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I Peeling: acido salicilico e acido piruvico

By   /   6 Aprile 2011  /   Commenti disabilitati su I Peeling: acido salicilico e acido piruvico

Gentili lettrici, cari lettori,

come preannunciato continuiamo a parlare dei peeling accennando, oggi, alle altre sostanze utilizzabili per effettuare tale trattamento. L’acido salicilico è una sostanza ben conosciuta in medicina: la famosa aspirina è proprio fatta di acido salicilico. Oltre alle proprietà antinfiammatorie, antipiretiche (abbassa la febbre) e antidolorifico, questo acido applicato sulla pelle disciolto in alcool a concentrazioni variabili fra il 25 e il 35% , può determinare un peeling da superficiale a medio a seconda del numero di applicazioni successive sulla stessa zona nella stessa seduta. Le proprietà antinfiammatorie e “disinfettanti” ne fanno un prodotto idoneo al trattamento dell’acne.

Le proprietà esfolianti lo rendono utile nel trattamento delle ipercromie (macchie) e dell’ispessimento della pelle che si osserva nell’invecchiamento indotto dalla luce del sole. L’acido salicilico è difficile da usare per l’imprevedibilità della sua azione: si possono  fare sino a 4 passaggi ed ottenere una leggera esfoliazione o, a volte, con un solo passaggio, ottenere un “frost” (segno di intensa ustione chimica della pelle) con “spellamento” successivo molto intenso preceduto dalla colorazione marrone della pelle. L’applicazione del peeling salicilico determina un intenso bruciore e risulta, a volte, mal tollerato. Una controindicazione è l’allergia all’aspirina. Un effetto collaterale legato all’eccessiva stimolazione è la formazione di comedoni (punti neri chiusi). L’acido salicilico può essere coniugato (peeling combinato) con l’acido mandelico che ne mitiga l’effetto caustico e ne modula l’aggressività: in questo modo si rende più sopportabile l’applicazione e gestibile la fase di desquamazione.

Un’altra sostanza recentemente proposta per effettuare peeling è l’acido piruvico. Fluido caustico  dal forte potere disinfettante si usa a concentrazioni fra il 20 e il 50% con indicazioni principali per l’acne. Determina esfoliazione marcata variabile dalla concentrazione e dal tempo di posa mentre provoca discreto fastidio durante l’applicazione per l’intenso bruciore. Ha proprietà seboregolatrici e contribuisce alla disostruzione degli osti follicolari (pori) occupati da comedoni (punti neri).

Nell’invecchiamento cutaneo può essere usato per le proprietà schiarenti nei confronti della pelle contribuendo alla omogeneizzazione del colorito. Anche l’acido piruvico può essere coniugato con l’acido mandelico per ottenere quel peeling combinato che viene detto “light peel” (peeling di luminosità). Questa combinazione mitiga il bruciore e consente tempi di applicazione relativamente lunghi con benefici legati al persistere della sostanza a contatto della pelle con efficace effetto “disinfettante” (acne). La levigatezza determinata sulla pelle immediatamente, la luminosità conferita alla stessa ed il rapido effetto schiarente ne fanno uno dei trattamenti più graditi dalle pazienti del mio studio di Medicina estetica. Si effettua ogni 10-15 giorni per 3 volte per poi passare al mantenimento mensile.

La prossima settimana parleremo di acido retinico.

di Domenico Feleppa

Medico chirurgo, specialista in Malattie del Fegato e del Ricambio. Docente Scuola Internazionale di Medicina Estetica della Fondazione Internazionale Fatebenefratelli, Componente Staff Medico Servizio di Medicina Estetica Ospedale Fatebenefratelli – Isola Tiberina – Roma

 

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