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Cresce crisi umanitaria in Siria

By   /   16 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Cresce crisi umanitaria in Siria

In Siria sta crescendo la crisi umanitaria nata in seguito alla dura repressione del regime di Assad che ha costretto migliaia di persone a fuggire e a rifugiarsi nei Paesi vicini. Il numero dei siriani che hanno trovato rifugio in Turchia sono 8.538 ma sono previsti ulteriori arrivi. La maggior parte dei profughi proviene da Jisr al-Shughur, citttà che si trova al confine con la Turchia, e da Maarat al-Numaan dove in queste ore carri armati siriani e veicoli armati hanno rinforzato le posizioni dell’esercito nelle strade.

Residenti e gruppi siriani per i diritti umani hanno detto che decine di carri armati e veicoli per il trasporto di truppe sono stati dispiegati intorno a Khan Sheikhoun, città che si trova a circa 30 chilometri a sud di Maarat al-Numaan sulla principale autostrada che collega Damasco e Aleppo.

Le forze di sicurezza turche stanno valutando la necessità d’intervenire in Siria istituendo “un’area cuscinetto” che attenui il flusso di rifugiati siriani in fuga verso la provincia di Hatay. Lo riferisce il quotidiano turco ‘Posta’, che prevede un esodo di 200mila profughi in Turchia se la repressione di Damasco dovesse intensificarsi. Fonti diplomatiche non hanno smentito la notizia, precisando che “nelle circostanze attuali qualsiasi opzione è al vaglio delle autorità”.

Gli Stati Uniti hanno accusato il regime siriano si aver creato “una crisi umanitaria nella nord del Paese” con la feroce repressione in corso e hanno chiesto al governo siriano di “porre fine alle violenze e dare immediato accesso alla Croce Rossa Internazionale (ICRC) senza alcuna restrizione. Se i leader siriani non lo consentiranno dimostreranno ancora una volta il loro disprezzo per la dignità del popolo siriano”.

Le Nazioni Unite ha condannato duramente le repressione in corso in Siria documentando anche gli arresti su grande scala compiuti dal regime di Assad. Secondo gli investigatori sarebbero state infatti arrestate 10.000 persone.

Il segretario generale dell’Onu, Ban Ki-moon, ha chiesto al presidente siriano di attuare riforme immediate: “Una volta di più esorto il presidente siriano Assad e le autorità a proteggere il loro popolo, a rispettare i suoi diritti e a dare ascolto alle sue rivendicazioni”.

Intanto il presidente del Partito riformista siriano, Farid Ghadry, ha lanciato un appello affinché l’Europa inasprisca le sanzioni contro Damasco, per creare le condizioni per un colpo militare in Siria, che porti a una transizione democratica. “Quello che noi chiediamo all’Europa non è assolutamente un intervento armato, non chiediamo alla Nato di intervenire“, ha detto Ghadry nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, alla presenza di parlamentari italiani della maggioranza e dell’opposizione. “Chiediamo all’Europa che continui a fare pressione sul regime di Assad – ha proseguito l’esponente siriano – in modo tale che ci siano le condizioni di un colpo di stato militare all’interno del paese,al fine di salvare la Siria. Se ci sarà un colpo di stato militare all’interno del paese questo non sfocerà in una guerra civile, anzi significherà la transizione della Siria in maniera pacifica verso una compiuta democrazia”.

di Elisa Cassinelli

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