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Intervista a Giuseppe Di Bernardo

By   /   19 Aprile 2011  /   Commenti disabilitati su Intervista a Giuseppe Di Bernardo

Giuseppe Di Bernardo, sceneggiatore e disegnatore di fumetti, vanta tra i suoi lavori serie storiche come Diabolik e serie di successo come Cornelio, L’Insonne e ultimo ma non meno importante The Secret.

Ciao Giuseppe, raccontaci i tuoi esordi nel campo del fumetto e quali sono gli autori che ti hanno fatto innamorare del fumetto ed ispirato.

Come la maggior parte dei disegnatori ho iniziato a scarabocchiare in tenera età, Prima sulle pareti di casa poi su supporti più consoni. Ho pensato seriamente di fare fumetti alla fine degli anni ottanta  per poi nel ’93 frequentare la Scuola Internazionale di Firenze che aveva appena aperto la sua sede nel capoluogo toscano. Ho avuto la fortuna di iniziare subito a lavorare, anche se la gavetta non è stata affatto breve. Prima ho fatto illustrazioni per il “Gioco di ruolo di Dylan Dog” e poi delle storie brevi per  una piccola casa editrice romana, la stessa che poi ha pubblicato la prima serie de L’Insonne. Correva l’anno del Signore 1994. Il primo impegno davvero importante è arrivato l’anno dopo, quando ho realizzato le matite di un albo di “Mister No”, dal titolo “Un giorno da cani” che fu inchiostrato mirabilmente da Marco Bianchini. Quali sono stati i miei riferimenti? Vittorio Giardino, Piero Dall’Agnol e Giampiero Casertano.

 

La tua ultima opera fumettistica è la miniserie “The Secret”, che tratta di misteri, ma questi temi non sono nuovi nei tuoi fumetti (in passato ci sono stati: “Presenze” e “Missione Ufo”). Ci sembra di capire che il mistero e l’ufologia sono due tue grandi passioni.

Indubbiamente. Il germe di “The Secret” era già presente in me prima de “L’Insonne”. La prima sceneggiatura che scrissi era una specie di “X-Files”, con due agenti, un uomo e una donna, lui “credente” e lei scettica. La cosa interessante è che “X-Files” non era ancora uscito e non ne avevo neppure sentito parlare. Mi piace il mistero, e anche quando ho scritto storie gialle, sono sempre state velate da enigmi soprannaturali. Mi piace raccontare di sette segrete e dei loro riti (per questo, se mi suicidassi, voi non credeteci!), mi sono interessato per anni di spiritismo e avventurato in visite notturne in castelli ritenuti infestasti, ma soprattutto sono da sempre stato appassionato di UFO e rapimenti alieni. Oltre alla casistica ufficiale c’è un sacco di gente che fa ha esperienze strane e non ne parla alla gente “normale”. Io non ho i mezzi per sapere se mi stanno mentendo o se hanno solo bisogno di un po’ di attenzione, ma li ascolto e cerco dei dettagli comuni, convinto che qualcosa gli sia successa, se non nel corpo, certamente nella mente.

 

Anche in serie come “L’Insonne” ci sono spesso riferimenti alle leggende metropolitane ed in generale alle storie che affondano le proprie radici nel mistero. Ad esempio mi viene in mente la storia intitolata “La crociata dei bambini”.

La crociata dei bambini”, secondo episodio de “L’Insonne”, racconta di un fenomeno incredibile capitato al tempo delle crociate, quando si formarono delle crociate spontanee fatte di bimbi partiti per liberare il santo sepolcro. Nella storia si narra che venga ritrovata una fossa comune di questi bambini e che misteriosi omicidi insanguinino le colline toscane. Un mistero del passato che attiva un crimine nel presente. Questa idea era il motore de “L’Insonne” e lo si trova sia nei fumetti della serie, sia nel romanzo che ho scritto con Desdemona come protagonista. 

 

Capitolo “Diabolik”, come ci si sente ad essere una delle colonne portanti di uno dei fumetti Italiani più importanti di sempre?

Ti tremano le gambe. All’inizio ero davvero spaventato, poi prendendo dimestichezza col personaggio le cose sono migliorate. Ormai ho disegnato tredici episodi, quindi dopo oltre mille pagine ho sviluppato un certo auto controllo. Disegnare “Diabolik” è una grande responsabilità. Ha resistito quarantanove anni e ridendo e scherzando, io l’ho accompagnato per quasi un quinto della sua vita editoriale. Sono onorato di poter fare parte di questa piccola famiglia che ce la mette davvero tutta per confezionare un fumetto sempre all’altezza della tradizione. Da parte mia, rispettando il personaggio, cerco anche di modernizzarlo un po’, nel taglio delle inquadrature e nei personaggi secondari. Per Diabolik, Eva e Ginko, sono fedele alla tradizione e mi muovo sui binari tracciati dal grande Zaniboni.

 

Puoi farci una previsione sul futuro del fumetto Italiano ed in particolare il fumetto Italiano da edicola? (“Diabolik”, i Bonelli, Aurea e le produzioni Star Comics)

Prendo la mia sfera di cristallo e ti dico. Dunque dunque… vedo un futuro di tribolazione! No, scherzo. Spero di no, almeno. So che “Diabolik”, malgrado la crisi, sta reggendo bene. Gli altri non saprei. Mi auguro che le edicole non collassino del tutto, perché (mi scusino gli amici delle fumetterie) non credo al fumetto popolare italiano nei negozi di comics. I punti vendita sono pochi e già sappiamo quanto soffre l’editoria di varia. Tempi, dinamiche costi del fumetto italiano non possono (a mio modesto parere) collimare con la vendita nei negozi specializzati. Quindi, amici lettori, cercate di frugarvi le tasche se volete continuare a leggere prodotti italiani. Se dovesse saltare la vendita in edicola, già piuttosto complessa, ci limiteremo a prodotti d’importazione e credo che tanti disegnatori sarebbero a spasso. Senza la serialità non è possibile fare il fumettista a tempo pieno. Faccio un paragone con l’editoria di varia. Molti ignorano che, escluso pochissimi casi eccellenti, gli scrittori italiani hanno un lavoro “vero”. La scrittura è solo l’hobby del dopo cena. I fumettisti farebbero la stessa identica fine. Quindi, un consiglio ai miei amati colleghi: basta con l’atteggiamento primadonnistico, con le scaramucce in rete, con le richieste esose, con la guerra aperta agli editori. Se vogliamo davvero fare questo mestiere, cerchiamo di remare tutti dalla stessa parte. 

 

Tra i tuoi numerosi successi editoriali ti puoi anche fregiare di essere stato l’ideatore del primo E-comics Italiano. Ce ne parli?

Successi editoriali?  Magari. Quando me ne arriverà davvero uno prometto che ti verserò una percentuale. Ricordamelo. Per quanto riguarda l’e-comics credo tu ti stia riferendo a “Nebula” disegnato con Jacopo Brandi su ideazione di Lucio Staiano. Ho l’impressione che all’epoca arrivammo troppo presto. Non c’era ancora la tecnologia per sostenere questo tipo di applicazione. Devo dire che l’amico Lucio, ci aveva visto davvero lungo. Direi che all’epoca era stato estremamente profetico. Oggi, “L’insonne” è online su Verticalismi, ma anche in questo caso, mi pare che il mondo del fumetto ci abbia ignorato. I lettori si scannano per comprare un albo de L’Insonne raro su eBay e non leggono le storie che gli regaliamo su Verticalismi. Un vero mistero. Spero davvero tra poco di poter annunciare tutta la serie de “L’Insonne” su piattaforma ipad, mentre il nostro “Cornelio” ci è già sbarcato. Già, “Cornelio”… ricordo ancora le feroci critiche online, critiche gratuite e prevenute da parte dei soliti saputelli. Mi spiace, ad ogni intervista torno sull’argomento, ma quella faccenda proprio non l’ho digerita. Come dicevo, “Cornelio” è il primo fumetto Star Comics ad approdare su iphone e ipad dopo aver avuto una ristampa immediata. Chissà che presto non possa annunciarvi qualcos’altro di molto gustoso…

 

Visto che questa forma di fumetto sembra essere considerata da molti il futuro del fumetto (e dei libri in generale) cosa ne pensi tu?  Dobbiamo comprarci un Tab oppure la carta resisterà ancora per un qualche anno?

Io credo che se dovessimo essere colpiti da una tempesta elettromagnetica “come si deve”, non avremmo molto più da leggere. Sinceramente credo che la carta sopravviverà almeno per un’altra decina di anni. Naturalmente io sono contrario a tutta questa digitalizzazione. Credo che sia UN modo di leggere ma non IL modo di leggere. I libri e i fumetti vanno sfogliati in libreria, magari comprati usati, già sottolineati, sgualciti, che hanno l’odore di colla vecchia e delle mani che li hanno sfogliati. Come è possibile rinunciare a tutto questo?

 

Quali sono i tuoi progetti nell’immediato futuro? I tuoi numerosi fans cosa si devono aspettare?

Fans? Al massimo ho dei lettori che spesso sono anche amici. Lettori intellettualmente onesti che quando c’è da criticare, criticano di brutto. I fans ottenebrati dal carisma dell’autore li lascio ad altri. Quali sono i miei progetti futuri? Nell’immediato scrivere l’ultimo episodio di “The Secret” e poi ritirarmi nella mia torre d’avorio. A parte gli scherzi, tornerò a disegnare “Diabolik”, poi vorrei dipingere, tornare a fare un po’ di pubblicità e seguire “L’Insonne”. Non nascondo che vorrei riportarla in edicola (Ndr. magari!). Il guaio è trovare un editore coraggioso. Si sa che Desdemona, come recita il suo nome, è “avversata dalla sorte”, ma sono fiducioso. La cosa che mi ha sempre fatto andare su tutte le furie è che il feedback che ricevo dai lettori è ottimo, ma per una serie di sfortunati eventi, il nostro personaggio (parlo anche a nome degli altri autori) non ha mai ricevuto la giusta visibilità editoriale.

 

Grazie per l’intervista da parte mia e da parte dei lettori di Italnews.

Grazie a te dell’opportunità e ai lettori di Italnews di essere arrivati fin qui.
 

 

Vi segnalo inoltre il blog del fumetto The Secret http://thesecretcomics.blogspot.com/
Ed il blog di Giuseppe http://dibernardocomics.blogspot.com/

Tutti e due molto belli, interessanti e pieni di notizie ed anticipazioni sui progetti dell’autore.

Di Ruffino Renato Umberto

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