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Archive for giugno, 2011

Vigilia del Tour de France: Contador e doping i temi scottanti della Grand Boucle

Posted by Antonio Massariolo On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Mancano poco più di 24 ore e già il mondo del ciclismo è in clima Tour de France. A Puy du Fou, località tanto cara a due campioni de passato come Indurain ed il discusso Armstrong, quest’oggi si è tenuta la consueta presentazione delle 22 formazioni in gara e dei rispettivi atleti. Com’era prevedibile tutti gli occhi erano puntati sul fenomeno del ciclismo moderno, quell’Alberto Contador capace di vincere tutte le ultime corse a tappe a cui ha partecipato ma non di cancellare le ombre che sempre più fitte di addensano sulla sua figura. Il dominatore del Giro d’Italia in conferenza stampa ha risposto stizzito all’ennesima domanda sul suo “Caso clenbuterolo“, arrivando a dichiarare che “ogn’uno può pensare ciò che vuole”.

Nonostante la vicenda della sua positività ad un controllo antidoping debba ancora essere giudicata, lo spagnolo sarà il favorito indiscutibile di questa Grand Buocle e, sulla carta, dietro di lui ci sarà da battagliare solamente per il podio.

Tanti gli atleti al via con il giovane Schleck che cercherà l’attesissima consacrezione, mentre un gruppetto di “vecchietti” non vorrà farsi sfuggire quella che potrebbe essere l’ultima occasione per aggiudicarsi un Tour de France. Tra loro l’ex campione del mondo Cadel Evans ed il nostro Ivan Basso, accomunati dagli insegnamenti di un grande uomo oltre che un gran allenatore. Aldo Sassi, deceduto per un male incurabile, per molti in gruppo è stato un vero e proprio compagno di viaggio e sicuramente il suo ricordo sarà presente nei cuori di molti corridori.

Le speranze italiane saranno tutte sulle spalle di Ivan Basso che, dopo essere salito due volte sul podio del Tour, crecherà di riportare in Italia la maglia gialla a 13 anni di distanza dall’impresa di Marco Pantani. Il varesino sulla carta sembra nettamente inferiore ai suoi avversari ed una visione oggettiva lo porterebbe a lottare per un posto nei primi cinque, ma un Tour è lungo, lui ha una forza di volontà superiore a qualsiasi altro e l’idea di un vincitore limpido anche al Tour de France non farebbe di certo male al ciclismo.

Un altro italiano da tenere d’occhio sarà Damiano Cunego, uscito sconfitto ma in ottima condizione dal Giro di Svizzera. L’ex enfant prodige del ciclismo italiano correrà alla giornata, senza pressioni e crediamo che possa essere la vera sorpresa di questo Tour, sicuramente non per la vittoria finale ma per lo spettacolo.

La carne sul fuoco è molta, per iniziare a gustarsi un po’ di buon ciclismo basterà attendere poco più di 24 ore, e che vinca il più onesto.

di Antonio Massariolo

Calciomercato: le mezze ammissioni di Hamsik, la fedeltà di Crespo

Posted by Luca Paradiso On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Ha fatto discutere l’intervista di Marek Hamsik rilasciata nei gironi scorsi al quotidiano slovacco “Pravda”. Il calciatore azzurro, pezzo pregiato dello scacchiere partenopeo, ha, neppure troppo velatamente, aperto alla possibilità di trasolocare in una big. Un’uscita che ripercorre una strada già battuta in passato da illustri colleghi. Affidare i propri desideri di cessione a un giornale straniero è spesso il primo passo da compiere quado si vuole cambaire aria. Hamsik lo ha fatto, strizzando l’occhio alle grandi del Nord (è lui il mister X di Galliani?). Un comportamento che ha particolarmente infastidito De Laurentiis. Il presidente ha subito informato gli interessati che Hamsik costa parecchio. 40 milioni? Troppo pochi per portare via Marek da Napoli.

Il Milan si è immediatamente chiamato fuori. Non per il prezzo, ma per la volontà di non infastidire un altro club. Se davvero Hamsik vorrà prendere la strada del Nord dovrà essere lui stesso a forzare la mano. Per l’occasione lo slovacco ha ingaggiato un maestro in materia: Mino Raiola. Il potente procuratore italo-olandese è da alcune settimane consulente del centrocampsita azzurro. Un indizio che deve far riflettere. Intanto i napoletani, apprese le intenzioni del proprio beniaminio, hanno inziato a scaldarsi. Si delinea un tradimento che potrebbe lasciare molti strascichi.

Crespo ha prolungato di un anno il proprio contratto con il Parma. Il bomber rimarrà nella città ducale, sua città adottiva ormai, anche nella prossima stagione, pronto a dare una mano nel momento del bisogno. Valdanito è un esempio e un idolo del tifo gialloblù e l’accordo gli permetterà di continuare a indossare quella maglia che oltre 10 anni fa lo ha lanciato nel grande calcio.

Intanto il Chelsea di Villas Boas ha individuato nell’interista Lucio il rinforzo adatto per la propria difesa. Il brasilano è solo l’ultimo nerazzurro a finire, o a essere inserito, in trattative e desideri di altri club. Maicon è l’obbiettivo del Real di Mourinho, Sneijder l’oggetto del desiderio di Fergsuon, Eto’o il puntero sognato da Mancini, Thiago Motta ha diverse richieste. Fuga dall’Inter?

Aguero e solo Aguero. Ormai è chiaro che è l’argentino l’obbiettivo numero 1 di Marotta. Per il Kun è pronto un ricchissimo contratto, oltre il limite attualmente imposto dal club bianconero. Settimana prossima dovrebbe partire l’offensiva decisva. La Juve non vuole pagare i 45 milioni stabiliti dalla clausola rescissoria, ma è disposta a sborsare una cifra vicina ai 30 milioni. Un’investimento comunque importante ma necessario per rilanciare la Vecchia Signora. Ma Aguero è davvero un campionissimo?

di Luca Paradiso

Luglio suona bene! L’eccellenza musicale e artistica è a Roma nel “salotto europeo della musica di qualità”

Posted by Luisa Belardinelli On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

E’ partita anche quest’anno la nona edizione di Luglio Suona Bene, la manifestazione estiva volta a salutare la ricca stagione 2010 – 2011 della Fondazione Musica per Roma all’Auditorium Parco della Musica.
Il prestigioso complesso architettonico disegnato da Renzo Piano ospiterà oltre trenta proposte musicali e spettacoli di ogni genere: parliamo di artisti da 300.000 dischi venduti in tutto il mondo, vincitori di 86 Grammy Award e 7 Oscar, primi nelle classifiche degli MTV Music Award e Golden Globe e vincitori di centinaia di dischi di platino e migliaia di dischi d’oro. Protagonisti di questa edizione: Lou Reed, Sting, Elton John, Joe Cocker, Ricky Martin, Burt Bacharach, George Benson, Ringo Starr, Chicago. Molti i graditi ritorni di nomi che hanno fanno la storia del rock e del pop, del jazz e della world music, come Cyndi Lauper, Buena Vista Social Club feat Omara Portuondo, John Mayall, Primal Scream, Manhattan Transfer, John Mellencamp, Caro Emerald. Spazio poi alle novità musicali ospitate al festival MIT – Meet in Town, un vero e proprio “festival nel festival della durata di due giorni che presenta alcuni tra i rappresentanti di spicco delle nuove sonorità e della nuova scena elettronica e sperimentale”.  Si alterneranno sul palco i Primal Scream, Apparat, Modeselektor, Lamb, Cocorosie, Zero 7, Kode 9 and the Spaceape, Gold Panda, Prins Thomas, Fuck Buttons, Pathosformel + Port-Royal e molti altri.
Il grande jazz verrà proposto in Sala Sinopoli; si svolgeranno i concerti di Brad Mehldau e Joshua Redman, Stefano Di Battista Quintet e “Tea for 3” con Dave Douglas, Enrico Rava, Avishai Cohen, Uri Caine, Linda Oh e Clarence Penn. Illustri poi gli ospiti italiani: La Notte della Taranta con Ludovico Einaudi, per proseguire in luglio con Un incontro in Jazz – con Gino Paoli, Flavio Boltro, Danilo Rea, Rosario Bonaccorso e Roberto Gatto e Mario Biondi con la sua Big Orchestra. A chiudere la stagione, Stefano Bollani e Giovanni Allevi. Infine, in programma anche tre appuntamenti proposti dall’ Accademia Nazionale di Santa  Cecilia: “I Canti che hanno fatto l’Italia, dall’Indipendenza all’Unità fino alla Grande Guerra” con Orchestra, Coro e Voci Bianche dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia e Fanfara dell’Associazione Nazionale dei Bersaglieri diretti da Carlo Rizzari, “Carmina Burana” di Carl Orff con il Coro e i Percussionisti dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia diretti da Ciro Visco e il “Concerto con dedica” che vedrà Ennio Morricone dirigere l’Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia.
Luglio suona bene sotto le magiche stelle della città eterna che riconferma con eleganza e professionalità una rassegna ricca di colpi di scena.
Per maggiori informazioni sulle date e sul costo dei biglietti consultare il sito www.auditorium.com

di Luisa Belardinelli

I costi della “Guerra al Terrorismo”: 225.000 morti, 365.000 feriti e circa 4 mila miliardi di dollari

Posted by Vito DiVentura On giugno - 30 - 2011 1 COMMENT

Questi sono i risultati cui sono giunti i ricercatori del “Progetto Eisenhower”, condotto dall’Istituto per gli Studi Internazionali Watson, della “Brown Universitydi Providence, Rhode Island (USA). Nello studio sono stati esaminati i costi in termini di vite umane, sociali, economici e politici, degli ultimi 10 anni (dal 2001 al 2011) che hanno visto impegnati gli Stati Uniti nella “guerra al terrorismo”, condotta in Iraq, Afghanistan e Pakistan.

Il Progetto Eisenhower è un’iniziativa non profit, bipartisan, che si dedica allo studio degli effetti della militarizzazione della società, della democrazia e della politica estera Americana. Il progetto trae il suo scopo dal discorso di saluto del Presidente Eisenhower nel 1961. In tale occasione, il Presidente mise in guardia dalle “ingiustificate influenze” del complesso militare – industriale e si appellò al “cittadino attento e informato” come l’unica forza capace di bilanciare la spesso contrastante domanda di sicurezza e libertà nelle democrazie.

Lo studio è stato condotto da un team di economisti, antropologi, esperti politici, esperti legali e medici, coordinati dal Professore di Antropologia e globalizzazione, Andrea Mazzarino. Lo studio contiene un’analisi quantitativa dettagliata della guerra al terrorismo, i cui crudi risultati statistici mostrano che i morti sono stati finora 225 mila, i feriti 365 mila, mentre in termini finanziari i costi di aggirano intorno ai 4.000 Miliardi di dollari.

Per ottenere una stima dei costi globali, interni e internazionali, della guerra e delle loro conseguenze, gli scienziati si sono posti le seguenti domande: 1) quali sono stati i costi in termini umani ed economici? 2) Come hanno queste guerre cambiato il panorama sociale e politico degli Stati Uniti e delle Nazioni che hanno partecipato? 3) Quale sarà, nel lungo termine, la ricaduta sui veterani? 4) Quali effetti economici si avranno nel lungo termine? 5) C’erano o ci sono alternative meno costose e più efficaci per prevenire ulteriori attacchi terroristici?

Rispondendo alle precedenti domande, lo studio ha scoperto che, mentre si conosce il numero dei soldati americani morti in guerra (poco più di 6.000), non si sa nulla sia sui morti e feriti delle ditte appaltatrici e sia sul livello dei danni e delle malattie di coloro che sono ritornati dalle guerre. Di fatto, aumentano le nuove disabilità che vengono inserite nelle “Veterans Affairs” e, come per le precedenti guerre, i costi da pagare per curare i veterani nel futuro assorbiranno una buona fetta dei costi già pagati per l’intera guerra. L’effetto domino sull’economia americana è già stata significativa, tra cui la disoccupazione e l’aumento di tassi d’interesse, e questi effetti sono stati sottostimati.

Circa 137.000 civili sono morti e altri moriranno in Afghanistan, Iraq e Pakistan, dove il conflitto armato ha fatto tante vittime quante il vicino Afghanistan. Mettendo insieme i morti in guerra, in uniforme e non, il totale è di circa 225.000. I costi in termini di vite umane ed economiche di queste guerre continuerà per decenni ed alcuni costi si manifesteranno nella prima metà del secolo. Molti dei costi, tuttavia, sono invisibili ovvero nascosti in una moltitudine di budget e perciò non sono stati conteggiati o valutati. Secondo una stima “cauta” il costo già pagato per le guerre è di 3.2 mila miliardi di dollari, mentre più ragionevolmente è stata di 4 mila miliardi di dollari.

Il numero attuale dei rifugiati e dispersi è di 7 milioni e 800 mila, l’equivalente della popolazione del Connecticut e del Kentucky. Inoltre, le guerre hanno provocato all’interno la perdita delle libertà civili e all’estero violazioni dei diritti umani. La promessa che l’invasione americana avrebbe portato la democrazia in entrambi i Paesi, Iraq e Afghanistan, non è stata mantenuta e questi Paesi continuano ad occupare i posti più bassi della classifica per le libertà politiche. I signori della guerra in Afghanistan continuano a mantenere il potere con il sostegno degli Stati Uniti e le comunità Irachene vivono ancora più segregate di prima della guerra, per sesso ed etnia.

Secondo gli esperti ci sono molti costi che non sono stati quantificati o valutati, poiché, per le scarse risorse disponibili, lo studio si è focalizzato sulle spese Americane, sui morti americani e degli Alleati e sul pedaggio umano nelle zone maggiormente colpite dalla guerra: Afghanistan, Iraq e Pakistan. C’è ancora molto da sapere e da capire. Come tutti coloro che sono colpiti dalle guerre, le comunità hanno subito un cambiamento radicale della vita in termini di salute e di economia, e che occorre ancora trovare soluzioni ai problemi sorti in conseguenza delle distruzioni della guerra.

Lo studio conclude affermando che le guerre iniziate 10 anni fa sono state tremendamente dolorose per milioni di cittadini Afghani, Iracheni, Pakistani e Americani ed economicamente costose. Ogni ulteriore mese o anno di guerra non potrà che fare aumentare ancora di più il costo totale. Alternative serie e necessarie alla guerra sono state scarsamente considerate sull’onda emotiva dell’11 settembre 2001, ma alcune di quelle alternative sono ancora oggi valide.

Lo studio è disponibile sul sito http://costsofwar.org e sul sito della Brown University http://www.brown.edu.

di Vito Di Ventura

NBA. Lockout ad un passo. Bargnani: ”Sarebbe negativo per tutti”

Posted by Andrea Centenari On giugno - 30 - 2011 4 COMMENTS

Continuano ad arrivare brutte notizie da oltreoceano per quanto riguarda il possibile, e a questo punto molto probabile lockout nella NBA.

A mezzanotte, infatti, scadrà il contratto collettivo fra le parti ed un accordo tra proprietari ed associazione dei giocatori non è ancora stato trovato. Oggi ci dovrebbe essere un ultimo tentativo, nella sede NBA di New York, per trovare un accordo che però sembra essere sempre più difficile da raggiungere.

I motivi della contesa riguardano la suddivisione degli introiti e la durata dell’accordo collettivo oltre ad aspetti legati al salary cap imposto dai proprietari delle franchige NBA.

Del lockout ha parlato anche Andrea Bargnani, in questi giorni in vacanza in Italia:“Il Lockout sarebbe una decisione negativa per tutti, – ha dichiarato ai microfoni di Sky – speriamo venga risolto tutto il prima possibile”. In caso di sospensione del campionato, molti giocatori hanno minacciato le società di andare a giocare in Europa. Su questa soluzione, Bargnani, nutre molte perplessità. “Sarebbe complicato trasferirsi in Europa – spiega il lungo dei Toronto Raptors – i giocatori hanno contratti milionari che vietano di andare in altre società. In attesa di sapere cosa succederà, non possiamo far altro che allenarci per conto nostro, sperando di evitare il Lockout“.

Dunque molto probabilmente si andrà verso una replica di quanto avvenne nella stagione 1998/1999 quando la regular season partì con qualche mese di ritardo anche se questa volta si potrebbe andare verso la completa cancellazione dell’intera stagione 2011-12.

di Andrea Centenari
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L’Eurolega offre una wild card all’Armani Jeans Milano

Posted by Andrea Centenari On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

L‘Eurolega ha comunicato, tramite una nota ufficiale che verrà proposta alla prossima Assemblea Generale in programma il 6 luglio a Barcellona, di essere intenzionata a sostituire il posto, lasciato vacante dalla Lottomatica Roma, nella reagular season di Eurolega 2011-12 con l’Armani Jeans Milano tramite la concessione di una wild card.

Come noto la licenza della Lottomatica è stata sospesa a causa del piazzamento nella seconda metà della classifica della squadra romana nella ultima stagione.

Inoltre l’Eurolega sottoporrà alla Assemblea anche la proposta di attribuire altre due wild card all’Asvel Basket Lyon Villeurbanne (Francia) e all’Alba Berlino (Germania) per partecipare ai gironi di qualificazione di Eurolega nella prossima stagione.

Inoltre, tre squadre che avevano diritto ad un posto nei Qualifying Rounds grazie al piazzamento nei rispettivi campionati - Budivelinik in Ucraina, KRKA Novo Mesto in Slovenia and Zorg en Zekerheid Leiden in Olanda – hanno deciso di rinunciare, lasciando così spazio a tre wild card che verranno proposte a BC Donetsk (Ucraina), Cibona Zagabria (Croazia) e PGE Turow Zgorzelec (Polonia).

L’ingresso diretto all’Eurolega, senza dover passare per i preliminari, sarebbe un fatto molto positivo per Milano dal momento che i possibili spareggi sarebbero dovuti essere disputati senza coach Scariolo impegnato negli Europei di Lituania con la nazionale spagnola.

Intanto, sul fronte mercato, dopo l’ingaggio di Omar Cook, sembra essere sfumato uno degli obiettivi principali della società lombarda, Darjus Lavrinovic, accasatosi al CSKA Mosca.

di Andrea Centenari
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Doping: Benedini, atleta delle Fiamme Gialle, squalificato per due anni

Posted by Armida Tondo On giugno - 30 - 2011 Commenti disabilitati

La vicenda ebbe inizio nel mese di gennaio, quando il canoista Franco Benedini, delle Fiamme Gialle, fu espulso dal ritiro degli azzurri in Australia, dopo che uno dei tecnici della Nazionale aveva trovato nella sua stanza sostanze vietate dal codice antidoping della Wada. Primo caso tra gli atleti italiani di questa disciplina.

Il Tribunale Nazionale Antidoping ha squalificato per due anni Franco Benedini, la motivazione: ”Per aver trovato nella sua stanza sostanze dopanti”. Il cremonese 32enne delle Fiamme Gialle giunse quarto alle Olimpiadi di Pechino, dovrà rimanere fermo sino al 24 giugno 2013.

Diversa, invece, la sentenza per Albino Massimiliano Battelli, che è stato assolto dal tribunale. Il comportamento dell’atleta, secondo quanto riporta una nota del Coni: “Non integra gli estremi della fattispecie di mancata collaborazione ma, al più, quella di tardiva collaborazione, non prevista dall’art. 3.3 delle Norme Sportive Antidoping“.

di Armida Tondo

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