18
May , 2012
Friday
 

La base “Millevoi” di Shama, sede del comando del contingente italiano, ha ospitato il primo raduno motociclistico “Joint Bikers for Solidarity” al quale hanno preso parte centinaia di bikers appartenenti ai diversi motor club libanesi.

L’evento si è avvalso dell’alto patrocinio dell’Ambasciata d’Italia di Beirut. La manifestazione si è svolta nella piazza delle Bandiere del “Compound” italiano ed è stata l’occasione per raccogliere fondi da destinare a progetti attuati dalla cellula CIMIC (Cooperazione Civile Militare) del contingente italiano e destinati alle comunità, agli enti e alle istituzioni locali del sud del Libano.

La lunga carovana di centauri, composta da centinaia di moto, partita nella prima mattinata dalla capitale Beirut, è stata scortata lungo tutto l’itinerario dalla Lebanese Armed Forces e dalla Internal Security Forces e, dopo aver attraversato le antiche città di Sidone e di Tiro, si è mossa percorrendo la Costal Road in direzione della base italiana di Shama dove ha trovato ad attenderla un comitato d’accoglienza formato dal generale Guglielmo Luigi Miglietta, comandante del contingente italiano; una rappresentanza dell’Ambasciata Italiana in Libano, diversi ospiti locali e altre cariche delle forze armate libanesi.

A far da cornice all’evento, a fianco delle centinaia di moto schierate sul piazzale, una mostra statica a dimostrazione delle capacità operative dei caschi blu italiani.

Al temine della manifestazione due gruppi elettrogeni del valore di circa 20.000 dollari, frutto di una raccolta volontaria effettuata tra i centauri, sono stati donati a due diverse comunità presenti nell’area di responsabilità italiana.

I partecipanti al motoraduno sono stati poi ospitati presso la mensa italiana dove hanno potuto rifocillarsi prima di ripartire per la seconda parte dell’itinerario che si è sviluppato lungo la linea di demarcazione tra Libano e Israele e ha attraversato diversi villaggi coinvolti nell’ultima guerra dell’estate del 2006.

di Ebe Pierini

(aprile - 13 - 2011)

  • pierluigi

    Assolutamente non volevo offendere questo paese che mi ospita, ho molti amici qui che stimo e che mi aiutano anche nelle piccole questioni quotidiane. Assolutamente non era mia intenzione, non ho problemi a chiedere scusa a tutti, voleva solo essere una inoffensina goliardia.Aiutiamo questo paese a migliorare e lo faremo ancora, per molti anni.Riguardo i generatori, volevo solamente far intendere, che la nostra patria ha questa tecnologia dei pannelli solari , che forse sarebbe stato bello offrire al libano un eco sitema di sostentamento energetico. Ben detto dal collega, “si compra cio` che serve e basta“. In riferimento all`ambasciata, volevo solo enfatizzare il duro lavoro del team e per il quale siamo stati ripagati dai magnifici risultati dell`evento e dalle numerosi consensi ricevuti.Il Capomissione e` una figura insostituilibile. Come anche il lavoro dei colleghi a sud, inpagabile, grazie a tutti e chiedo scusa per i miei scritti, c`e` solo stato un fraintendimento, niente di piu`.Viva il Libano e Viva le forze Armate Italiane.

  • Decathlon

    il Signor Pierluigi ha scritto:
    “…l`ambascita a solamente patrocinato e…” — 1° Errore: “a” senza “h”… eh va beh…
    “…l`evento ha avuto successo, l`ennessimo generatore…” — 2° Errore: “ennesimo” e non “ennessimo” !!!

    Direi che alle volte è meglio vedere la trave che si ha negli occhi piuttosto che notare la pagliuzza negli occhi altrui !!
    Evento straordinario, super riuscito. Il Libano è un grande paese con grandi lavoratori e grandi persone, con valori morali non indifferenti, con principi assoluti come la famiglia e l’aiuto sociale.
    Ovviamente non esiste un paese dove i problemi non esistono, vedasi l’Italia …
    Dal 2006 ad oggi c’è stata una grandissima crescita nel Sud e, il fatto stesso che questi eventi si possano realizzare, ne è la prova.
    Mi spiace che il Signor Pierluigi si sia espresso in questi termini e sono sicuro che sia stato solo uno sfogo poco ponderato.

  • Salvatore

    Concordo con il signor Pierini nell’affermare che il popolo libanese non può essere assolutamente catalogato in quel modo. Le persone in Libano pensano agiscono e parlano così come gli hanno insegnato i grandi Fenici, che se non sbaglio hanno fatto capolino anche dalle parti della nostra beneamata Patria Italia. Per quanto riguarda la questione fonti energetiche, ha parte il fatto che i generatori sono stati forniti su apposita richiesta dei beneficiari ( a loro serviva quello e non altro), mi premeva informarvi che il contingente italiano ha sviluppato numerosi progetti che hanno riguardato l’istallazione di lampade alimentate ad energia solare su varie strade dei villaggi del sud Libano, nonche l’istallazione di un sistema di produzione di energia ibrido vento/sole. Queste attività saranno riproposte per quanto rigurda la realizzazione dei progetti CIMIC 2011 in altri tre villaggi. Naturalmente noi non possiamo imporre ciò che non viene richiesto, possiamo lanciare l’idea ed attendere questa venga recepita ed accettata.

  • Ebe Pierini

    Pierluigi le informazioni contenute nell’articolo provengono direttamente dalla cellula PI del contingente italiano in Libano e io mi sono attenuta alle notizie da loro fornitemi. Nel pezzo, se hai notato, c’è scritto che l’ambasciata ha concesso il patrocinio ma non che ha organizzato. Francamente non trovo molto carino che tu etichetti il popolo libanese in quella maniera dicendo che non sanno parlare, pensare ed elaborare nello stesso tempo. Se sei un militare che si trova attualmente in Libano dovrebbe esserti chiara la missione per la quale siamo lì e non è certo quella di offendere quella popolazione. Per quanto riguarda la fonti di energia rinnovabili sono d’accordo con te. Grazie per aver letto i nostri articoli.

  • pierluigi

    l`evento del motoraduno il libano e` stato organizzato dall`ufficio della addettanza militare di beirut, l`ambascita a solamente patrocinato e pubblicizzato l`evento. lo so` per certo visto che per 2 settimane ho dovuto stampare cartellini, per i motociclisti libanesi, popolo che ha difficolta a parlare pensare ed elaborare nello stesso tempo. La donazione e` reale, l`evento ha avuto successo, l`ennessimo generatore “ a petrolio contaminante“, di pannelli solari e gas naturale, neanche a parlarne………. che peccato.

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