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Archive for aprile, 2011

Napoli ok.. sei da Champions

Posted by Luca Paradiso On aprile - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Una rete di Hamsik al 38′ della ripresa regala la Champions al Napoli. Manca ancora la matematica ma la squadra di Mazzarri, battendo il Genoa, pone fine a una striscia di due sconfitte consecutive e ipoteca il terzo posto in classifica. Piazzamento che vale la prossima edizione della Coppa dei Campioni, senza neppure la scocciatura dei preliminari.

Al San Paolo, gremito anche questa sera, Mazzarri si affida ai titolarissimi. Lavezzi torna a far coppia con Cavani, Gargano riprende il proprio ruolo a metà campo dopo quattro turni passati in panchina. Il Genoa di Ballardini si affida alla coppia Paloschi-Floro Flores.

La vigilia del match è colorata delle polemiche tra i due allenatori. Alcuni giudizi “inadeguati” di Mazzarri hanno dato fastidio al Genoa e soprattutto a mister Ballardini. Ecco servito al Grifone un ulteriore motivo per sgambettare i partenopei, alla faccia dei gemellaggi e della stagione senza più obbiettivi. Rovinare il cammino Champions del Napoli: vendetta perfetta per chi non “guarda alla rosa sua”. Per 80 minuti il Genoa riesce a bloccare gli avversari. Nell’ultimo quarto d’ora Ballardini fiuta la possibilità di fare bottino pieno e inserisce la terza punta. Non ha paura il Genoa, in fondo cos’ha da perdere? Chi troppo vuole però nulla stringe… e Hamsik si scopre decisivo, mettendo dentro l’11° sigillo stagionale. Lo slovacco raccoglie il tocco di testa di Cavani e supera l’incolpevole Eduardo.

È la rete che spezza la maledizione, scaccia le streghe annidate sopra la balaustra del San Paolo. Il Napoli dimostra di non avere il braccino. Riparte dopo due ko e adesso, con 8 punti di vantaggio sulla Lazio che lunedì incontrerà la Juve, può davvero sognare il grande calcio.

di Luca Paradiso

Siria: in arrivo sanzioni Usa e Ue

Posted by Elisa Cassinelli On aprile - 30 - 2011 Commenti disabilitati

Sale la tensione in Siria dove, oggi pomeriggio, si temono nuove proteste e scontri nel corso dei funerali delle decine di vittime del ”venerdì della collera”,  proteste che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di siriani in tutto il Paese e dove almeno 62 persone sono morte.

Il Segretario di Stato Usa Hillary Clinton ha chiesto al Presidente siriano Bashar al Assad di far cessare immediatamente le violenze e le “azioni deplorevoli che il governo siriano sta lanciato contro il suo popolo”: un appello ad accogliere le legittime aspirazioni dei siriani.
Intanto ieri l’amministrazione Usa ha approvato sanzioni economiche contro vari dirigenti e organi del regime siriano, tra cui Maher al Assad, il fratello minore del presidente Bashar e Atif Najib, ex leader della sicurezza di Daraa. Il Consiglio dei diritti dell’uomo dell’Onu ha invece votato una risoluzione che prevede l’invio urgente in Siria di una missione incaricata di indagare sulle violazioni dei diritti umani.

Anche l’Unione europea avrebbe raggiunto un accordo su un pacchetto di sanzioni da adottare nei confronti della Siria.  Secondo quanto riferiscono alcune fonti diplomatiche, l’intesa raggiunta prevede l’embargo sulle armi e attrezzature utilizzabili per reprimere la popolazione, il congelamento dei beni e la negazione del visto Ue per i responsabili delle violenze. Gli esperti redigeranno inoltre un elenco delle persone appartenenti al governo responsabili delle repressioni che saranno dunque sottoposte a a queste sanzioni.

L’Ue avrebbe poi deciso di congelare il negoziato sull’accordo di associazione tra l’Unione e la Siria e di riesaminare tutte le attività di cooperazione con il governo di Damasco, senza però toccare quelle di diretto interesse per la popolazione. L’obiettivo è quello di spingere il governo di Damasco a cambiare linea ed avviare il dialogo con le forze del’opposizione.

La diplomazia internazionale sta cercando in ogni modo di costringere Assad alla resa. Tuttavia la forte repressione del regime siriano sembra non arrestarsi. Le forze governative sono state accusate di avere aperto il fuoco sulla folla, in particolare a Daraa, dove migliaia di civili erano accorsi dai villaggi vicini per fornire il proprio contributo e prodotti di prima necessità ai residenti locali.

Inoltre, gli omicidi e le torture di cui si sono rese responsabili le forze di sicurezza siriane, in quello che si potrebbe definire come un massiccio e sistematico attacco contro la popolazione civile, potrebbero configurarsi secondo Amnesty International come crimine contro l’umanità.

di Elisa Cassinelli

Libia. Gheddafi chiede il cessate il fuoco e invita a negoziare

Posted by Vito DiVentura On aprile - 30 - 2011 1 COMMENT

Gheddafi ha chiesto alla NATO di negoziare la fine degli attacchi aerei, accusando la coalizione internazionale di uccidere i civili e distruggere le infrastrutture del Paese nel tentativo di prendere il controllo della produzione di petrolio.

Il Colonnello ha comunque premesso che non lascerà mai il potere e la guida del suo popolo.

La porta per la pace è aperta. Venite e negoziate con me. Voi siete quelli che ci attaccate. Voi siete quelli che terrorizzate i nostri bambini e distruggete le nostre infrastrutture. Voi Americani, Francesi, Britannici e Italiani venite e negoziate con me…Cosa tentate di fare? Di prendervi il nostro petrolio? Il popolo libico non lo permetterà…il petrolio è sotto controllo del governo libico e per il popolo”, questo in sintesi l’appello lanciato dal Colonnello nel suo intervento di oltre 45 minuti lanciato dalla televisione di stato.

È stata una delle rare apparizioni del leader che, da quando le forze della coalizione hanno cominciato a bombardare obiettivi del regime, non è più stato visto in pubblico. Come è noto, i raid aerei sono iniziati dopo l’approvazione della risoluzione da parte del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

Inoltre, il Colonnello Gheddafi ha chiesto alle Nazioni Unite di rivedere la policy degli attacchi della NATO e che la Libia è disposta a un cessate il fuoco, ma che non può essere unilaterale, visto che crociati della NATO continuano a bombardare.

Il messaggio alla TV segue quello che il governo, per bocca del suo portavoce Moussa Ibrahim, ha emesso ieri, minacciando di affondare qualsiasi nave che si avvicinasse alle coste libiche e, in particolare, al porto di Misurata, città da settimane sotto assedio, dove ameno 9 persone sono morte e più di 30 ferite durante gli attacchi di venerdì scorso.

Le minacce alle navi per gli aiuti umanitari, che hanno portato cibo e medicinali ed hanno portato in salvo rifugiati e feriti, sono la risposta alla NATO che ha accusato le forze libiche di minare il porto di Misurata e continuare a bombardare la città in un tentativo di rientrarne in possesso.

Sulla base di quanto sta accadendo, non c’è da sperare molto in un vero “cessate il fuoco”. Ognuna della parti accusa l’altra e tutti dicono di fare ciò che fanno per il bene del popolo libico, che però continua a morire.
 
di Vito Di Ventura

Libano: arriva il 6° reggimento bersaglieri

Posted by Ebe Pierini On aprile - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Presso la base “Vanzan ” sede di  Italbatt1, in Libano,  ha avuto luogo la cerimonia avvicendamento tra il 5° reggimento “Lancieri di Novara”, comandato dal  colonnello Marcello Nardelli ed il 6° reggimento bersaglieri alla guida del colonnello Stefano Di Sarra.

Si conclude così il 3° turno di  permanenza nel teatro d’operazione libanese  del personale  del reggimento “Lancieri di Novara”.  Alla cerimonia del Transfer of Authority erano presenti il generale Guglielmo Luigi  Miglietta, comandante del contingente nazionale e del settore ovest di Unifil, diverse cariche militari libanesi, ospiti locali e nutrite rappresentanze provenienti dagli altri contingenti presenti in Libano.

Al via la missione “Leonte 10” per il  6° reggimento bersaglieri. Il reggimento “Lancieri di Novara” rientra in patria assieme al proprio stendardo decorato con una medaglia d’oro al valor militare, due medaglie d’argento al valor militare, quattro medaglie di bronzo al valore militare, una medaglia di bronzo al valore dell’Esercito, una croce d’argento al merito dell’Esercito. Ha garantito la sicurezza e il controllo degli “entry point” a ridosso del fiume Litani.

di Ebe Pierini

 

 

Siria: crepe nel regime di Assad

Posted by Samr Al Aflak On aprile - 29 - 2011 Commenti disabilitati

Gli attivisti siriani hanno fatto appello sul web per un’altra “giornata della collera” in segno di soliderietà con Daraa, da lunedì invasa da carri armati dell’esercito.

Le violente repressioni del regime del Presidente Bashar al-Assad hanno provocato, dall’inizio delle rivolte, scoppiate un mese e mezzo fa, la morte di 500 persone.

Per la prima volta, la Fratellanza musulmana ha aderito alle proteste contro il Presidente siriano. L’organizzazione, bandita nel Paese, ha sostenuto che i Siriani dovrebbero scendere in piazza per la loro libertà prima delle preghiere del venerdì. In una dichiarazione si legge “non lasciate che il regime assedi i vostri compatrioti. Cantate con una sola voce per la libertà e la dignità. Non permettete al tiranno di schiavizzarvi”.

Le prime crepe del regime siriano si sono manifestate giovedì, con le dimissioni di 200 esponenti del partito Baath e delle defezioni in campo militare, in segno di protesta contro la violenta risposta governativa ai disordini degli ultimi giorni.

La maggior parte delle dimissioni si è registrata nelle città di Daraa e Baniyas, che sono stati i punti caldi dell’opposizione. “Le mie dimissioni sono un messaggio e un dovere” ha fatto sapere Mohammad Sheghri, un ex membro del partito a Baniyas.

“Le forze di sicurezza hanno chiaramente perpetrato degli abusi sui manifestanti pacifici e disarmati. Questa spietata oppressione dei cittadini non incontra alcuna giustificazione da parte del Baath“.

Ci sono state inoltre delle segnalazioni, non confermate e al momento non verificabili, di dissenso nelle forze armate. Un residente di Daraa ha fatto sapere che un’intera unità dell’esercito si sarebbe rifiutata di obbedire agli ordini impartiti e si sarebbe nascosta tra la gente.

Immediata la smentita trasmessa dalla Tv di Stato di un ufficiale militare, rimasto anonimo, che ha respinto tali dichiarazioni come una “distorsione dei media”.

Il movimento pro-democrazia è iniziato a Daraa sei settimane fa, dopo l’arresto e la tortura di un gruppo di adolescenti accusati di aver scritto slogan politici contro il regime di Assad.

Il Consiglio dei diritti umani delle Nazioni Unite dovrebbe tenere una sessione d’emergenza venerdì, per elaborare una risoluzione che inviti il governo siriano e i suoi sostenitori a cessare l’uso della forza contro i manifestanti. Secondo l’agenzia di stampa Reuters, l’organizzazione siriana per i diritti umani, Sawasiah, avrebbe segnalato migliaia di arresti e l’uccisione di oltre 500 civili.

di Samr Al Aflak

Colombia. Sommergibili per il traffico di droga!

Posted by Vito DiVentura On aprile - 29 - 2011 Commenti disabilitati

La Colombia, si sa, è la capitale del commercio della droga e da sempre per sfuggire ai controlli i trafficanti hanno dovuto inventato nuove tecniche e mezzi di trasporto. Tra questi, negli ultimi tempi è apparso il sommergibile! Si, avete capito bene, proprio quella cosa che va sott’acqua.

La base navale è la Baia Malaga, sulla costa del Pacifico, il cui molo principale è pieno di pescherecci misti a motoscafi con motori potentissimi, idonei a raggiungere velocità elevatissime, una volta usati per il contrabbando delle sigarette.

Adesso sono stati scoperti battelli con tubi e snorkel che fuoriescono dalla carenatura strana e goffa, che vengono chiamati semi- sommergibili costruiti per trasportare tonnellate di cocaina.

Questi battelli viaggiano a pelo d’acqua, da cui fuoriescono solo i tubi per l’aria e per i gas di scarico e la cupola di navigazione. Lasciano poca scia e sono difficili da individuare e, soprattutto, sono a basso costo.   Dopo la consegna vengono affondati perché è meno costoso e rischioso che riportarli sulla terra ferma.

Lo scorso anno in febbraio, per la prima volta, le autorità colombiane hanno catturato uno di questi sommergibili e scoperto un altro in costruzione. Quest’ultimo era nella base della Baia Malaga, al suo interno c’era un motore diesel della potenza di 345 cavalli vapore e un serbatoio per 6 mila e 435 litri di benzina. Inoltre, il sommergibile era dotato di una zavorra e serbatoi di aria compressa, cuccette, un sistema di navigazione satellitare e un visore notturno. Nella stiva potevano essere  stoccati fino a 8 tonnellate di cocaina.

Le autorità colombiane ritengono che per costruire un sommergibile ci vogliano alcuni mesi e un costo di circa 4 milioni di dollari, anche se non è proprio allo stato dell’arte. Il vascello trovato in costruzione era lungo 21 metri e costruito con pezzi che si possono facilmente acquistare in ferramenta: vetroresina, legno e tubi di plastica.

Molti trafficanti di cocaina vivono lungo la costa pacifica e, specialmente, al porto di Buenaventura, dove povertà e disoccupazione la fanno da padrona. Un capitano di peschereccio ha riferito che per portare la merce in Messico si possono guadagnare 300 mila dollari a viaggio. Ma le condizioni di vita in questi sommergibili sono “infernali”, perché non ci sono bagni e tra gli odori degli escrementi, della cocaina e del gasolio è difficile respirare, mangiare e dormire. Il capitano ha anche aggiunto che i sommergibili non si fermano mai per paura di essere visti.

Secondo Jay Bergman, capo della “US Drag Enforcement Administration’s Andrean division”, i sommergibili hanno portato una nuova sfida nella lotta alla droga. “Senza dubbio, bisogna andare alle origini per capire che cosa vogliono fare…poiché negli ultimi mesi non sono stati catturati sottomarini, molto probabilmente ciò significa che hanno inventato qualcos’altro e forse veri e propri sottomarini per sfuggire alla scoperta”.

Ma anche se i mezzi diventano più sofisticati, per fortuna “c’è carenza di marinai disposti a rischiare la vita in sottomarini veri, senza uno specifico addestramento e senza la sicurezza che il mezzo funzioni realmente. Per questo è stata innalzata la ricompensa, portata a 500 mila dollari a viaggio, ma senza risultati”, a detta del capitano del peschereccio.

di Vito Di Ventura

Daytripper di Fàbio Moon e Gabriel Bà

Posted by Umberto Ruffino On aprile - 28 - 2011 Commenti disabilitati

Il fumetto viene spesso accostato all’infanzia, alle letture leggere dei bambini e dei giovani ragazzi.
Al contrario, chi analizza con attenzione il medium fumettistico, comprende che, dietro le immagini colorate e fantasiose ci sono spesso storie complesse legate sia all’attualità che alla politica.

Poi ci sono dei fumetti che vogliono rivoluzionare il genere e lo fanno o con uno stile grafico innovativo, magari montando le tavole con una struttura originale o addirittura seguendo una anarchia grafica. Altri autori invece scelgono di trattare dei temi che apparentemente non sono adatti ad un fumetto ma, una volta elaborati, lasciano i lettori sbalorditi per la bellezza e la genialità della storia.

Il fumetto di oggi si intitola Daytripper, tratta della vita di uno scrittore, Bràs de Oliva Domingos, solo che per narrarci della sua vita ogni capitolo si conclude inevitabilmente con la sua morte.
Si avete letto bene, in questa graphic novel ogni capitolo ci racconta una storia, una emozione, una tragedia oppure una vacanza di Bràs, che inevitabilmente finisce per morire.

Oltre alla struttura narrativa della storia, che prevede per ogni capitolo una fase della vita del protagonista, quello che rende particolarmente bello questo fumetto è il senso di empatia che si riesce ad avere nei confronti del protagonista.
Ad esempio in una dei primi capitoli (21) Bràs incontra una ragazza e se ne innamora, ed allora i dubbi, le indecisioni o semplicemente le emozione di un bacio vengono trasmesse al lettore che condivide con il protagonista tutta una serie di sensazioni già vissute; l’epilogo, sempre tragico, lascia con l’amaro in bocca ma è l’elemento cardine su cui ruotano tutti i capitoli del libro, il binomio vita\morte.

Seguendo questo schema i due autori ci raccontano la morte attraverso la vita e viceversa. Nascere e morire sono le due certezze della vita, e quello che c’è nel mezzo altro non è che esperienza che potrà far maturare ed appunto vivere come se ogni nostra emozione, gioia o dramma sia un capitolo della nostra storia.

Gli autori di questo libro sono i due fratelli (gemelli) Fàbio Moon e Gabriel Bà, autori attivissimi nel mondo dei comics americani (The Umbrella Academy,Casanova e tanti altri) e vincitori di Eisner Award.
Oltre alla trama bisogna mettere in evidenza un altro aspetto notevole di questo volume ovvero i disegni: bellissimi, evocativi, delicatissimi nelle sfumature degli acquarelli.
 

Ogni capitolo essendo ambientato in un’epoca diversa della vita del protagonista è unico, si passa dal caldo e luminoso capitolo ambientato durante le vacanze estive, fino alle notturne avventure romantiche di un Bràs adolescente.
 

Una piccola precisazione; il volume recensito è in lingua inglese ed in edizione U.S.A. Softcover, pertanto, non posso dare un giudizio sull’edizione Italiana della Planeta DeAgostini.
Comunque il volume in mio possesso è ben fatto, con una discreta carta e tanti extra tra cui disegni preparatori e illustrazioni dei due autori.
 

Concludendo un volume bello, triste, ma pervaso da uno spirito poetico. Poetico come solo la vita può essere.

Daytripper, Vertigo comics, 256 pag. brossurato,a colori, 19,99 $ (in lingua inglese)
Edizione Italiana: Planeta DeAgostini, 248 pagg., cartonato, a colori, 25,00 euro

di Ruffino Renato Umberto

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