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Archive for maggio, 2011

Arrestato il killer della giornalista Anna Politkovskaya

Posted by Elisa Cassinelli On maggio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Dopo cinque anni è stato arrestato Rustam Makhmudov, presunto omicida della giornalista russa Anna Politkovskaya, uccisa a colpi di pistola il 7 ottobre del 2006  nel palazzo dove abitava, in pieno centro a Mosca. Lo ha riferito Saisakhmet Arsamerzayev, l’avvocato della famiglia dell’uomo.

L’uomo era da tempo indicato dagli inquirenti come il colpevole di un omicidio che per anni è rimasto senza colpevoli e soprattutto senza mandanti. Makhmudov verrà  trasferito a breve a Mosca per gli interrogatori secondo quanto ha reso noto il portavoce del Comitato investigativo russo, Vladimir Markin.

Sergei Sokolov, vicedirettore di Novaia Gazeta, il giornale per cui lavorava Anna Politkovskaya, spera che l’arresto del suo presunto omicida possa consentire agli investigatori di identificare altre possibili persone inplicate nell’assasinio e far luce sulla verità: “L’arresto offre una buona possibilità di identificare un gran numero di persone coinvolte in questa vicenda” ha osservato.

Dello stesso parere è l’avvocato della famiglia Politkovskaya, Anna Stavitskaya: “il crimine non verrà  risolto finchè  i mandanti non saranno trovati e puniti” ha detto.

Tuttavia la questione è ancora lontana dall’essere risolta. Anche se Makhmudov è stato indicato come l’assasino mancano i nome dei possibili mandanti che si presume abbiano organzizzato l’omicidio. Il figlio della giornalista ha infatti detto che “anche se il procedimento stabilirà che fu lui ad assassinarla, non sapremo mai il nome di chi ha commissionato il delitto”.

Anna Politkovskaya era  una giornalista nota per il suo impegno nella lotta per i diritti umani, per i reportage dalla Cecenia e per essersi opposta all’ex presidente Vladimir Putin e al leader ceceno Ramzan Kadyrov. Scriveva per Novaja Gazeta, quotidiano russo liberale, condannando apertamente esercito e governo per non rispettare i diritti civili sia in Russia sia in Cecenia.

Dopo l’omicidio, l’allora presidente Vladimir Putin aveva detto che la Politkovskaya aveva sull’opinione pubblica un’influenza “estremamente insignificante” e che la sua morte era un danno prima di tutto per il potere in Russia e in Cecenia. Un potere che la giornalista criticava in modo coraggioso: la sua morte è stata da molti considerata una vera e propria esecuzione portata a termine proprio in virtù delle numerose denuncie che aveva fatto senza mai sottrarsi alla verità. Tutto questo ha provocato negli anni una grande mobilitazione a livello mondiale per cercare di capire quali fossero le reali circostanze dell’omicidio della Politkovskaia.

Ma questo non è l’unico caso: raccontare la verità a volte può essere rischioso soprattutto quando si portano alla luce fatti scomodi. Un’altra giornalista di Novaja Gazeta era stata uccisa, Anastasia Baburova, facendo da scudo umano all’avvocato per i diritti civili in Russia Stanislav Markelov. Il duplice omicidio avviene in pieno centro, in una fredda giornata di gennaio. Ed anch’esso è ancora senza un colpevole. Nel luglio del 2009 anche Natalya Estemirova, amica di Anna Politkovskaya e come lei impegnata per la difesa dei diritti umani nel Caucaso del Nord, è stata uccisa dopo essere stata rapita in Cecenia.

di Elisa Cassinelli

Aumentano i casi di cetriolo killer

Posted by Vito DiVentura On maggio - 31 - 2011 1 COMMENT

I decessi a causa dell’infezione provocata dal cetriolo aumentano e la tendenza è che nei prossimi giorni aumenteranno ancora. In Germania sono morte 14 persone mentre centinaia sono ricoverate.

Speriamo che il numero dei casi scenda, ma, purtroppo, temiamo che non sarà così”, questo è quanto ha affermato il professore Oliver Grieve del Centro Medico Universitario di Schleswig-Holstein, dove si sono avuti numerosi casi di infezione.

A quanto pare la causa sono i cetrioli provenienti dalla Spagna, anche se gli Spagnoli smentiscono dicendo che non è ancora chiaro quando e dove i cetrioli siano stati contaminati. In quanto al batterio, si tratta di una variante rara e aggressiva dell’Escherichia Coli 0104, responsabile di trasmettere una tossina che, dall’intestino, attraverso il sangue, arriva ai reni provocando la sindrome emolitico uremica. I sintomi sono febbre e diarrea, che presto diventa emorragica con dolori addominali, che può degenerare in insufficienza renale acuta. Il batterio è resistente agli antibiotici e, quindi, al momento non si conosce la cura precisa.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità descrive l’epidemia “molto ampia e difficile” ed ha sollecitato gli Stati a lavorare insieme per trovare le cause della contaminazione. L’istituto nazionale delle malattie Tedesco, il  Robert Koch Institute (RKI), ha confermato 329 casi in tutto il Paese, mentre altri rapporti parlano di 1.200 casi.

Le autorità Svedesi dicono di avere 36 casi sospetti, tutti legati a persone che hanno compiuto viaggi nel nord della Germania. Casi sono stati riportati in Svizzera, Danimarca, Olanda e Gran Bretagna.

Si sospetta che l’infezione abbia seguito il tragitto di alcuni cetrioli esportati dalla Germania in Spagna e in altre nazioni europee, oppure esportati successivamente dalla Spagna nelle altre nazioni. Il Ministro Spagnolo per l’Agricoltura, Rosa Aguillar, ha negato che la colpa sia da addebitare ai cetrioli spagnoli, non solo, ma che la Spagna verificherà gli eventuali danni di immagine provocati da queste dicerie ed ha invitato invece la Germania a condurre un’approfondita indagine. La Germania, da parte sua, ha avvertito i cittadini a non mangiare cetrioli, pomodori e lattuga, e che l’epidemia potrebbe estendersi.

Secondo un portavoce dell’Unione europea, sono risultati contaminati i cetrioli provenienti da Almeria e Malaga. Ad ogni buon conto, molte Nazioni, tra cui la Russia, la Repubblica Ceca, la Francia, l’Austria, il Belgio e la Danimarca hanno vietato le importazioni e la vendita di cetrioli, pomodori e lattughe.

Stranamente all’appello manca l’Italia!

di Vito Di Ventura

Seria A. Cantù stende Milano in gara 1

Posted by Andrea Centenari On maggio - 31 - 2011 Commenti disabilitati

Con un autentico capolavoro difensivo, la Bennet Cantù si aggiudica gara 1 delle semifinali di questi playoff 2010/2011 con l’Armani Jeans Milano.
I ragazzi di coach Trinchieri si sono imposti con il punteggio di 62-48, costringendo Milano alla peggior prestazione offensiva stagionale.

Fin dal primo quarto è Cantù a dettare il ritmo scatenandosi con un parziale di 11-2, grazie soprattutto alle iniziative di Green (10 punti, 7 rimbalzi e 5 assist).

Alla prima pausa, la Bennet è già avanti di 11 punti ma, nonostante un attacco abulico, l’Armani Jeans riesce ad andare all’intervallo lungo con soli 5 punti da recuperare (34-29).

Nel secondo tempo continuano i problemi offensivi di Milano che riesce a mettere insieme la miseria di 19 punti con un pessimo 5/22 al tiro.
Dall’altra parte, invece, Mazzarino (16 punti con 4/6 da tre) continua a bucare la retina con le sue triple consegnando la doppia cifra di vantaggio ai suoi.

L’AJ riesce, comunque, a rimanere in partita grazie ai canestri di Greer (12 punti) ma è una tripla di Markoshvili a poco più di un minuto dalla sirena finale a spegnere ogni velleità di rimonta dei biancorossi di coach Dan Peterson.

A fine partita, coach Trinchieri rende merito alla difesa canturina. Il 70% del successo arriva da lì. I ragazzi sono stati davvero bravi per attenzione, concentrazione e per la fisicità con cui hanno giocato. Abbiamo cercato di prepararci a dover marcare Hawkins, Jaaber, Mancinelli, Eze, tutti giocatori di grande fisicità e la chiave è stato rispondere con le stesse armi”.
“Quello che mi dà serenità nel preparare la seconda partita è che abbiamo sbagliato molti tiri da tre punti davvero ben costruiti. La qualità del nostro attacco infatti mi lascia dormire sonni tranquilli anche se abbiamo realizzato solo 62 punti in casa. Nei playoff poi le squadre che difendono sono quelle che resistono meglio”
conclude Trinchieri.

Dall’altra parte, Dan Peterson pensa già a gara 2: “Complimenti a Cantù, ma noi ci siamo rovinati con le nostre mani: Jaaber non ha segnato, Karl nemmeno, abbiamo tirato con il 35% dal campo. Abbiamo perso la lotta ai rimbalzi, distribuito solamente 9 assist. Non sono schiavo delle statistiche, ma queste sono cifre che parlano chiaro. Sappiamo che la difesa di Cantù è brava a chiudersi nell’area dei tre secondi e se tu cerchi di sbattere la testa con penetrazioni perdi palla o fai sfondamento. Non abbiamo mai eseguito uno schema contro la difesa schierata”.

di Andrea Centenari
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foto: calciosport24.it

XV 10000m European Cup, Oslo 4 giugno 2011

Posted by Armida Tondo On maggio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Pochi giorni ancora e poi tutti pronti per la XV edizione dei 10000m European Cup a Oslo il 4 giugno, che avrà luogo presso il famoso stadio Bislett, che negli anni ha dimostrato di essere all’altezza della competizione.

Gli atleti provenienti da tutta Europa si daranno battaglia nei corridori di lunga distanza, le gare saranno effettuate in modo separato e in aggiunta agli onori individuali, in palio in questa edizione ci sono anche le medaglie d’oro di squadra in gioco con la Francia e il Portogallo.

Gli azzurri guidati dal tecnico delle squadre nazionali Francesco Uguagliati,  ha ufficializzato l’elenco degli atleti convocati per la prossima Coppa Europa, in programma ad Oslo (NOR) il prossimo week end. Per la quindicesima edizione dell’evento continentale sono stati chiamati a vestire la maglia azzurra sette atleti, un uomo e sei donne.

 

Ecco la lista resa nota alla stampa: Francesco Bona (Aeronautica), Rosaria Console  (Fiamme Gialle), Nadia Ejjafini (Runner Team 99), Federica Dal Ri (Esercito), Elena Romagnolo (Esercito), Laila Soufyane (Esercito/Studentesca CaRiRi), Silvia Weissteiner (Forestale).

di Armida Tondo

Coppa del Mondo di canottaggio

Posted by Armida Tondo On maggio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Non poteva non brillare Lorenzo Carboncini, atleta delle Fiamme Oro di Sabaudia, toscano, che ha Monaco di Baviera ha ottenuto il miglior risultato in questa tappa di Coppa del Mondo per l’Italia. Il toscano in coppia con Niccolò Mornati, del Circolo Aniene, ha conquistato la medaglia d’argento nella categoria del due senza, al termine di una gara combattuta che alla fine vede prevalere la Gran Bretagna sugli azzurri, bravissimi negli ultimi 500 metri a tenere bene a distanza il temibile armo greco dei fratelli Gkountoulas.

Non dobbiamo scordarci che i due nel 2010 vinsero l’argento europeo e giunto quarto ai Mondiale e dopo il risultato di Monaco pare si stia candidando a diventare la barca di punta delle prossime competizioni, che vede il primo impegno con la gara di Lucerna.

Altri appartenenti al gruppo sportivo delle Fiamme Oro hanno portato in alto il tricolore, Armando Dell’Aquila e Luca De Maria, nel due senza pesi leggeri nei 2 mila metri, ha vinto la medaglia di bronzo, l’equipaggio in questione è allenato dal tecnico, nonché campione olimpico Valter Molea. In realtà l’Italia è stata ben rappresentata dai ragazzi del comandante Elmo Santini, per i risultati conseguiti ottenendo i migliori piazzamenti rispetto a tutta la Nazionale Italiana.

Gli atleti sabaudiani di adozione saranno impegnati nei Campionati Italiani Assoluti di Canottaggio, che si svolgeranno a Ravenna il prossimo 18 e 19 giugno  2011 e in seguito la terza Prova di Coppa del Mondo di Lucerna dove si potranno avere nuove indicazioni in vista dei Campionati Mondiali che si svolgeranno a Bled (Slo) il quattro settembre 2011 valevoli quali prove qualificative per le Olimpiadi di Londra 2012.

Fuori dalla finale A il quattro di coppia di Matteo Stefanini, Fiamme Gialle, impegnato con i compagni di società Simone Raineri e Simone Venier e con Paolo Perino. Il quadruplo azzurro è ottavo, secondo in finale B, dietro la Slovenia, ma anche in questo caso era lecito attendersi di più da una barca vicecampione del Mondo, pur orfana di Luca Agamennoni, diciottesimo sul doppio riserva gareggiante con il padovano Rossano Galtarossa, per infortunio.

Il canottaggio rosa con la pisana Eleonora Trivella, impegnata in una specialità difficile come il singolo PL femminile, è quattordicesima, risultato imitato dal fiorentino Umberto Patermo sul singolo Adaptive AS, voga solo braccia, specialità dove l’altro fiorentino Fabrizio Caselli è dodicesimo.

 di Armida Tondo

La “diva” Tamara al Vittoriano

Posted by Aurora Portesio On maggio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Di scena al Complesso Monumentale del Vittoriano la mostra “Tamara de Lempicka. La regina del moderno” curata da Gioia Mori. L’evento, che sarà fruibile fino al 3 luglio, è dedicato alla “diva” Tamara, importante artista di origine polacca (Varsavia 1898 – Cuernavaca 1980), pittrice cosmopolita ed autentica icona dell’Art Déco.

L’artista ha creato opere che sono diventate il simbolo di un’epoca, in particolare gli anni Venti e Trenta, di cui è stata brillante interprete. I soggetti dei suoi quadri sono spesso donne eleganti e sofisticate, rappresentate all’insegna della modernità e dell’emancipazione femminile.

La pittrice, di cui in realtà non è certa né la data né il luogo di nascita e il cui vero nome era Tamara Rosalia Gurwik-Górska, raggiunse presto la fama di donna fatale, frequentando la vita mondana europea di cui diventò protagonista assoluta per eccentricità. Viaggiò molto coltivando la propria passione per l’arte e conobbe diverse persone importanti dell’epoca tra cui Gabriele D’Annunzio. Si confrontò con le opere di maestri come Pontormo, Bronzino e Ingres, entrando in contatto con il clima culturale cubista e futurista.

La curatrice, tra i principali conoscitori della de Lempicka, nell’occasione ha voluto presentare una ricca carrellata di opere (90 dipinti e 30 disegni) poste in raffronto diretto con 13 lavori di artisti polacchi contemporanei che Tamara frequentò in Francia e a Varsavia. Sono state inoltre valorizzate recenti ricerche sulla storia di alcuni dipinti che hanno consentito tra l’altro di documentare il legame, in precedenza non noto, con il futurista Prampolini. L’esposizione è completata da una cinquantina di fotografie della pittrice, di cui alcune inedite, che la ritraggono sempre in pose da diva del cinema degli anni Trenta.

Le opere della de Lempicka, che ebbe come maestri Maurice Denis e André Lhote, sono figlie della persona che le ha create. I personaggi raffigurati, inseriti in un contesto di geometrie spaziali, risultano infatti sofisticati, caratterizzati dalle ombre piatte e dagli sguardi sensuali e trasgressivi nonché da un’innata eleganza. La gamma dei colori è limitata e l’uso frequente dei grigi regala ai volti una durezza quasi marmorea.

Oggi, tra i maggiori collezionisti delle sue opere, figurano personaggi del mondo dello spettacolo come Madonna e l’attore e regista americano Jack Nicholson, dalla cui collezione personale provengono alcune delle opere visibili al Vittoriano. Tra le particolarità esposte figura “Portrtait de Madame P.”, dipinto di recente ritrovato e in precedenza considerato irrimediabilmente perduto (se ne conservava memoria solo attraverso un’antica fotografia in bianco e nero).

Tra i dipinti dell’artista più noti al pubblico, da citare: “Il bacio” del 1922, “Autoritratto” del 1925, “Kizette in rosa” del 1926, “Il telefono” e “Giovane fanciulla con i guanti” del 1930, oltre alla lunga serie di ritratti ed ai nudi. Tutte opere in cui si nota l’abilità artistica di Tamara de Lempicka che, pur influenzata da varie tendenze artistiche, riuscì a costruire uno stile del tutto personale, moderno ed estremamente accattivante. Per il pubblico romano una ghiotta occasione per ammirare opere di sicuro impatto visivo, e di rinverdire i fasti di un personaggio femminile che fece epoca.

“Tamara de Lempicka. La regina del moderno”
a cura di Gioia Mori
dall’11 marzo al 3 luglio 2011
Complesso Monumentale del Vittoriano, Via San Pietro in Carcere, Roma
orari: da lunedì a giovedì ore 9,30-19,30; venerdì e sabato ore 9,30-22,30; domenica ore 9,30-20,30

di Aurora Portesio

Trionfo di Alessandro Zanardi, Fabrizio Macchi e Vittorio Podestà

Posted by Armida Tondo On maggio - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Ottimi risultati per il Barilla Blu Team nel percorso di qualificazione verso i Giochi Olimpici di Londra per i campioni Alessandro Zanardi, Fabrizio Macchi e Vittorio Podestà, che sono stati protagonisti della terza edizione del Piacenza Paracycling, gara internazionale di paraciclismo svoltasi nel week end nel piacentino.

I tre sono stati impegnati sia nelle prove a cronometro, che in quelle su strada, i entrambi gli atleti hanno vinto la classifica generale di categoria, grazie agli ottimi piazzamenti ottenuti nelle prove individuali. Nella categoria H4 Alessandro Zanardi, con un primo e terzo posto, si è messo alle spalle gli olandesi Jetze Plat e Johan Reekers; mentre nella categoria C2 Fabrizio Macchi con due vittorie ha prevalso nettamente sullo spagnolo Maurice Eckhard Tio e sul ceco Michail Stark mentre nella categoria H2 Vittorio Podestà, che è arrivato terzo nella prova su strada e primo in quella a cronometro, ha avuto la meglio sullo svizzero Lukas Weber e sul connazionale Paolo Cecchetto.

Splendida doppietta, quindi, per Fabrizio Macchi che ha dimostrato di essere in grandissima forma, aggiudicandosi sia la prova su strada, che quella a cronometro. “Sono molto soddisfatto!  È la seconda volta che vinco nella prova su strada, una specialità a me non molto migliore e oggi nel cronometro è andato molto forte: ho tenuto una media di 45 km/h, provando ottime sensazioni. La mia condizione migliora di gara in gara e questo mi dà molta fiducia”.

Gioie e dolori, invece, per Alessandro Zanardi. Dopo aver brillantemente vinto la gara su strada di ieri davanti agli olandesi Jetze Plat e Johan Reekers, la prova a cronometro di questa mattina è stata condizionata dalla penalità cronometrica di 38” inflitta dalla giuria sportiva. Dopo aver tagliato il traguardo in testa, Alex si è visto declassare dal primo al terzo posto a causa di una motocicletta che lo avrebbe avvicinato troppo durante la gara, creandogli una scia che lo ha avvantaggiato. “Sono stato punito per un errore che, a mio avviso, è solo frutto della mia inesperienza. Non sono stato così lucido da capire che quella moto così vicina mi avrebbe creato tutti questi problemi. Sono contento comunque che, malgrado tutto, la penalità cronometrica e il declassamento non hanno influito sulla classifica generale. Nel mio cammino verso Londra 2012 questi punti sono per me molto importanti”.

Rivincita di Vittorio Podestà su Lukas Weber, lo svizzero che due settimane fa a Sydney aveva dominato le prime prove di Coppa del Mondo. “La gara su strada non era adatta alle mie caratteristiche, per cui ieri ho preferito aiutare il mio amico e compagno di nazionale Paolo Cecchetto. Abbiamo fatto gioco di squadra, ho tirato per quasi tutta la gara lasciando riposare Paolo, il quale ha poi indovinato la volata finale vincendo davanti allo svizzero e a me. Oggi invece era la mia gara. La cronometro è la mia specialità, sono andato fortissimo, staccando di 8 secondi l’elvetico. Ho tenuto una media di 42 km/h ma la grande soddisfazione è quella di aver vinto la classifica generale”.

Dopo questi ottimi risultati l’obiettivo di Londra 2012 appare più vicino per i tre atleti, e Barilla è al loro fianco perché crede nei sogni e nella possibilità di realizzarli con costanza e impegno. Su www.shareyourdream.it è possibile seguire il cammino del Barilla Blu Team verso il sogno olimpico.

di Armida Tondo

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