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Tensione tra Siria e Turchia: carri armati siriani in un villaggio turco

By   /   23 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Tensione tra Siria e Turchia: carri armati siriani in un villaggio turco

Tensione tra Siria e Turchia: l’esercito siriano è intervenuto oggi nel villaggio di Khirbet al-Joz, nel nord-est del Paese, nei pressi della frontiera con la Turchia, dove si trovano migliaia di sfollati in fuga dalla dura repressione del regime di Assad. Lo ha riferito un attivista per i diritti umani presente sul posto, secondo cui centinaia di soldati, appoggiati da carri armati, si trovano ora nel villaggio. Anche testimoni turchi hanno riferito alla France presse di aver visto arrivare carri armati e soldati siriani nei pressi della frontiera.

Centinaia di siriani, secondo un corrispondente dell’agenzia Afp, sono ora in fuga dai tank inviati da Damasco verso il confine turco. Entrando nel villaggio di Khirbet a-Joz, i soldati siriani hanno tirato giù la bandiera turca issata alcuni giorni fa dai profughi e l’hanno sostituita con una siriana.

Nei giorni scorsi la Turchia aveva cominciato a fornire aiuti anche in territorio siriano ai profughi che arrivano in massa alla frontiera esortando il governo di Damasco a interrompere la spirale di violenza. Il premier turco Erdogan aveva detto che “chiudere le porte è fuori questione” e che il regime di Assad aveva commesso “atrocità” contro migliaia di persone che erano scese in piazza per protestare contro il governo siriano.

Le truppe dell’esercito siriano e uomini armati fedeli al regime, appoggiati da carri armati e altri veicoli militari, erano già entrati nel villaggio di Bdama, a pochi chilometri da Jisr al-Shughur, incendiando alcune case e arrestando decine di persone.

Nei giorni scorsi Il presidente siriano ha parlato per la terza volta in tre mesi di proteste e repressioni militari, provando a rassicurare il suo popolo e il resto del mondo, parlando di amnistia e di riforma costituzionale. Tuttavia il discorso di Assad è servito solo ad  incrementare la crisi nel Paese. E’ quanto si legge in un comunicato diffuso dal Comitato di coordinamento degli attivisti pro-democrazia in Siria, nel quale si esorta la popolazione a nuove manifestazioni di protesta contro il governo di Damasco. “La rivoluzione – scrivono i dimostranti – andrà avanti fino a quando tutti i nostri obiettivi non saranno raggiunti”.

La situazione dunque sembra peggiorare sempre di più. Anche se gli Stati membri dell’Unione Europea hanno esteso le sanzioni contro la Siria a quattro società legate all’esercito e ad altre persone coinvolte nella violenta repressione, Assad non intende fermarsi.

Gran Bretagna e Francia hanno esercitato pressioni affinché i 15 Stati del Consiglio di Sicurezza approvino una risoluzione che condanni la violenza perpetuata in Siria, ma Russia e Cina hanno minacciato di far ricorso al diritto di veto per boicottare la proposta. Problemi con il progetto di risoluzione sono stati manifestati anche da Africa, Brasile, India e Libano, il solo Paese arabo del Consiglio.

Di Elisa Cassinelli

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