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Portogallo: vince il centro-destra. Socrates si dimette: “Mi assumo la responsabilita’ della sconfitta”

By   /   6 giugno 2011  /   Commenti disabilitati

Lisbona – Nelle elezioni anticipate di ieri, i social-democratici di centro-destra (Psd) hanno sconfitto i socialisti e formeranno un governo di maggioranza con il più piccolo partito conservatore Cds-Pp.

Il Premier uscente, Jose Socrates, ha riconosciuto la sconfitta e ha rassegnato le dimissioni dalla carica del partito socialista (Ps). “Mi assumo la responsabilità del risultato” ha dichiarato a spoglio quasi definitivo.

Il Psd ha raccolto il 40,6% dei voti, davanti ai socialisti che hanno raggiunto il 28,5%.

Il partito socialdemocratico guidato da Pedro Passos Coelho può vantare 105 deputati, a cui si aggiungeranno gli altri 24 del partito di destra Cds-Pp, portando la nuova maggioranza a 129 seggi su 230. I socialisti crollano a 73.

Annunciando le sue dimissioni, Socrates ha dichiarato “questa sconfitta è interamente mia e me ne assumo piena responsabilità. Ritengo che sia necessario aprire un nuovo ciclo politico in grado di preparare un’alternativa coerente. Voglio dare al partito socialista lo spazio per discutere il suo futuro e selezionare una nuova leadership”.

Prima dell’elezioni, Socrates aveva accusato i socialdemocratici di perseguire un’agenda “da destra radicale” e aveva criticato Passos Coelho per la mancanza di esperienza di governo.

Il vincitore e futuro premier portoghese, Passos Coelho, ha immediatamente fatto sapere che farà “tutto il possibile” per assicurare che il Portogallo onori i termini per ripagare i 78 miliardi di euro di bail-out. “Voglio garantire a coloro che ci stanno guardando dall’estero, che noi non abbiamo intenzione di essere un peso per il futuro delle altre nazioni”.

Ha riconosciuto che il Paese dovrà affrontare “un periodo molto difficile per i prossimi due o tre anni in cui sarà necessario attuare rigide misure di austerità”.

Secondo Diego Iscaro, economista presso IHS Global Insight, i termini del bail-out richiedono un aumento delle tasse, un blocco delle pensioni statali e degli stipendi e tagli alle indennità di disoccupazione. “La strada con questo pacchetto si preannuncia lunga e piena di riforme che possono essere politicamente difficili da far accettare”, fa notare Iscaro.

Il Portogallo si trova ad affrontare una disoccupazione di oltre il 12% e un’economia che si prevede in contrazione del 2% per quest’anno e per il prossimo.

di Samr Al Aflak

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