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Gli scatti di Mario Schifano

By   /   9 Maggio 2011  /   Commenti disabilitati su Gli scatti di Mario Schifano

Mario Schifano (Homs, Libia 1934 – Roma 1998) è stato un artista molto creativo ed è oggi annoverato tra le figure maggiormente innovative del panorama artistico della seconda metà del XX secolo. A lui è dedicata la mostra “Laboratorio Schifano” presso il MACRO la cui apertura al pubblico è stata recentemente prorogata sino al 12 giugno.

L’intento dei curatori, Luca Massimo Barbero e Francesca Pola, che hanno allestito l’evento unitamente all’Archivio Mario Schifano (nato nel 2003 per volontà degli eredi), è stato quello di ricostruire idealmente il percorso creativo di uno dei primi artisti autenticamente multimediali. È nota infatti l’inarrestabile esigenza del maestro di catturare una serie infinita di immagini, sia fotografiche che ricavate dalla televisione, per poi dedicarsi ad una rielaborazione delle stesse nel tentativo di sperimentare continuamente segni e colori finalizzati alla sua produzione pittorica.

Ecco quindi esposte una serie di oltre duemila memorie iconografiche inedite degli anni Ottanta e Novanta: scatti effettuati da Schifano con la Polaroid, fotografie e fotocopie a colori e collage che l’artista usava manipolare e dipingere con tecniche miste insieme ad altre immagini tratte da giornali. Spesso si trattava di opere compiute ma da interpretare anche come appunti di lavoro per la creazione di dipinti di più grande formato. Questo era il laboratorio Schifano, ovvero la sua bottega d’artista.

Schifano, appassionato studioso di nuove tecniche pittoriche, era quasi ossessionato dalla necessità di ricercare continuamente nuove immagini per poi tramutarle appunto in opere. Si trattava spesso di immagini forti, talvolta anche violente. La sua grande capacità di esprimersi proprio attraverso le immagini gli consentì anche di dare vita in qualità di regista cinematografico ad un’importante filmografia che oggi lo vede consacrato a pieno titolo tra i registi dell’underground italiano.

In effetti Schifano amò molto il cinema, pur definendosi sempre un pittore, proprio per le straordinarie possibilità espressive della pellicola rispetto alla tela dipinta. Come fonte di immagini Schifano usava circondarsi di molti televisori sintonizzati su canali diversi. Le immagini che più lo colpivano venivano da lui fotografate o registrate con una videocamera.

Da questo caratteristico spaccato della personalità di Mario Schifano si evince l’importanza della mostra allestita al MACRO. Grazie alla serie di documenti originali esposti, appartenenti al suo “laboratorio”, si può meglio interpretare il suo modo di essere artista proprio attraverso la capillare ricerca di immagini, poi tradotta in una creativa produzione artistica caratterizzata da una grande abilità nel dosare i colori. Il suo amico Achille Bonito Oliva ebbe a definire la sua pittura limpida e luminosa, tipicamente mediterranea”.

Per il pubblico l’occasione è propizia sia per lasciarsi coinvolgere nell’interessante percorso artistico di Schifano che per conoscere più da vicino un personaggio dal carattere per certi versi  difficile e discutibile. Nella sua vita infatti il maestro fu anche rinchiuso in carcere a seguito dell’uso di oppiacei e nell’occasione fu difeso dal suo grande amico letterato Alberto Moravia, il quale ebbe a sostenere che l’uso di droghe era in qualche modo legato all’essenza propria dell’artista e alla necessità di fuggire dalla realtà quotidiana per scoprire un nuovo mondo. Un mondo ovviamente immaginario.

Laboratorio Schifano
a cura di Luca Massimo Barbero e Francesca Pola in collaborazione con l’Archivio Mario Schifano
dal 26 ottobre 2010 al 12 giugno 2011  
MACRO, Via Reggio Emilia 54, Roma
orari: da martedì a domenica ore 11-22

di Aurora Portesio

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