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May , 2013
Thursday
 

L’attivista umanitario Vittorio Arrigoni, di 36 anni di Bulciago (Lecco), è stato ucciso dai suoi rapitori. Lo ha comunicato ieri il Ministro dell’Interno di Hamas. Gli agenti di Hamas hanno trovato il posto dove era stato tenuto ed è stato impiccato. Ora il suo corpo è presso l’obitorio dell’ospedale di Shifa, Gaza.

La macabra conclusione era affiorata alcune ore dopo che su YouTube era stato fatto circolare un video in cui Arrigoni appariva con gli occhi bendati, sanguinante sullo zigomo destro, con le mani legate dietro la schiena e privo di forze. Una mano fuori campo sembra tirargli i capelli per costringerlo ad guardare verso la telecamera. Sotto il video scorreva una scritta in arabo in cui si annunciava la morte del giovane italiano se Hesham al-Saeedni, prigioniero di Hamas, non fosse stato rilasciato entro 30 ore a partire dalle 11.00 di ieri mattina. La scritta definiva l’Italia unanazione infedele il cui esercito è ancora presente nei territori musulmani”.

Al-Saeedni è il capo di un gruppo di musulmani integralisti salafiti della Brigata dei Valorosi Compagni del Profeta Mohammed bin Moslima, estremisti che si ispirano ad Al-Qaeda. La polizia ha arrestato almeno due sequestratori, ma è alla ricerca di altri componenti di gruppi salafiti che ritengono il governo di Hamas troppo debole nei confronti di Israele.
 
Alfredo Tradardi, il coordinatore del “Movimento Internazionale di Solidarietà” (ISM), cui Vittorio Arrigoni apparteneva, si era detto fiducioso in un immediato rilascio di Vittorio, ma dopo aver appreso la triste notizia ha trovato il coraggio di dare un senso a questa morte, che possa spronare a fare ancora maggiori sforzi per cambiare la politica nazionale, europea e degli Stati Uniti in Medio Oriente, costringendo Israele a risolvere il problema dei Palestinesi.

Arrigoni è stato attivo in Palestina per circa dieci anni ed era entrato a far parte dell’International Solidarity Movement da quasi due anni, con il compito di “controllare le violazioni ai diritti umanitari da parte di Israele, sostenere la resistenza popolare palestinese contro l’occupazione israeliana e inviare in Italia informazioni sulla situazione in Gaza”, come è stato scritto nel comunicato emesso dall’organizzazione non governativa.

Khali Shaheen, capo della dipartimento economico e dei diritti sociali del “Centro per i Diritti Umani della Palestina”, ha definito Vittorio Arrigoni eroe della Palestina…è stato disponibile per recarsi a sostenere ovunque la povera gente, le vittime”.
 
Il suo collega, Joe Catron, ha visto Vittorio per l’ultima volta ieri mattina verso le 8, vicino alle porte della città di Gaza, e ritiene che sia stato il primo straniero, a caso, che il gruppo terrorista abbia incontrato e per ironia della sorte hanno preso proprio colui che si è dedicato animo e corpo alla causa palestinese.

di Vito Di Ventura

(aprile - 15 - 2011)

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