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Il nostro futuro

By   /   19 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Il nostro futuro

Il sogno di tutti noi è poter viaggiare nel tempo… e se nel futuro ci fosse questa possibilità?

2111: “Lucas, sbrigati che i razzi sono pronti”. “Mamma ma non li ho messi sottocarica e senza non posso andare a scuola”. “Non fare il furbetto, prendi quelli di tuo fratello e muoviti  che oggi dovete andare su Marte per quella conferenza sul 2011!!!”…

Dalla camera del bambino, Lucas, sbuffi e stanchezza… “Ma in fondo che me ne importa, di quelli che festeggiavano l’Unità di Italia? Fosse servito a qualcosa… Ora parliamo tutti la stessa lingua, e viviamo tutti nello stesso continente!!! Mi chiedo a cosa sia servita l’Italia??”.

Grazie ai vestiti super leggeri e con l’assenza di gravità, Lucas arriva in cucina, chiamata così per convenzione; infatti nel 2111 non si mangia e naturalmente non si cucina: si è scoperto che non è necessario mangiare ma che basta usare delle caramelle che saziano come un normale pasto. “Lucas prendi la caramella “latte e biscotti” e vai alla conferenza”. “Sì, va bene mamma, corro”.

Marte, il pianeta rosso per antonomasia, si è scoperto essere viola, ma grazie ai riflessi provocati dal sole e visibili dalla terra questo è risultato essere rosso. Qui, ansimante, arriva Lucas, in ritardo come al solito. “Possibile che con il tuo nuovo orologio nucleare riesci ad essere comunque in ritardo?” esclama il suo migliore amico, Bly 54. Bly 54 è un alieno, anche se a vederlo non si direbbe: a tutti gli effetti sembra un pesce solo fuori dall’acqua e con i polmoni.

“Ormai lo sai com’è fatto, ogni volta è la stessa storia” esclama l’altra sua amica di nome Piramis.

I tre tutti insieme si recano al convegno, le facce sempre le stesse, stufe e annoiate. Ormai per interessare i giovani, la società non sa più cosa fare, creare materialmente e carnalmente i personaggi del film non basta più; persino portare gli spettatori sul set del film non li accontenta!!!

“ Benvenuti a tutti, giovani della scuola Marco Pirechi” disse il governatore del pianeta “E grazie per essere qui. Voglio anche ringraziare i vostri professori che c’hanno concesso di organizzare tutto ciò. Vi voglio presentare l’opera più grandiosa di tutta l’ umanità… LA MACCHINA DEL TEMPO!!!”. Per una volta sembravano tutti sinceramente interessati e dopo la spiegazione, per 3 ore di fila, sul funzionamento della grandiosa invenzione, tutti uscirono per recarsi al buffet, ma i tre amici non poterono rinunciare a mirare quella grandiosa creazione: “ Uao…” bisbigliarono tutti e tre insieme. “Devo assolutamente provarla” disse incantato Lucas  “NO!!” ribattè Piramis. Nel tentar di fermarlo gli poggiò con violenza una mano sulla spalla e a Lucas sfuggì la mano su un pulsante grande e rosso. Una luce blu, intensa e una forte sensazione di vomito avvolse Lucas, Piramis, e Bly 54. Sentirono la forza di gravità premere contro  il loro corpo e qualcosa di affilato e appuntito premerli contro il viso e poi la vista ritornò improvvisamente grazie ad una calda e intensa luce, che tanto somigliava a quella del sole che li illuminava nel loro mondo…!!!

“Mmh… cosa è successo?! Mi sento il cervello al posto dello stomaco…Piramis, Bly 54 voi come state?” chiese Lucas…o per lo meno ci provò. “ RIFACCIAMOLO!!!” urlò Bly 54. Piramis non rispondeva… era fredda… non respirava e il sangue le usciva dalla bocca… Lucas stava cominciando a piangere e tentò di rianimarla scuotendola, ma improvvisamente qualcuno gli urlò di fermarsi. Un ragazzo biondo con due grandi occhi azzurri le fece un massaggio cardiaco e la respirazione bocca a bocca, Lucas lo guardava spaventatissimo e in un certo senso aveva persino paura che stesse facendo peggio. Improvvisamente Piramis si svegliò e gli sussurrò un misero grazie per poi ricadere tra le sue braccia. Lucas “Sta volta non si trattenne e gli urlò” L’ hai uccisa!!!”;“Tranquillo sta bene, è solo svenuta” disse il giovane, che improvvisamente squadrò Bly 54, dire che impallidì è poco “Che… cos’è… quel… coso?”. “ç#_§ùàFRTUc!!!” disse Bly 54 che si era scordato di attivare il traduttore universale già posto in bocca, così Lucas glielo fece notare e vedendo Carlo, era questo il nome del giovane, così inorridito gli spiegò tutto. Non fu facile convincerlo che arrivavano dal futuro, ma dopo aver ripetuto per tre volte ciò fu costretto ad accettare la realtà, o per lo meno così sembrava. “Voglio una dimostrazione concreta che venite dal futuro, perché, ad esempio, chi mi dice che quello strano pesce non sia qualcuno travestito?” “Che sfacciato” sussurrò Bly 54, “Finiscila Bly” ribattè Lucas e continuò “ Se, se… scusa come ti chiami?” “Ma…Ca…Carlo”. “Se Carlo vuole una dimostrazione gliela daremo”. Lucas tirò fuori un giornale, un normalissimo giornale, Lucas e Bly 54 vi si sedettero sopra e cominciarono a volare. Carlo fu sorpresissimo, invece i due amici volanti erano più che indifferenti per quante volte lo avevano fatto. Una volta scesi Carlo disse “Ma è fantastico!!! E noi saremo così nel futuro?” “Beh sì, non è che sia tutto ‘sto granchè dissero in coro Bly e Lucas.  “Spero che stiate scherzando? È semplicemente incredibile, potessi avere io quello che avete voi!!!”.

Carlo si sedette e cominciò ad accendere un fuoco “Ogni anno i miei genitori, mi mandano in questo orribile campeggio e invece voi potete volare e chi sa che cos’ altro potete fare. Fortunatamente oggi torniamo tutti a casa per festeggiare l’Unità di Italia”.Vuoi dire oggi è il 17 marzo 2011??!!”. “No, sarà domani, finalmente è arrivato questo fantastico giorno che ci unifica tutti e che ci fa sentire parte di un’ unica realtà, siamo tutti NOI, noi italiani!! Voi di che nazionalità siete?” chiese Carlo con un pizzico di orgoglio e con quegli occhietti azzurri e lucidi. “Non siamo di alcuna  nazionalità, nel mondo del futuro apparterremmo tutti ad un’ unica nazione” disse Bly “Allora è come se non foste nessuno… oh scusate forse sono stato troppo diretto” disse Carlo mentre tentava di riscaldare Piramis fredda come il ghiaccio. “Ma allora, forse, anche io ho qualcosa da farvi vedere… come è essere diversi… com’ è essere parte di un Paese come l’Italia!”.

Piramis non era ancora in grado di camminare da sola e Carlo si offrì di prenderla in braccio fino al rifugio; quì riuscì a nascondere i tre e il giorno dopo con la pistola rimpicciolitrice fu facile portarli nello zainetto fino a Roma. Lì la stessa pistola li riportò a grandezza naturale, e Lucas fece indossare a Bly un costume da umano dal suo armadio tascabile, nella stazione Termini sotto la visione di qualche spettatore molto spaventato che fu accuratamente riportato alla normalità cancellandogli la memoria!!! “Allora siete pronti? E tu Piramis stai meglio?” chiese Carlo “Sto meglio grazie, e comunque siamo tutti curiosi di vedere questa tua Italia, stupiscici!!!” incitò Piramis, “Detto fatto!”. Li condusse a sentire il discorso del Presidente della Repubblica e poi a vedere le frecce tricolore, ma la cosa che stupì loro di più fu il vedere bandiere appese su tutti gli edifici e case, tante persone con qualcosa di verde, bianco e rosso che potesse contraddistinguerli  da tutti i turisti. In realtà Bly 54, Piramis e Lucas avrebbero saputo riconoscerli in qualunque caso; avevano il viso illuminato, gli occhi o lucidi o pieni di lacrime e cantavano a squarcia gola il loro Inno con la mano destra sul cuore. “Perché noi non siamo come loro?” chiese Piramis. “Cosa?” fece finta di non capire Lucas anche se aveva capito molto bene. “Perché non possiamo essere felici e uniti come loro? Non mi sono mai sentita così nel futuro. Non voglio che ci sia una sola nazione, voglio avere una nostra storia che ci differenzia dagli altri…” .“Una cosa in realtà potremo anche farla…” sussurrò Lucas a testa bassa “Lo sai anche tu che potremo cambiare il destino del nostro mondo” . “Non importa, pensaci, in fondo il nostro mondo non è affatto migliorato, rimaniamo qui e godiamoci il presente!!!”. “Non potete rimanere” disse Carlo. “Perché?”Perché questa non è la vostra storia, il tempo scorre e voi dovete fare il vostro mondo”. Non avremo mai una nostra storia!!!”. Ricordate che siete voi a dar vita al vostro passato e al vostro presente, oggi tutti ci dicono che facciamo noi la società, noi giovani, voi potete fare lo stesso” .“E come? Sentiamo, ormai con l’Unità del mondo tutti conoscono tutto e non abbiamo più nulla da imparare!!!” .“Sono convinto che i vostri nonni potranno aiutarvi, in fondo loro sapranno raccontarvi cose di cui voi non avete la minima idea, è infatti vero che siamo noi a fare il futuro, ma basandoci sul passato…BUONA FORTUNA”. “Buona for…?aahh” un forte risucchio si originò dai san pietrini della strada, ma nessuno se ne accorse. I tre tornarono nel loro tempo e fecero come gli era stato consigliato da Carlo che intanto in mezzo alla strada disse  “Ho compiuto il mio lavoro…“. 

I ragazzi de l 2111 invitarono i loro nonni ai convegni e questi raccontarono le storie dei loro nonni. Si scoprirono diverse storie e persone di diversi Paesi che pur credendo di non avere alcun punto in comune scoprirono di avere la stessa storia e per questo molto vicini oppure ancora ce ne erano altri che magari lavoravano insieme o erano vicini di casa e per questo pensavano di somigliarsi molto, ma ascoltando quelle storie poi si rendevano conto di essere diversi.

Carlo? Beh il nostro Carlo chi era? Era Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Giuseppe Garibaldi, Giuseppe Verdi, Raffaello Sanzio, Alessandro Manzoni, Camillo Benso conte di  Cavour e tutti coloro che diedero la vita per l’Italia, per sentirsi parte di una società, la loro sociètà e naturalmente non disposti ad accettare che nel futuro ci potesse essere questo profondo cambiamento.

Quindi sono stati loro ad organizzare tutto questo fare in modo che nel futuro la meravigliosa Italia possa ancora esserci e che le persone possano ancora sentire di appartenervi.                          

di Marianna Favero

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