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May , 2013
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E così dopo 38 giornate finisce in archivio anche il Campionato di calcio 2010/2011, il 109° torneo in italia, 79° a girone unico, il primo disegnato a immagine e somiglianza di quello che ormai è il Dio del pallone, ossia la Tv; il primo campionato “spezzatino” con le partite divise in 2 talvolta 3 anticipi al sabato, un anticipo alle 12:30 alla domenica, le restanti partite alle 15 del giorno festivo ed infine il classico posticipo delle 20:45.

Lo scudetto è stato conquistato del Milan, ma oltre ai verdetti ormai “arcinoti” come l’Inter ed il Napoli qualificate alla fase a gironi della Champions League, l’Udinese ai preliminari; le due romane più il Palermo in Europa League; infine Bari, Brescia e Samp in serie B; vanno analizzate le diverse variabili che hanno reso interessante il campionato appena concluso.

I top:

Squadra: Udinese e Napoli.
Il trono forse spetterebbe soltanto ai friulani, ma l’impresa dei partenopei è comunque degna di nota, i bianconeri con un gioco spumeggiante e con una miriade di gol arrivati dai due terminali d’attacco Sanchez e Di Natale hanno conquistato l’accesso nella maggior competizione europea; gli azzurri hanno fatto sognare lo scudetto, per 30 giornate circa, agli amanti del calcio poetico, quelli che sperano ogni anno che la rivelazione arrivi in “paradiso”. Per i bianconeri un bel 9, per i campani 8,5.

Giocatore: Thiago Silva, Di Natale.
Chi crede che il Milan abbia vinto lo scudetto solo grazie all’apporto di Zlatan Ibrahimovic, sbaglia e non poco, per anni il vero problema dei rossoneri è stata proprio la difesa, così “perforabile” e così lenta. Il fenomeno brasiliano ha saputo guidare il reparto arretrato in maniera eccelsa, prendendosi talvolta dei rischi non richiesti, ma che hanno coronato un’annata vissuta da protagonista.
Totò Di Natale meriterebbe una copertina, un uomo prima che un calciatore, che ha saputo dire di no alle lusinghe della Juventus e che con la propria “squadretta operaia”, come l’ha definita Francesco Guidolin, ha bissato il titolo di capocannoniere conquistato 12 mesi fa, facendo sognare una città intera.
Thiago Silva voto 8,5; Totò voto 10.

Allenatore: Mazzarri, Guidolin e Allegri.
I primi due hanno dato un gioco allegro, spumeggiante e spettacolare alle rispettive compagini, meravigliando l’Europa intera. Allegri non ha dato al Milan un bel gioco, ma la macchina rossonera si è dimostrata, almeno nel “bel paese”, maledettamente vincente. Al primo anno è sempre difficile vincere, ma la voglia di sacrificio mostrata da tutto il team meneghino è la fotografia di un tecnico che ha saputo parlare ai 14/15 titolari, ma soprattutto ha reso parte integrante del progetto soprattutto i panchinari fissi.
Allegri voto 9, Mazzarri 8,5, Guidolin 9+.

I Flop:

Squadra: Samp e Juventus.
I liguri retrocedono in serie B solo 12 mesi dopo una fantastica qualificazione alla massima competizione europea. I bianconeri dopo aver iniziato bene la stagione hanno inanellato un’innumerevole serie di sconfitte che hanno consegnato a Chiellini e compagni un pessimo settimo posto. Andrebbero tirate le orecchie alle due dirigenze, ai Garrone per una pessima gestione del mercato e del caso Cassano; agli Agnelli (anche se le colpe probabilmente non sono solo loro) per la pessima gestione dei campi d’allenamento, Vinovo si sa è il vero dramma per gli infortuni muscolari di Del Piero, Krasic, Barzagli e così via. Il progetto del nuovo “Delle Alpi” rende i bianconeri una società d’avanguardia, ma forse un paio d’anni in più al “Comunale” non avrebbero guastato se gli investimenti su Vinovo fossero arrivati.
Samp voto 4 (per non mancare di rispetto ad una gloriosa società come la Doria); Juventus voto 4,5.

Giocatore: Milito.
Che Diego Alberto non potesse bissare la passata stagione si sapeva, troppa perfezione nell’anno del triplete; che i tre seri infortuni per il “Principe” siano stati una mannaia non c’è dubbio, ma 7 gol in stagione sono un bottino più che misero. Dispiace condannare all’insufficienza uno dei veri artefici dell’anno d’oro dell’Inter, ma tra le delusioni della stagione è quello che ha deluso maggiormente. Voto 4.

Allenatore: Cavasin
L’Albertone che fece sognare il Lecce sembra scomparso, quell’uomo composto e responsabile è diventato “spento e rassegnato”, eppure Ranieri prima e Ventura dopo hanno dato due segnali di responsabilità al campionato mica da ridere, ma Cavasin affonda insieme alla Samp, non prova neanche a tappare il buco dal quale entra l’acqua, è così, triste e in balia di un destino che già vuol scrivere 5 giornate prima del termine quando afferma “sarà difficile salvarsi”. Dispiace ma al tecnico trevigiano va un 2.

di Marco De Palo

(maggio - 23 - 2011)

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