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Siria: quando le vittime di un regime sono i bambini

By   /   5 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Siria: quando le vittime di un regime sono i bambini

Quando le vittime di un regime sono i bambini l’indignazione scavalca ogni limite. In Siria questo limite è ormai passato da tempo, da quando la repressione ha investito gli angoli delle città crescendo di giorno in giorno, provocando vittime su vittime.

In oltre due mesi settantadue tra bambini e adolescenti siriani sono stati uccisi senza alcune pietà dalle autorità siriane. E’ quanto riferiscono i Comitati di coordinamento locali in Siria (Lccs), piattaforma che riunisce gli organizzatori delle mobilitazioni e attivisti indipendenti. Sul sito internet si trova una lista completa dei nomi e dei cognomi dei bambini uccisi, con la data e i luogo del loro martirio, dove i più piccoli hanno dieci anni, i più grandi 16 e 17 anni. Bambini e adolescenti simbolo di una lotta che conta più di 1.100 le vittime, per lo più civili.

Le immagini di torture, violenze hanno fatto il giro del mondo. Una delle storie che ha scosso l’opinione pubblica mondiale è quella di Hamza al Khatib, un ragazzino di 13 anni, ucciso dalle forze di sicurezza di Assad nella città di Deraa, roccaforte della protesta.  È stato prelevato dalla propria casa, torturato e restituito cadavere ai genitori dopo un mese.

Un regime che tortura e uccide i bambini dimostra di essere al collasso totale” aveva detto Hillary Clinton in merito alla storia di Hamza. Il Presidente Assad sa perfettamente che la sua posizione è sempre meno difendibile. Si parla di crimini contro l’umanità, di uso eccessivo della forza, di torture nei confronti di bammbini e manifestanti. Assad cerca di farsi scudo invitando all’unità nazionale, promuovendo amnistie ma non intende cedere il potere.

Le organizzazioni per i diritti umani chiedono giustizia e la fine del bagno di sangue nel Paese. Amnesty International ha ribadito la propria richiesta al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite affinché deferisca la situazione della Siria alla Corte penale internazionale, come ha fatto nei confronti della Libia.

Anche l’Unicef esprime preoccupazione circa le violenze estreme contro i bambini in Siria e lancia un appello affinchè ci sia un impegno immediato da tutte le parti coinvolte per tutelare i civili, soprattutto bambini e donne, i più vulnerabili. Da metà marzo, i casi riportati di bambini feriti, detenuti, sfollati e, in alcuni casi uccisi, sono infatti in aumento. 

Intanto le proteste continuano e nella giornata di ieri sarebbero almeno 63 i civili uccisi dalle forze del regime, secondo quanto ha rifertio l’organizzazione per i diritti umani siriana Sawasiah. Cinquantatre persone, specifica l’organizzazione, sarebbero state uccise a Hama, sette a Rastan, due nella provincia di Idlib e una a Damasco.

di Elisa Cassinelli

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