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Save the Children e l’emergenza umanitaria nordafricana

By   /   11 marzo 2011  /   Commenti disabilitati

La crescente instabilità politica di questi giorni nei Paesi del Nord Africa ha posto il Mediterraneo al centro dell’attenzione mondiale.
Save the Children, Ong (Organizzazione non governativa) con status consultivo presso il Consiglio Economico e Sociale delle Nazioni Unite, sta monitorando la complessa situazione in Libia. È difficile accertare il numero preciso di persone coinvolte, ma è sicuramente alto il bisogno di aiuti umanitari a cui l’organizzazione sta cercando di rispondere lungo il confine con la Tunisia.
Oltre 246.000 persone si sono spostate verso i Paesi vicini, di cui 104.000 in territorio egiziano, mentre migliaia di profughi di diverse nazionalità restano bloccate al confine.

La crisi umanitaria si sta ora riversando anche sull’Italia, ultima “frontiera di speranza” per migliaia di persone. Continuano gli sbarchi a Lampedusa e già sono 286 i minori giunti sulle coste dall’inizio dell’emergenza, pari a 5 volte il numero di bambini tunisini arrivati nel 2010.
Sull’isola, in Sicilia e in Puglia gli operatori di STC stanno lavorando per assicurare un intervento umanitario immediato, oltre a svolgere servizi informativi per i migranti, consulenza legale sui minori e l’identificazione dei soggetti vulnerabili. “È necessario che per tutti i migranti in arrivo siano garantiti adeguati standard di accoglienza e che i minori siano collocati in un’area separata dagli adulti, già identificata nel Centro di primo soccorso”, dice Carlotta Bellini, Responsabile Protezione dei minori di Save the Children. “Occorre altresì garantire rapidi trasferimenti verso le comunità d’accoglienza, affinché i ragazzi possano iniziare un percorso di accoglienza e integrazione”.
La protezione dei bambini resta l’obiettivo primario. Si sta facendo tutto il possibile per garantire ai piccoli l’assistenza necessaria e il pieno rispetto dei loro diritti.

di Marianna Parlapiano

foto da: savethechildren.it

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