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“Los ilegales” vincono ancora, Barcellona tetracampeon!

By   /   28 Maggio 2011  /   Commenti disabilitati su “Los ilegales” vincono ancora, Barcellona tetracampeon!

Le due squadre più forti al mondo, in quello che da molti viene considerato il tempio del calcio, una notte indimenticabile per i 90mila spettatori sugli spalti e per chissà quanti davanti ai televisori. Dallo stadio di Wembley, il Barcellona di Pep Guardiola sfida il Manchester United di Sir Alex Ferguson, nel replay della finale di Champions League del 2009 disputata a Roma; più che una rivincita per Rooney e compagni, più che una finale per Don Andres Iniesta che punta a bissare i successi ottenuti nel 2006 e nel 2009.Prima d’ora 6 finali per gli spagnoli, 4 per i britannici, entrambe con 3 coppe in bacheca, un precedente in finale, nel 2009 quando all’Olimpico di Roma i catalani ebbero la meglio con un netto 2-0 firmato da Eto’o e Messi.

LE FORMAZIONI: Guardiola manda in campo i suoi con il solito 4-3-3 con Valdes tra i pali, Dani Alves e Abidal terzini con Piquè e Mascherano centrali difensivi, a centrocampo Busquets, Xavi e Iniesta, davanti Messi, Pedrito e David Villa. Grande assente il capitano Charles Puyol. Sir Alex risponde con un 4-4-1-1 con Van der Sar, Fabio, Vidic, Ferdinand e Patrice Evra a completare il reparto arretrato; Valencia, Carrick, Giggs e Park al centro e Rooney alle spalle del Chicharito Hernandez. Arbitra l’incontro l’ungherese Kassai.

LA CRONACA: Il match inizia e gli inglesi prendono subito in mano il pallino del gioco, rendendosi pericolosi prima con Hernandez, poi con Rooney, i due attaccanti pressano i catalani che stentano ad imbastire la manovra. Piquè guida bene la difesa, lasciando in off-side Hernandez per ben due volte in 7 minuti, ma appena prima del decimo Mascherano mette in evidenza i limiti in un ruolo che non è il suo e lascia scattare in posizione regolare il Chicharito, solo un intervento al limite dell’area di Valdes riesce a sventare il pericolo. Al quarto d’ora il Barça inizia a macinare gioco, Abidal e Busquets lavorano bene sulla trequarti e recapitano a Xavi un pallone d’oro, che il capitano blaugrana consegna a Pedro, il numero 17 dei blaugrana smarcato sbaglia calciando a lato. Più che una palla gol, più che un’occasione persa. Passano 4 minuti dal tiro di Pedro e David Villa, dopo un’azione ben orchestrata da Iniesta, libera il destro dal limite dell’area, il pallone è insidioso, ma un rimbalzo salva Van der Sar. Se il primo quarto d’ora ai punti l’avrebbe vinto il Manchester, il secondo senza dubbio è tutto appannaggio degli avversari. Ed al 27’ il gol arriva, con Don Andres che a centrocampo recupera il pallone, suggerisce in maniera precisa per Xavi, che dopo aver percorso 20 metri palla al piede, allarga il gioco per Pedro che dentro l’area libera il destro sul primo palo, spiazzando l’estremo difensore dello United che può solo raccogliere la palla in fondo al sacco. 1-0 Pedro. Mai domi gli inglesi, mai domo il genio di Liverpool, proprio lui al 35’ recupera palla su Xavi, poi una triangolazione con Giggs corona un’azione da manuale, il destro di Rooney è un concentrato di potenza e precisione, Valdes non può far nulla. 1-1, una gran finale.Al 43’ Lionel Messi mostra al mondo intero che è un fenomeno, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto, liberandosi di Carrick con un tunnel e aprendo il gioco sulla destra per Villa, il 7 dei catalani con un traversone basso riapre per Messi che a due passi manca l’aggancio. Kassai decide di non dare minuti di recupero ed il primo tempo finisce in parità, un primo tempo che senza dubbio ha messo in mostra le doti tecniche delle due compagini.
Il possesso palla del Barcellona ha senza dubbio chiuso le porte ai britannici che con molta difficoltà hanno interrotto i fraseggi catalani. Gli inglesi, pur soffrendo il possesso palla, hanno atteso gli avversari, trovando fortunosamente un varco nella difesa spagnola.

Le squadre tornano in campo dopo il riposo, ma nessuno dei due coach opta per delle sostituzioni, Guardiola, però, carica maggiormente i suoi e Messi mette in ginocchio gli avversari, al 53’ arriva la perla del genio, Iniesta recupera palla sulla trequarti, serve Leo che dai 20 metri libera il sinistro, la posizione di Van der Sar lascia molto a desiderare ed il tiro dell’argentino gonfia la rete. 2-1, Barcellona ancora avanti.
Al 57’ c’è anche una parte di Italia in campo, ma non si tratta dell’italo-spagnolo Thiago Alcantara, bensì di  Mario Falco, il celebre invasore abbruzzese, gli steward prontamente lo bloccano, proprio lui sulle nostre pagine, a breve, commenterà in esclusiva la sua ultima invasione. Passano 2 minuti e prima Alves, poi Carrick, a centrocampo commettono due falli non proprio ortodossi e guadagnano un giallo.Brivido al 64’, Alves crossa al centro per Messi che di tacco mette l’accento su una grandissima azione, Fabio sventa il pericolo deviando la palla proprio sulla linea. In rapida sequenza Iniesta prova la soluzione dalla distanza, ma l’ex estremo difensore dell’Ajax e della Juventus gli dice di no. Al 68’ Sir Alex sostituisce l’acciaccato Fabio con Nani, ma un minuto dopo Pedro dal limite dell’area serve Villa che arriva a rimorchio e con un tiro a girare insacca sotto l’incrocio. 3-1, se il Real è Galactico i giocatori del Barcellona sono degni del soprannome “los ilegàles”. Al 75’ Carrick lascia il posto a Paul Scholes, un veterano delle finali, ma probabilmente è troppo tardi, o probabilmente il Barça è di un altro pianeta. Al minuto numero 80 arriva, finalmente, il giallo per Valencia, sanzione senza dubbio tardiva. Il match ormai è in archivio, la bacheca catalana ormai è aperta, ma Nani, all’85’ ci prova dalla distanza ma il pallone esce d’un soffio, sulla rimessa dal fondo Valdes viene ammonito per perdita di tempo, e un minuto dopo Villa lascia il posto a Keita. A tre minuti dal termine entra l’eterno capitano Puyol per Dani Alves. Ma la coppa verrà alzata da Xavi. Kassai concede 3 minuti di recupero, ma l’unico evento degno di cronaca è la sostituzione di Pedro con Afellay. Il resto è solo “fiesta” per Iniesta e compagni.

A Wembley finisce 3-1 per i catalani, troppo forti per lo United, difficilmente si ricorda nella storia del calcio un collettivo così ben oleato, caratterizzato da disciplina, serietà, politica giovanile, in campo con ottimi fraseggi e precise verticalizzazioni. Un Barça di un altro pianeta che stramerita la vittoria finale in una Champions League entusiasmante.
Bellissimo il gesto di Xavi che cede il posto a Puyol per alzare la coppa, ma Puyol è un gentleman del calcio e passa il trofeo ad Abidal, il francese che appena 2 mesi fa è stato operato al fegato per un cancro. A volte un gesto può valere più di milioni di parole.

LA MOVIOLA: Nel primo tempo l’operato di Kassai non ha sbavature, se non la mancata ammonizione al 39’ per Valencia. Il fallo non è cattivo, ma dopo due avvertimenti al terzo si perde di credibilità. Sul gol Giggs sembra in millimetrico fuorigioco, ma vedere un off-side del genere sarebbe troppo.
Nel secondo tempo la trama non cambia, l’arbitraggio è ottimo, ma Kassai si macchia di un altro errore, lascia correre altri 2 falli da ammonizione sempre su Valencia. Nel finale Giggs chiede un penalty, ma Kassai non lo concede, probabilmente il rigore poteva starci ma a velocità normale in pochi l’hanno visto.

di Marco De Palo

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