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May , 2012
Friday
 

Il Gruppo di Contatto, formatosi lo scorso mese dopo la conferenza di Londra sulla Libia e composto da rappresentanti del mondo arabo, dell’Unione Africana e della NATO, ieri nel summit di Doha, Qatar, ha espresso il suo sostegno ai ribelli e promesso maggiori aiuti umanitari e finanziari attraverso l’apertura temporanea di un fondo fiduciario ordinario.

Il Ministro degli Esteri tedesco, Guido Westerwelle,  ha fatto capire che i fondi  per finanziare i ribelli potrebbero essere tratti da quelli congelati al governo libico, ovvero al Colonnello Gheddafi, in quanto quei fondi appartengono al popolo libico.

Il Vice presidente del Consiglio di Transizione Nazionale, Abdel Hafiz Ghoga, si è detto soddisfatto e ha richiesto alla NATO di intensificare i raid aerei a protezione della popolazione civile.

La soluzione del fondo è stata decisa a seguito della valutazione della ricaduta umanitaria del conflitto libico e dell’aumento delle vittime civili. Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon, ha ricordato che le Nazioni Unite stanno lavorando sull’ipotesi peggiore, ovvero che circa 3,6 milioni di persone potrebbero avere bisogno di aiuto, e che finora l’ONU, dei 310 milioni di dollari richiesti come fondi di emergenza, ha ricevuto solo il 39%, cifra che chiaramente è insufficiente a coprire la succitata prospettiva. Finora, circa 490 mila persone hanno lasciato la Libia dall’inizio dei combattimenti, lo scorso febbraio.

Le delegazioni internazionali hanno incontrato i rappresentanti dell’opposizione in un tentativo di trovare una soluzione pacifica alla guerra, considerato che, nonostante la campagna aerea e i combattimenti terrestri condotti dai ribelli, il colonnello Gheddafi non abbia mostrato alcun segno di volersi arrendere.

Tra i partecipanti al meeting c’era anche Moussa Koussa, l’ex ministro degli Esteri e capo dei servizi libici, che lo scorso mese si è rifugiato in Gran Bretagna, dove ha chiesto asilo politico. Nessuno dei rappresentanti delle opposizioni ha voluto comunque incontrarlo. Per Shamsiddin Abdulmolah, portavoce dei ribelli, non ci sarebbe alcun difficoltà, purché Moussa faccia prima pervenire per iscritto cosa abbia da offrire o da dire.

Intanto, sul terreno continuano l’assedio e i bombardamenti alla città di Misurata, da parte delle truppe fedeli al Colonnello. Il Segretario di Stato americano, Hilary Clinton, ha riferito che le forze fedeli a Gheddafi hanno distrutto un deposito di alimentari, tagliato acqua ed energia elettrica nel tentativo di affamare, e quindi sottomettere, i residenti.

Come è noto, i Ministri degli Esteri francese e inglese hanno chiesto alla NATO che gli attacchi aerei siano più aggressivi. A loro hanno fatto eco i capi dell’opposizione libica che hanno chiesto alla comunità internazionale di implementare più concretamente la risoluzione delle Nazioni Unite, laddove la stessa parla di protezione dei civili, attraverso sia gli incrementi di raid aerei e sia il rifornimento di armi ai ribelli.

Per Ali Issawi, membro del Consiglio Nazionale di Transizione, i ribelli hanno il diritto di essere armati per potersi difendere. A tal proposito, Abdel Hafiz Ghoga ha trasmesso alla Francia e al Qatar una lista dei desiderata, compilata dai capi militari dei ribelli.

Il Primo Ministro del Qatar, Hamad bin Jassim bin Jaber Al Thani, co-presidente del summit, ha detto che la richiesta verrà presa in seria considerazione “renderemo le armi disponibili al popolo libico per difendersi”, ed ha anche aggiunto: “Il messaggio a Gheddafi è chiaro, dovrebbe usare la testa e quelli intorno a lui dovrebbero consigliagli di dimettersi nell’interesse del popolo libico, se questo veramente gli sta a cuore, e lasciare che il popolo decida da solo il proprio destino”. Il Qatar è stato accusato dal Vice Ministro degli Esteri Libico, Khaled Kaim, di fornire ai ribelli missili contro carro tipo “Milan”.

Intanto, la Germania ha espulso l’ambasciatore libico, invitato a lasciare, entro sette giorni, la Germania con l’accusa di intimidire i cittadini libici in Germania, mentre i Ministri degli Esteri dei Paesi della NATO s’incontreranno a Berlino per discutere proprio del ritmo e dell’intensità degli attacchi aerei sulla Libia.

di Vito Di Ventura

(aprile - 14 - 2011)

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