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Alessia in Cosplayland

By   /   20 Maggio 2011  /   Commenti disabilitati su Alessia in Cosplayland

Tante volte leggendo i reportage delle fiere e i commenti dei forum fumettistici si parla di cosplayer.
I cosplayer sono quei ragazzi e ragazze che si travestono da personaggi di fantasia (cinema, fumetti, serie tv) e  partecipano alle fiere per sfoggiare e gareggiare  per determinare quale sia il miglior costume che  spesso viene realizzato artigianalmente.
Bisogna dire che i cosplayer sono solitamente visti con “sospetto” dai partecipanti alle fiere e da chi gestisce gli stand commerciali in quanto poco interessati a fare acquisti ed “ingombranti” per via dei costumi spesso monumentali.
Ma perché iniziare la recensione di un libro parlando dei cosplayer?
Semplice perché il libro di oggi parla di questo, e ne parla in una maniera nuova.
La protagonista del libro è Alessia Mainardi, giovane sportiva, un po’ timida ma piena di gioia di vivere. Purtroppo la vita di Alessia viene sconvolta dalla notizia di essere affetta da un brutto male, uno di quelli che più che una malattia sembra una vera e propria spada di Damocle. La malattia in questione è genetica e si chiama Atassia di Friedreich. Il destino di Alessia sembra segnato: una lenta degenerazione la porterà su di una sedia a rotelle senza il minimo controllo del proprio corpo. Ovviamente la reazione dell’autrice è stata una forte depressione e nulla sembrava in grado di portarla fuori da quel tunnel senza uscita.
 
La svolta nella vita di Alessia arriva con un film, I pirati dei Caraibi, in cui Johnny Depp interpreta il Capitano Sparrow. Come può essere che un film d’avventura abbia rappresentato la salvezza di una ragazza? Semplice: Alessia iniziava a mostrare i primi effetti della malattia, e la sua andatura “sbilenca” la metteva molto a disagio, ma il vedere lo scaltro Capitano Sparrow camminare come lei l’ha rinfrancata, facendole cambiare idea e mentalità sulla sua condizione.
La passione di Alessia per i fumetti l’ha portata a cercare delle community online dove poter conversare virtualmente con altri dei suoi eroi, e questo l’ha fatta avvicinare alle fiere dei fumetti e quindi al fenomeno cosplay.
Dopo i primi tentativi con costumi “facili” Alessia iniziò ad osare costumi sempre più complessi e a frequentare tantissime fiere in tutta Italia.
Insomma questo hobby che potrebbe sembrare “infantile” ed inutile agli occhi di molti dei frequentatori delle fiere è stato per Alessia una salvezza, un nuovo modo per affrontare la malattia e la vita, anche perché il fatto di sforzarsi e fare movimento è un ottimo modo per frenare la malattia; insomma, se non avesse trovato il cosplay e fosse rimasta chiusa in casa il suo male l’avrebbe sopraffatta in  breve tempo.
Questo libro, non è solo la storia di Alessia ma è soprattutto un nuovo capitolo della sua vita; dopo essere rinata tramite il cosplay la sua crescita è continuata con questo libro e con la serie di romanzi fantasy Avelion.
 
Concludendo, un libro a tratti toccante, ben realizzato e cosa importante auto-prodotto. Un volume che ci racconta la storia di come una ragazza sull’orlo del baratro si sia riuscita a rialzare, di come un’attività criticata da molti sia stata invece un ottimo veicolo per Alessia  e della sua fantasia  che una volta scatenata non si è più fermata.
Insomma un libro da leggere, e anche da guardare in modo da rendersi conto della bravura di Alessia (e della Nonna Betty) nel realizzare i costumi.
Inoltre il ricavato del libro verrà devoluto per la lotta alle malattie genetiche, quindi muovetevi ed ordinatelo!
Ecco il sito dove poter ordinare il volume: www.ryukicosplay.com/index.php
di Ruffino Renato Umberto
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