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Siriani in fuga verso Turchia e Libano

By   /   8 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Siriani in fuga verso Turchia e Libano

Le violenze attuate dal regime siriano hanno messo i siriani in fuga verso tutti i paesi confinanti, soprattutto il Libano e la Turchia. La crisi che sta attraversando le principali città della Siria si sta ormai espandendo sempre di più fino a raggiungere nei giorni scorsi la città nord-occidentale di Jisr al-Shughour, a pochi chilometri dal confine con la Turchia. Gran parte dei rifugiati arriva proprio da lì dove uno scontro tra uomini armati e forze dell’ordine è costato la vita a 120 uomini della sicurezza, secondo quanto ha riferito il governo di Damasco. Ci sono però molti dubbi sulle dinamiche dell’accaduto, in molti tra gli attivisti sono propensi a non credere alla versione governativa, ritenuta soltanto l’ennesimo pretesto per giustificare una nuova ondata di repressione.

Centinaia di abitanti di Jisr al-Shughour sono quindi fuggiti cercando riparo oltre il confine turco e hanno riferito che carri armati e elicotteri hanno bombardato la città e che la situazione sta diventando sempre più insostenibile.

Secondo l’agenzia Anadolu, solo nella scorsa notte 122 siriani sono arrivati a Karbeyaz, villaggio turco vicino alla città frontaliera di Altinozu. Nei giorni precedenti, le autorità di Ankara avevano riferito dell’arrivo di altri 259 rifugiati dal paese vicino. Tra loro, si contano anche 30 feriti, curati presso l’ospedale di Hatay, due dei quali sono morti.

Un funzionario del Ministero degli Esteri turco ha detto che circa 420 persone hanno attraversato il confine dalla Siria da quando, a marzo, hanno avuto inizio le proteste finite nel sangue.

Al confine con il Libano invece tre civili siriani sono stati uccisi, tra la località siriana di Umm Jamea e la vicina regione libanese di Wadi Khaled. Lo ha detto stamani all’Ansa Rami Khazzal, sindaco di Muqlaybe, una dei centri di Wadi Khaled, raggiunto telefonicamente.

Il primo ministro di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha detto che “la Turchia non chiuderà mai le sue porte ai rifugiati siriani che fuggono dalla repressione mortale nel loro Paese”, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa Anatolia.

In questa fase non è possibile per noi chiudere le porte” ha detto Erdogan affermando di seguire con preoccupazione gli avvenimenti nella vicina Siria e sollecitando di nuovo l’amministrazione siriana del presidente Bashar al Assad a fare le riforme richieste dal suo popolo: “La nostra preoccupazione cresce speriamo che la Siria faccia urgentemente passi a favore delle riforme, in modo da convincere la popolazione civile”.

La situazione rimane ancora critica in Siria. Ottenere informazioni più precise e da fonti indipendenti è praticamnete impossibile in quanto il regime, dall’inizio della protesta, ha vietato ai giornalisti stranieri di entrare nel Paese. Le notizie provengono esclusivamente dalla tv di stato oppure dagli attivisti anti governativi e dagli abitanti che riescono a comunicare attraverso internet.

Nelle ultime ore la Francia e la Gran Bretagna hanno aumentato la pressione diplomatica affinché il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite si esprima con un voto di condanna sulla repressione del regime di Bashar al-Assad. Secondo quanto riportato dalla Bbc, Londra starebbe infatti lavorando a una bozza di risoluzione per porre fine alla repressione di Assad.

di Elisa Cassinelli

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