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Un suolo chiamato Italia

By   /   12 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Un suolo chiamato Italia

Era il 17 marzo 1861, lo scalpiccio dei cavalli rimbombava nelle strade semi deserte. Secoli prima Scipione l’Africano lanciava il suo cavallo tra le tempeste di sabbia rincorso dai demoni della morte.

E cosa aveva pensato in quel momento?

A me piace pensare che i suoi desideri fossero rivolti a Roma, alla sua patria splendente, al Mediterraneo che lo accoglieva da piccolo quando giocava con gli amici, alle Alpi ricoperte di neve… Poi, quando dopo la vittoria tornava a casa, si trovava a sbattere violentemente contro la dura realtà; la realtà delle baracche di legno dove la gente moriva come mosche, la realtà degli schiavi che venivano sfruttati fino alla morte e la realtà che uno solo regnava a vantaggio di una cerchia ristretta e andava a discapito della stragrande maggioranza.

Che pensasse più o meno la stessa cosa Vittorio Emanuele II?

L’Italia non era cambiata nei secoli! Il dolce Mediterraneo ha sempre cullato i sogni dei suoi abitanti e le vecchie Alpi hanno sempre fatto da scudo ai conquistatori sopportando la marcia degli elefanti tanto quanto la malvagità dei carri armati. Purtroppo però il tempo non aveva neanche curato la venalità dei nobili che si vendevano le sorelle e uccidevano i fratelli pur di arrivare al successo.

Pensate sia cambiato qualcosa nell’arco di questi decenni?

Adesso l’Italia fa parte dell’Unione Europea, adesso siamo tutti uniti da una bandiera che contiene nei suoi colori tutta la nostra storia: il verde dell’unità e della natura, il bianco dell’uguaglianza, e il rosso del sangue che abbiamo versato per i nostri ideali. Ma non è cambiato poi così tanto il nostro amato Paese. Mi ricordo quando sui libri di storia ho studiato che la prima vera volta che ci siamo dovuti sentire un Paese forte e unito è stato dentro le trincee. In uno scenario tetro come quello di una guerra mondiale potrebbe anche scapparmi un sorriso mentre penso a un romano e un veneto che urlano da una parte all’altra della fossa: “N’amo! Ricarica ‘sta machina e spara!”. E il veneto che gli risponde: “Sè insepata!”. In quella circostanza abbiamo avuto bisogno degli interpreti per parlare l’un l’altro. Ma questo è stato un tassello importante nella storia del nostro Paese perchè abbiamo combattuto tutti insieme per qualcosa di concreto. L’Italia! In questa circostanza però abbiamo cominciato a scrivere la nostra carta di identità che adesso sappiamo non essere poi tanto immacolata.

Il mondo ci addita come traditori, mafiosi, camorristi… Io penso che ogni Paese abbia le proprio mele marce e anche noi abbiamo le nostre! Vogliamo parlare della Germania che porta come fardello la morte di centomila Ebrei? Vogliamo parlare della Francia che è la maggiore responsabile, insieme agli Stati Uniti e il Giappone, del surriscaldamento globale? Vogliamo parlare della Russia che in altre zone del mondo arma i ribelli che hanno ucciso i nostri soldati e quelli degli altri alleati?

La lista è lunga ed è inutile giustificare le nostre cattive azioni dicendo che le fanno anche gli altri, ma non dobbiamo neanche vergognarci di essere Italiani. Cosa ci importa di quello che dicono gli altri? Noi abbiamo tanti di quei pregi di cui vantarci!

È vero quello che dicono gli altri su di noi. Siamo plagiati da mafia, camorra e ‘ndrangheta, abbiamo un po’ di instabilità politica e (cosa di cui mi vergogno più delle altre) siamo razzisti nel nostro stesso Paese; gli uni con gli altri, e questo è veramente spregevole!

Ma ammettere tutte queste cose significa essere veri Italiani!

Perchè noi possiamo vantarci di essere baciati dal sole tutto l’anno! Perchè nelle nostre vene scorre lo stesso sangue di quei Romani che hanno forgiato l’attuale Europa! Perché nei musei di tutto il mondo sono le sale con gli artisti italiani quelle più affollate.

Dobbiamo essere fieri di chiamarci Italiani e di camminare su un suolo chiamato Italia perchè noi la nostra indipendenza ce la siamo conquistati da soli, senza l’aiuto di nessuno! Perciò io dalla cima delle Alpi raccoglierò tutta l’aria che posso e urlerò a pieni polmoni che sono Italiana, e il mare con il vento e le sue correnti porteranno questo mio ideale a tutto il mondo! Io sono Italiana e sono fiera di esserlo!

di Brasolin

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