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1678 – 2011: 333 anni dopo

By   /   6 giugno 2011  /   Commenti disabilitati

Le donne non avevano mai osato tanto…

Il 25 giugno 2011, a Padova sarà ricordata la prima donna laureata nel mondo, Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, iniziativa nata da un progetto di RadioBue.it, emittente radiofonica dell’Università di Padova.
 
Il progetto vuole affermare il coraggio delle donne nella scelta dello studio, dando voce a tutte coloro, che hanno intrapreso o terminato un percorso universitario, dalle giovani laureate in cerca di lavoro a quelle che hanno raggiunto posizioni professionali di rilievo, di esprimere un pensiero sull’importanza dello studio.

Negli ultimi mesi abbiamo assistito allo screditamento della figura della donna. La donna è presentata come arrampicatrice sociale, senza scrupoli, pronta a utilizzare scorciatoie per arrivare al successo, cosa non vera per la stramaggioranza delle donne. L’iniziativa sarà il momento per dare il giusto ruolo alle donne, che grazie alla loro determinazione e capacità di sacrificio ottengono successi nei vari ambiti della vita.

Torniamo nel lontano 25 giugno 1678, quando Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, nata nel 1646 a Venezia nel palazzo dei Cornaro, poi Ca’ Loredan, che si affaccia sul Canal Grande a Rialto, che aveva da poco compiuto trentadue anni, sfidando le convenzioni e la mentalità dell’epoca, si laureò all’Università di Padova.

La prima donna al mondo a potersi fregiare del titolo di doctor, non poté però laurearsi in quello che voleva, teologia, ma raggiunse un traguardo fino allora riservato solo agli uomini. Dopo di lei sarebbero trascorsi altri cinquant’anni prima che un’altra donna potesse vedersi riconoscere lo stesso privilegio a Bologna, e ancora un altro mezzo secolo per Pavia.

All’origine della sua eccezionale laurea vi fu non solo l’acume della intelligenza e la profondità e ampiezza degli studi di Elena Lucrezia, ma, come sempre accade nei casi di donne colte o artiste dei secoli scorsi il non meno decisivo riconoscimento e sostegno del padre, egli stesso uomo di buoni studi, noto come mecenate, erede di una biblioteca tra le meglio fornite, visitata da molti studiosi per le loro ricerche.

Una famiglia dove le donne non furono irrilevanti, prima tra tutte la madre, Zanetta Boni, convisse vent’anni col futuro marito e gli diede i primi cinque figli, Elena compresa, prima che si sposassero, mostrando non comune libertà nei confronti delle convenzioni.

L’appuntamento è per sabato 25 giugno 2011, a Padova presso l’Aula Magna, Teatro Ruzante o Sala dei Giganti per conoscersi, dialogare e condividere.

di Armida Tondo

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