A siglare la fine dei contrasti tra Fatah e Hamas è l’accordo di riconciliazione firmato dalle fazioni palestinesi riunite al Cairo che prevede la formazione di un governo tecnico per preparare elezioni presidenziali e politiche che si terranno contemporaneamente entro un anno. Alla cerimonia hanno partecipato anche il Ministro degli Esteri egiziano Nabil el Arabi che ha mediato l’intesa, il Segretario generale della Lega araba Amr Moussa, rappresentanti di vari Paesi arabi e tre deputati arabo israeliani (Palestinesi con cittadinanza israeliana).
Tuttavia, le posizioni riguardo all’intesa raggiunta si scontrano. Per alcuni la riconciliazione tra Fatah e Hamas rappresenta un duro colpo per la pace con Israele i cui negoziati di pace sono di nuova nella fase di stallo. Per altri invece, la fine della divisione tra le due fazioni rappresenterebbe un nuovo punto dalla quale partire.
I contenuti dell’intesa erano stati annunciati il 27 aprile al Cairo, dopo un anno e mezzo di trattative fallite fra al Fatah e Hamas. Accordo che è stato duramente criticato da Israele che vede in tutto ciò un rafforzamento di Hamas, considerata un’organizzazione terroristica dallo Stato ebraico. Per il Premier israeliano Benjamin Netanyahu, il patto di unità palestinese tra Hamas e Fatah è “un duro colpo per la pace e una grande vittoria per il terrorismo”.
Israele ha annunciato la sospensione di un trasferimento di fondi all’Autorità nazionale palestinese (Anp) a seguito dell’annuncio dell’accordo di riconciliazione tra il movimento al Fatah del presidente Abu Mazen e Hamas. “I responsabili palestinesi devono dimostrare che questi fondi non alimenteranno una cassa comune nel governo che vogliono formare con Hamas”, ha informato il Ministro delle Finanze israelinao Steinitz.
Anche gli Stati Uniti ritiene Hamas un’organizzazione terroristica e minaccia di riesaminare la politica di aiuto all’Anp se dovesse nascere un governo espressione dalla riconciliazione Fatah/Hamas. Il ministro degli Esteri egiziano Nabil al-Arabi ha invitato gli Stati Uniti a riconoscere uno stato palestinese e avviare così i negoziati di pace.
Reazione del tutto diversa da parte dell’Unione Europea: “la riconciliazione tra Hamas e Fatah può essere un’opportunità per il processo di pace israelo palestinese”. A dirlo è stata una portavoce della Commissione Europea, precisando di non avere ancora a disposizione il testo integrale dell’accordo firmato ieri al Cairo. “Speriamo che il nuovo governo si impegni alla non violenza -ha detto- bisogna studiare l’accordo e giudicheremo il governo dai fatti e dall’attuazione degli impegni assunti con l’intesa”.
Intanto la popolazione palestinese è scesa in strada nei Territori, senza distinzione di partito, per celebrare l’ ‘accordo di riconciliazionè suggellato al Cairo. Raduni e manifestazioni sono avvenuti anche in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.
di Elisa Cassinelli




