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Yemen: Colpito il palazzo presidenziale, ferito il Presidente Ali Abdullah Saleh

By   /   3 Giugno 2011  /   Commenti disabilitati su Yemen: Colpito il palazzo presidenziale, ferito il Presidente Ali Abdullah Saleh

Il Presidente Ali Abdullah Saleh e numerosi alti funzionari sono rimasti feriti nell’esplosione avvenuta nel palazzo presidenziale della capitale, Sanaa.

Nel momento dell’esplosione, il Presidente e i suoi più vicini collaboratori si trovavano nella piccola moschea del palazzo presidenziale per la preghiera del venerdì.

Nell’attentato hanno trovato la morte lo Sceicco Ali Mohsen al-Matari e 3 guardie del corpo del Presidente Saleh, che è rimasto solo leggermente ferito, mentre il Primo Ministro, Ali Mujawar, il Vice Primo Ministro, Rashid al-Alami, il portavoce del Parlamento, Yahya al-Raiee e altri alti funzionari sono stati feriti in modo più serio.
 
I colpi sono stati sparati dall’interno della base dove si trova il capo dell’opposizione, Hameed al-Ahmar, fratello di Sadiq al-Ahmar, colui che ha guidato la protesta di due settimane per le strade della capitale tra le forze governative e quelle di opposizione.

Secondo fonti governative “Le Guardie Repubblicane e le forze speciali hanno prontamente risposto al fuoco, sparando contro la base di al-Ahmar nel distretto di Hadda, ad alcune miglia dal palazzo di Saleh”. Anche in questo caso a trovare la morte sono state alcune guardie del corpo.
 
La televisione di stato yemenita ha riportato che il Presidente Saleh si è trasferito in un palazzo più sicuro e che è in buone condizioni.

Lo Yemen è da mesi teatro di scontri e le opposizioni chiedono le dimissioni del Presidente Saleh, in carica dal 1978, e uno Stato più democratico. Lo scorso 23 maggio la violenza degli scontri tra le forze governative, guidate del figlio di Saleh e dai nipoti, e le forze di opposizione seguaci di Sadeq al-Ahmar, potente Sceicco capo della confederazione Hashed. L’animosità tra le due parti, guidate appunto dai rispettivi figli, sta trascinando lo Yemen nella guerra civile.

Gli Stati Uniti hanno trovato nel Presidente Saleh un ottimo partner nella lotta contro il terrorismo e al-Queda, ma l’Amministrazione Obama è adesso contrariata dal fatto che Saleh non abbia accettato di firmare l’iniziativa proposta dal “Consiglio di Cooperazione del Golfo” (GCC), coalizione di 6 nazioni del Golfo Arabo, che prevedeva un piano per una transizione ordinata del potere e l’allontanamento di Saleh, che potrebbe rifugiarsi in Arabia Saudita.

Se gli scontri dovessero continuare e il Paese fosse trascinato in una sanguinosa guerra civile, la caduta cruenta del Presidente Saleh potrebbe provocare gravi ripercussioni nell’area del Golfo, dove gli equilibri nel Bahrein e nell’Oman sono ancora molto precari.
 
di Vito Di Ventura

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