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Scoperto il gene dell’omosessualità maschile

By   /   27 Aprile 2011  /   Commenti disabilitati su Scoperto il gene dell’omosessualità maschile

Voglio condividere con voi una notizia di qualche giorno fa, che ho letto sulla nota rivista scientifica Nature. Una notizia che potrebbe dare moltissime risposte all’omossessualità.

L’Istituto Nazionale di Scienze Biologiche di Pechino ha condotto una ricerca sul gene dell’omosessualità: il risultato di questa ricerca è destinato a far discutere il mondo della scienza e della società. A rendere pubblica la scoperta ci ha pensato la nota rivista scientifica Nature.

Lo studio si basa su esperimenti applicati ai topi e la scoperta di questo neurotrasmettitore sarebbe la “chiave” dell’orientamento sessuale: si tratta della serotonina, e secondo i ricercatori cinesi, se si elimina il gene che regola la sua produzione, i gusti sessuali cambiano.

Con molta cautela gli scienziati hanno subito precisato che non al momento non c’è la certezza che si possa estendere questi risultati anche gli uomini; di certo la ricerca ha suscitato interesse perché ha rivelato come, una volta eliminata la serotonina, i topi maschi che prima si avvicinavano alle femmine per l’accoppiamento, senza quel neurotrasmettitore hanno cominciato a rispondere al richiamo di altri esemplari del loro stesso sesso.

A capo di questo gruppo di ricercatori c’è lo scienziato Yi Rao, che, con i suoi collaboratori, ha scoperto che una volta eliminata la serotonina, l’animale maschio è attirato dallo stesso sesso; ma la cosa interessante è che la preferenza per le femmine può essere “ripristinata” iniettando serotonina nel cervello degli animali. Dopo solo trentacinque minuti dall’iniezione, i comportamenti sessuali ritornano a essere “normali”.

Nel portare a termine i test su alcuni topi geneticamente modificati, i ricercatori hanno tolto il gene che controlla la produzione di serotonina, osservando un radicale cambiamento nell’atteggiamento degli animali. Se prima della manipolazione i roditori corteggiavano naturalmente solo le femmine, evitando apertamente l’odore degli altri pretendenti maschili, una volta ”oscurata” la produzione dell’ormone hanno ”snobbato” le femmine, ma non i maschi.

Se un esemplare era introdotto nella loro gabbietta, iniziavano il rituale del corteggiamento con squittii e vocalizzi, tentando l’accoppiamento con l’altro maschio. Inoltre, trentacinque minuti dopo un’iniezione di serotonina, è stato notato come i comportamenti sessuali nei topi siano cambiati tanto da riportarli a corteggiare il gentil sesso.

Nessuno pensava che la serotonina potesse essere coinvolta nelle preferenze sessuali”, ha detto Zhou-Feng Chen della Washington University School of Medicine di St. Louis, collaboratore dello studio.

Nota anche come “ormone del buonumore”, la serotonina è un neurotrasmettitore cerebrale cui sono collegati vari comportamenti concernenti l’alimentazione, al sonno e all’aggressività. Regola anche molti processi cognitivi, tra cui l’umore.

Questa potrebbe essere la scoperta del secolo e darebbe tante risposte a chi sino a oggi si è chiesto il perché dell’attrazione sessuale verso il proprio simile e forse la possibilità per chi volesse di tornare all’attrazione verso il “gentil sesso”.

di Armida Tondo

 

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