18
May , 2012
Friday
 

La NATO ha usato ieri per la prima volta gli elicotteri d’attacco in operazioni militari contro la Libia.

L’uso di questi elicotteri fornisce alle operazioni maggiore flessibilità per scoprire e attaccare le forze governative pro Gheddafi che cercano volontariamente di farsi scudo della popolazione civile”, cos’ in un comunicato la NATO giustifica l’uso degli elicotteri.

Si tratta di elicotteri “Apache”  della Gran Bretagna che hanno attaccato e distrutto 2 installazioni militari, una postazione radar e un posto di blocco armato nei pressi di Brega, e di elicotteri Francesi “Gazelle” che hanno preso parte a operazioni contro obiettivi vicino Tripoli. Sono stati colpiti 2 mezzi per trasporto truppa, un deposito di munizioni vicino Mizdah e altri depositi nei pressi di Hun e Qaryat.

Ieri i combattimenti sono continuati nella città di Yefren, dove gli aerei della RAF, facendo uso di bombe guidate tramite laser “Paveway”, hanno distrutto 2 carri armati e 2 meccanizzati per il trasporto truppa. I ribelli dicono di aver liberato la città di Yefren e la vicina città di Kikla, entrambe ad una quarantina di chilometri da Zintan, città assediata dalle forze governative. Le truppe anti Gheddafi hanno anche circondato la città di Rayyana, a più di 13 chilometri a nord di Zintan.

L’uso di elicotteri, al posto di aeri “Tornado” e “Typhoon”, riduce la possibilità di danni collaterali,  specialmente di vittime civili, anche se gli “Apache” operano a basse quote e sono facile bersaglio per la controaerei libica.

Come noto, mercoledì scorso la NATO ha prolungato la missione in Libia per altri 90 giorni e una Commissione delle Nazioni Unite ha accusato il governo Libico di crimini di guerra e contro l’umanità. Secondo la Commissione ci sono prove sufficienti, omicidi e torture, dietro cui c’è stata la volontà del Colonnello Muammar Gheddafi. La stessa Commissione ha detto che anche le forze di opposizione si sono rese responsabili di abusi che rientrano nei canoni dei crimini di guerra, anche se i casi non sono così numerosi.

di Vito Di Ventura

(giugno - 4 - 2011)

  • Pingback: Today’s Links June 4, 2011 | antanio.com

  • dino marchesini

    il motivo di non distruggere le cosidette “carrette”del mare nei porti di attracco quando sono vuote,visto che partono tutte a “perdere” evitando arrichimenti di criminali e la morte di migliaia di persone (oltre 1300) e tutte le conseguenti attività di soccorso e di chi spetta intevenire al salvataggio,tutti i descritti eventi eliminati semplicemente rendendo indisponibili o fuori uso le “carrette”. saluti dinomarco

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