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Tunisia, condannati ex presidente Ben Ali e la moglie

By   /   21 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Tunisia, condannati ex presidente Ben Ali e la moglie

Sei mesi dopo le rivolte che hanno ispirato la “primavera araba”, l’ex presidente della Tunisia, Zine El Abidine Ben Ali, e la moglie sono stati entrambi condannati a 35 anni di reclusione in contumacia. La corte del tribunale tunisino li ha giudicati colpevoli di furto e detenzione illegale di un tesoro in denaro e gioielli. Il verdetto impone anche il pagamento di una somma equivalente a 65,6 milioni di dollari. Condanna questa, hanno spiegato le fonti giudiziarie, che si riferisce solo ad alcune della accuse: Ben Ali infatti deve rispondere ancora di 92 capi d’imputazione, molti dei quali riguardano anche la moglie Leila.

La sentenza del tribunale tunisino viene definita “uno scherzo” dall’avvocato libanese di Ben Ali, Akram Azoury: “non si risponde a uno scherzo. Non si può che ridere”, ha detto. “Si tratta comunque di una buona notizia, perché qualunque altro tribunale in Europa non potrà riconoscere questa sentenza che viola il principio di equità del processo e del giudizio”, ha spiegato Azoury, che rappresenta solo il presidente e non la moglie, Leila Trabelsi. “Suggerirò al presidente Ben Ali di recarsi in Europa, dove otterrà l’immunità contro qualsiasi richiesta di estradizione”.

In un comunicato diffuso dai suoi legali, Ben Ali ha respinto tutte le accuse e si è dichiarato vittima di un complotto politico. L’ex presidente sostiene di non aver mai accumulato denaro pubblico a uso personale e che la maggior parte delle armi trovate nel palazzo presidenziale erano doni di altri capi di Stato giunti in visita in Tunisia. “Il processo non ha altro scopo se non quello di accusare il presidente di ieri. Ho dedicato la mia vita al mio Paese – ha concluso l’ex presidente – e aspiro, al crepuscolo della mia esistenza, a preservare il mio onore”.

Durante i suoi anni al governo, i membri della famiglia di Ben Ali hanno accumulato una vasta fortuna mentre la popolazione si trovava ad affrontare l’ alta disoccupazione, il rialzo dei prezzi e un governo repressivo. La rivolta tunisina esplosa sei mesi fa ha scatenato le proteste di milioni di persone in tutto il mondo arabo, alle prese con le stesse difficoltà, provocando una vera e propria catena di rivoluzioni ancora in corso.

Intanto l’Arabia Saudita è pronta a consegnare alle autorità tunisine l’ex dittatore Ben Ali che era fuggito nel Paese insieme alla moglie in seguito alle proteste di massa contro i suoi 23 anni di governo.  E’ quanto si apprende dalle delle dichiarazioni – di cui il sito tunisino business news pubblica stralci – rese dall’ambasciatore saudita ad Algeri, Sami Abdallah, a un quotidiano algerino. L’ambasciatore ha smentito le informazioni secondo cui il suo Paese si rifiuta di farlo estradare.

Di Elisa Cassinelli

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