 1.500 nuovi sfollati. Per far fronte all’afflusso di profughi siriani, la Turchia ha avviato l’allestimento di una sesta tendopoli sempre nella sua provincia meridionale di Hatay. Lo indica una nota dell’Afad, la Protezione civile turca, precisando che il campo da quasi 800 tende viene costruito in località Apaydin.

Intanto una dura condanna al regime siriano arriva dal vertice dei capi di Stato e di governo dell’ Unione europea, che si sta tenendo a Bruxelles. Nella bozza di dichiarazione finale della seconda giornata di vertice, si legge che il governo di Damasco “facendo la scelta della repressione piuttosto che quella di mantenere le promesse di riforme di grande ampiezza che esso stesso ha fatto, sta perdendo la sua legittimità”. “I responsabili di crimini e di atti di violenza commessi contro civili dovranno rispondere delle loro azioni“, si aggiunge nella bozza del testo che dovrà essere approvata in giornata.

L’Unione europea ha imposto sanzioni a carico di tre capi dei Guardiani della Rivoluzione Islamica iraniani, il corpo scelto dei cosiddetti “pasdaran”, per complicità con le forze siriane nella repressione, per la quale avrebbero fornito “sostegno e mezzi”. Sanzioni analoghe sono inoltre state attuate contro ulteriori quattro cittadini siriani, tra cui due cugini di Assad.

di Elisa Cassinelli

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