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L’Italia s’è desta. Arte in fermento

By   /   25 Maggio 2011  /   Commenti disabilitati su L’Italia s’è desta. Arte in fermento

Intende indagare in modo completo il periodo post seconda guerra mondiale la mostra “L’Italia s’è desta: 1945-1953. Arte in Italia nel secondo dopoguerra da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri”, aperta sino al 26 giugno al MAR – Museo d’Arte della Città di Ravenna. In particolare, il curatore Claudio Spadoni, direttore del MAR, ha per la prima volta messo insieme i capolavori dei rappresentanti dei vari movimenti artistici nati in quel periodo storico.

Nel mondo dell’arte in quei pochi anni si assistette davvero ad un notevole fermento. Terminata la guerra, era fortissimo il desiderio di voltare pagina per dedicarsi alla ricerca di nuove possibilità espressive. Gli artisti iniziarono così a guardare a nuovi stili ed ideologie, avendo come riferimento Pablo Picasso e il suo famoso dipinto “Guernica”. Ma l’euforia contagiava in realtà ogni contesto, dal cinema all’architettura, tanto era effervescente il dibattito culturale in atto.

L’esposizione ravennate parte proprio dagli ultimi anni del conflitto, con opere di maestri come De Chirico, Balla, Sironi, Campigli, Carrà, De Pisis, Morandi e Sassu antecedenti ai nuovi impulsi artistici. La valenza della mostra (oltre 160 i capolavori esposti di oltre 80 diversi artisti) sta proprio nel saper presentare nella loro completezza questi nuovi movimenti nati al termine del conflitto e attivi fino alla celebre rassegna di Picasso in Italia nel 1953.

Partendo da quadri come “La zolfara” di Guttuso, si arriva al gruppo “Forma 1”, nato a Roma nel 1947, politicamente impegnato e fuori dai canoni realistici, documentato da lavori di Accardi, Attardi, Dorazio, Guerrini, Consagra, Turcato, Sanfilippo e Perilli e quindi al “Fronte Nuovo delle Arti” che annoverava al suo interno presenze eterogenee (basti citare i vari Leoncillo, Borlotti, Vedova e Pizzinato).

Sempre nel 1947 Fontana aveva dato vita a Milano allo “Spazialismo” insieme a Crippa e Dova, mentre l’anno successivo nasceva, ancora in Lombardia, il “MAC Movimento Arte Concreta” (di cui si possono ammirare opere di Dorfles, Munari, Reggiani e altri). Nel 1950 il panorama si arricchiva di altre nuove associazioni: il “Gruppo Origine”, rappresentato tra gli altri da Burri e il “Gruppo dell’Astrattismo Classico” con Berti e Nativi. Nel 1952 ulteriore fervore: nasce il “Manifesto della Pittura Nucleare”, teso a denunciare i rischi di una catastrofe atomica, cui aderirono Baj, Colombo e Dangelo, nonché il “Gruppo degli Otto”.

La mostra dedica uno spazio anche alla scultura con opere di maestri come Martini, Manzù e Marini. Per meglio comprendere l’atmosfera dell’epoca e l’esperienza vissuta dagli artisti in quel periodo ci vengono in aiuto le parole di Renato Guttuso: “Se oggi è stato possibile che un così folto gruppo di artisti abbia così entusiasticamente aderito […] contro le barbarie e la guerra, ciò sta a dimostrare l’alta coscienza civile degli artisti italiani, sta a dimostrare da che parte stanno questi artisti, i quali appartengono a tutte le tendenze estetiche e politiche…”.

Fa un certo effetto vedere accostati in mostra tanti stili diversi, ma non poteva essere diversamente in una collettiva storica di questa portata. Per il pubblico la possibilità di vedere in una unica occasione tante firme illustri che, ognuna con la propria sensibilità artistica, hanno contribuito a realizzare il “risveglio” della nazione dopo la tragedia bellica.

di Aurora Portesio

L’Italia s’è desta: 1945-1953. Arte in Italia nel secondo dopoguerra da De Chirico a Guttuso, da Fontana a Burri
a cura di Claudio Spadoni
dal 13 febbraio al 26 giugno 2011
MAC – Museo d’Arte della città di Ravenna, Via di Roma 13, Ravenna
orari: da martedì a giovedì ore 9-18, venerdì ore 9-21, sabato e domenica ore 9-19

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