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Calcioscommesse: un’altra sconfitta

By   /   9 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Calcioscommesse: un’altra sconfitta

Non vogliamo passare per quelli che fingono di non vedere. Il problema calcioscommesse, scoppiato la scorsa settimana e al centro delle cronache su tutti i maggiori media nazionali, è un altro durissimo colpo allo sport più seguito del Belpaese. Un vero far west dal quale ogni giorno emergono dettagli raccapricianti. Non sembra infatti un episodio circoscritto a pochi giocatori incalliti.

Dalle telefonate intercettate appare un quadro denso di particolari: un vaso di Pandora. Calciatori di serie C che millantano conoscenze in grado di combinare risultati a piacimento, ex giocatori fino a pochi mesi fa giudicati “esempi da seguire”, politici, appartenenti alla malavita organizzata, gruppi attivi su tutto il territorio nazionale… c’è un po’ di tutto insomma, persino la denuncia di un calciatore rimasta inascoltata dai vertici federali. Alcune settimane fa, l’8 maggio scorso, Quadrini, centrocampista del Sassuolo, presentò una segnalazione in merito ad alcune minacce subite prima del match contro il Siena. Un certo Massimo (Erodiani n.d.r.,) lo “invitò” ad assecondare il volere degli scommettitori. La Figc decise di convocare il calciatore il 1 giugno, un mese dopo i fatti. Un lasso di tempo che, alla luce degli eventi, mostra con quanta superficialità la politica dello sport abbia affrontato la questione.

Sembra di essere tornati all’atmosfera dell’estate 2006, quando scoppiò l’affaire “calciopoli”. Talk show, dibattiti e titoli sui giornali ci raccontano ciò che non vorremo sentire. Un qualcosa che ben poco ha da spartire con lo sport: un concentrato di “schifezze”.

Non vogliamo fare la morale alle scommesse sportive e agli scommettitori. Non c’è nulla di male. La “bolletta” ha sostituito la mitica colonna del Totocalcio. Segno del tempo che passa, inevitabilmente.

Il calcio non è questo. È uno sport che ha perso la dimensione umana, stretto dagli interessi economici, dalle ingerenze di troppi pescicani affaristi e dal business. È uscito dallo stadio ed ha battuto strade pericolose e sconosciute. Da fine è diventato mezzo, per arricchirsi soprattutto.

Putroppo tutti questi eventi colpiscono soprattutto quei tanti appassionati che continuano ancora ad emozionarsi per un gol, un dribbling, una vittoria e, talvolta, anche per una sconfitta.

di Luca Paradiso

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