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Afghanistan. Le prime aree passano in mano agli afghani

By   /   22 marzo 2011  /   Commenti disabilitati

Come previsto dal piano di rientro delle forze americane e NATO dall’Afghanistan, entro il prossimo luglio le prime 7 aree passeranno sotto la responsabilità delle forze di polizia e dei militari afghani.

Ieri, parlando ai cadetti dell’Accademia Militare Nazionale, a Kabul, lo ha annunciato il Presidente Hamid Karzai che ha anche indicato i nomi. Si tratta delle province, da lui definite “relativamente pacifiche”, di Kabul, del Panjshir e di Bamiyan e delle città di Herat, Mazar-e-Sharif, Mehterlam, e Lashkar Gah, quest’ultima capoluogo della provincia di Helmand, ritenuta invece ancora “instabile”.

Nel suo discorso il Presidente ha detto che: “Il popolo afghano non vuole più che la responsabilità della loro sicurezza sia nelle mani degli stranieri…questo è il primo passo di un lungo processo di ritiro, che inizierà nel mese di luglio, quando la prima tranche di truppe straniere lascerà l’Afghanistan, dopo di che, in questi settori, le truppe straniere svolgeranno il ruolo primario della formazione e dell’equipaggiamento delle forze di sicurezza afghane……transizione significa assumersi la responsabilità per la sicurezza e lo sviluppo”.

Per le singole città menzionate, il passaggio di consegne sarà gradualmente esteso ai distretti, mentre nella provincia di Kabul solo il distretto di Surobi resterà ancora sotto controllo delle forze straniere.

L’Afghanistan ha bruciato per 32 anni,” ha detto il presidente Karzai, per il quale la guerra contro il terrorismo non deve essere combattuta solo nei villaggi dell’Afghanistan, ma dovrebbe spostarsi soprattutto nei paradisi e nei santuari che si trovano ai confini con il Pakistan. Tuttavia, ancora una volta ha rivolto ai militanti l’appello ad abbandonare la lotta armata e partecipare negoziati e al processo di pace.

Nonostante la massiccia presenza di soldati americani, delle forze di polizia e dei militari afghani abbia migliorato la sicurezza in varie parti del Paese, i numeri purtroppo continuano a parlare di un aumento delle vittime civili. Un rapporto delle Nazioni Unite riferisce che nel 2010 i civili morti sono stati più di 2.700, il 15% in più rispetto al 2009, e di questi il 75% per mano dei Talebani, mentre il 16% degli aAfghani e delle forze della NATO.

Sotto l’aspetto puramente militare, anche se molto migliorata, la qualità della polizia afghana e dei soldati rimane insufficiente e molti esperti ritengono che non saranno in grado di resistere alla prossima offensiva estiva dei Talebani, specialmente nella devastata provincia dell’Helmand, dove i Talebani sono pronti a ritornare non appena le truppe della coalizione andranno via.

Il passaggio di responsabilità di queste prime 7 aree rappresenta l’inizio e fondamentale passo per la transizione che dovrebbe completarsi entro il 2014. Pertanto, al successo dell’operazione vanno gli auspici non solo degli Afghani, ma, soprattutto, della comunità internazionale intera che da dieci anni ne sostiene lo sforzo finanziario e militare.  

di Vito Di Ventura

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