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Pensieri liberi/1

By   /   24 May 2011  /   Comments Off

Schizofrenia partenopea; Grimsvotn vulcano dispettoso; la solita solfa di Raiola, tangerines in Championship, balli di gioia.

L’antefatto: un mese fa Mazzarri ha iniziato a mandare messaggi, mai troppo velati, alle altre squadre. Quasi a voler dire: io sono pronto a mollare gli azzurri per sedermi su una panchina diversa. De Laurentiis ha lasciato correre. Silenzio e occhi fissi sul quel contratto con scadenza giugno 2013. La Juventus ha scelto Conte e Mazzarri ha dovuto scoprire il bluff. Marcia indietro e dichiarazioni d’amore al suo Napoli. Ma non tutto si dimentica. Il presidente ha fatto la voce grossa, preso tra la voglia di far vedere al suo mister come si guida una società di calcio e il timore di buttare all’aria il lavoro di due anni. Incassata la disponibilità di Gasperini ha preferito ascoltare Bigon. Poi la pace, “scurdammuce ‘o passato”.

Ancora un vulcano sulla strada del Barcellona. Non è lo stesso che lo scorso anno costrinse i catalani a un lungo viaggio via terra per raggiungere Milano. Grimsvotn potrebbe comunque rendere complicato l’approdo della banda di Guardiola in quel di Londra. Il Barca ha deciso così di accelerare la partenza e già in giornata spiccherò il volo verso Wembley. Corsi e ricorsi storici…

Finito il campionato il calcio non va in vacanza. Inizia la giostra del mercato: regno dell’imprevedibile e dell’imponderabile. Stagione preferita di tifosi sognatori e procuratori affaristi. E subito Mino Raiola ha rubato la scena. Ibra, Balotelli, Hamsik… pezzi da novanta da piazzare, da vendere, trasferire. In nome del dio denaro. Ma i cartellini di questi calciatori a chi appartengono?

Retrocessi per troppa voglia di vincere. È la storia del Blackpool di Ian Holloway. I Tangerines, tornati in Premier dopo 39 anni, sono retrocessi tra la delusione di tutti gli amanti del calcio. Una squadra capace di regalare sprazzi di bel gioco offensivo, paga l’incapacità di gestire, in maniera speculare, alcune situazioni. Sarebbe bastato un punto, un solo punto in più, per garantirsi il miracolo. Se quella striscia di 11 sconfitte consecutive fosse stata colorata da un paio di pareggi…

E alla fine c’è chi balla… il travestimento di Boateng ha suscitato l’invidia di Guidolin che, con la Champions in tasca, si è lasciato andare a una curiosa e sconfusionata esibizione. A chi gli rimproverava la pochezza stilistica ha lanciato la sfida sulle due ruote. Il mister in bici è una freccia.

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