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Siria: in arrivo sanzioni Usa e Ue

By   /   30 aprile 2011  /   Commenti disabilitati

Sale la tensione in Siria dove, oggi pomeriggio, si temono nuove proteste e scontri nel corso dei funerali delle decine di vittime del ”venerdì della collera”,  proteste che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di siriani in tutto il Paese e dove almeno 62 persone sono morte.

Il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha chiesto al Presidente siriano Bashar al Assad di far cessare immediatamente le violenze e le “azioni deplorevoli che il governo siriano sta lanciato contro il suo popolo”: un appello ad accogliere le legittime aspirazioni dei siriani.
Intanto ieri l’amministrazione Usa ha approvato sanzioni economiche contro vari dirigenti e organi del regime siriano, tra cui Maher al Assad, il fratello minore del presidente Bashar e Atif Najib, ex leader della sicurezza di Daraa. Il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha invece votato una risoluzione che prevede l’invio urgente in Siria di una missione incaricata di indagare sulle violazioni dei diritti umani.

Anche l’Unione europea avrebbe raggiunto un accordo su un pacchetto di sanzioni da adottare nei confronti della Siria.  Secondo quanto riferiscono alcune fonti diplomatiche, l’intesa raggiunta prevede l’embargo sulle armi e attrezzature utilizzabili per reprimere la popolazione, il congelamento dei beni e la negazione del visto Ue per i responsabili delle violenze. Gli esperti redigeranno inoltre un elenco delle persone appartenenti al governo responsabili delle repressioni che saranno dunque sottoposte a a queste sanzioni.

L’Ue avrebbe poi deciso di congelare il negoziato sull’accordo di associazione tra l’Unione e la Siria e di riesaminare tutte le attività di cooperazione con il governo di Damasco, senza però toccare quelle di diretto interesse per la popolazione. L’obiettivo è quello di spingere il governo di Damasco a cambiare linea ed avviare il dialogo con le forze del’opposizione.

La diplomazia internazionale sta cercando in ogni modo di costringere Assad alla resa. Tuttavia la forte repressione del regime siriano sembra non arrestarsi. Le forze governative sono state accusate di avere aperto il fuoco sulla folla, in particolare a Daraa, dove migliaia di civili erano accorsi dai villaggi vicini per fornire il proprio contributo e prodotti di prima necessità ai residenti locali.

Inoltre, gli omicidi e le torture di cui si sono rese responsabili le forze di sicurezza siriane, in quello che si potrebbe definire come un massiccio e sistematico attacco contro la popolazione civile, potrebbero configurarsi secondo Amnesty International come crimine contro l’umanità.

di Elisa Cassinelli

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