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L’acido retinoico

By   /   15 Aprile 2011  /   Commenti disabilitati su L’acido retinoico

Gentili lettrici, cari lettori,

le proprietà benefiche  della vitamina A nei confronti della nostra pelle sono ben conosciute e una corretta alimentazione, ricca di cibi “arancioni” (melone, carote, etc……) già può garantire la copertura del fabbisogno giornaliero. La vitamina A (o retinolo), di per sé non ha attività. La parte attiva di questa vitamina è la sua versione acida: l’acido retinoico. Il nostro corpo è in grado di trasformare la vitamina A in vitamina A acida (l’acido retinoico appunto), ma ciò non può essere fatto dalla pelle qualora la suddetta vitamina venga applicata come tale sulla sua superficie. Questo è il motivo per cui le creme al retinolo, a parte proprietà cosmetiche (idratazione), non hanno altre azioni.

L’acido retinoico, invece, se applicato sulla pelle, può in parte penetrare e raggiungere il nucleo delle cellule esplicando azioni di riprogrammazione delle attività biochimiche. Può “riparare” le molecole di DNA danneggiate consentendo la ripresa di una sintesi adeguata di proteine cellulari (ad esempio, il collagene) con conseguente miglioramento della matrice della pelle. Può modulare il rinnovamento dello strato più superficiale della pelle (epidermide) ottenendo una levigatezza e una riduzione dello spessore (effetto peeling). Può contribuire a normalizzare l’eccessiva produzione del sebo. Altra proprietà dell’acido retinoico è quella di regolarizzare l’attività dei melanociti (le cellule che producono la melanina) consentendo una omogeneizzazione del colorito della pelle. Tali  caratteristiche terapeutiche consentono di ottenere effetti benefici in tutti gli “strati” cutanei.

Il limite della questione è che l’acido retinoico è un vero e proprio farmaco con effetti collaterali importanti che ne limitano l’utilizzo alla condizione di stretto controllo medico. Fondamentale è l’esecuzione preliminare di un check-up della pelle che, come detto negli articoli precedenti, serve a misurare tutti i componenti del film idrolipidico per capire se e come normalizzarlo.  In medicina estetica è possibile ottenere formulazioni in crema applicabili sulla cute in cui la sostanza è presente a varie concentrazioni. Il medico estetico esperto saprà modulare tali concentrazioni e la frequenza di applicazione al fine di minimizzare le reazioni avverse. Molto importante risulta la simultanea applicazione di particolari tipi di crema emolliente perché l’acido retinoico “secca” drammaticamente la pelle.

L’effetto collaterale più rilevante può essere la cosiddetta “dermatite da retinoidi”: la pelle risulta arrossata, pruriginosa, a volte desquamante. Occorre subito sospendere l’applicazione e informare il medico estetico che saprà come affrontare e risolvere il problema. Se ben gestita questa dermatite risulterà un contrattempo transitorio che non impedirà di poter, in seguito, riprendere il trattamento magari con una diversa modulazione di concentrazione e frequenza di applicazione.

L’acido retinoico può essere anche usato per trattamenti professionali eseguibili nello studio del medico estetico. È, come avrete certamente capito, una molecola di grande interesse, ma non scevra da rischi. Il vostro medico estetico sa valutare se può essere utile nel vostro caso e sa consigliarvi come e quando usarla e, soprattutto, quando sospendere.
La settimana prossima cominceremo a trattare la biostimolazione cutanea.

di Domenico Feleppa

Medico chirurgo, specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio. Docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, Componente Staff Medico Servizio di Medicina Estetica Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina – Roma

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