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Il cuore del Milan impatta contro il muro del Tottenham

By   /   9 Marzo 2011  /   1 Comment

Finisce 0-0, al “White Hart Lane”, il ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Tottenham e Milan. Un risultato che premia i britannici usciti vittoriosi dal Meazza tre settimane fa, nel match tanto discusso più che per quesiti tecnici e tattici per il comportamento censurabile di Gattuso. L’”Aggregate” condanna i rossoneri che abbandonano la massima competizione continentale con netto anticipo rispetto a quanto visto in campo.

GLI SCHEMI: I Londinesi scendono in campo con un 4-4-1-1 con Gomes, Corluka, Gallas, Dawson, Assou; Lennon, Modric, Sandro, Pienaar; Van der Vart trequartista dietro l’unica punta Peter Crouch. Grande assente per gli Hotspurs è la stella Gareth Bale, in panca a scopo precauzionale dopo i recenti acciacchi.
I rossoneri in tenuta d’assalto, provano a ribaltare l’uno a zero dell’andata con Abbiati tra i pali, quattro uomini in difesa: Abate, Nesta, Thiago Silva e Jankulovski; in mediana Boateng, Seedorf e Flamini; in attacco Robinho, Ibrahimovic e Pato.

IL MATCH: Parte forte il Tottenham che nei primi 10 minuti mette in seria difficoltà Abbiati con 2 conclusioni insidiose, la prima di Van Der Vaart, la seconda è una torre di Crouch che si gira, ma non riesce a concludere come dovrebbe. Dopo il primo quarto d’ora tutto appannaggio degli Spurs, i rossoneri prendono coraggio ed iniziano ad attaccare negli spazi gli avversari, che come da tradizione britannica non si difendono e così lasciano molti spazi al Milan. Al 16’ è Ibra ad impensierire gli Spurs, battendo una punizione che Gomes devia in corner. Passano 10 minuti ed il Milan sfiora il vantaggio, dopo una mischia Robinho calcia a colpo sicuro in porta, Gomes è lontano dai pali, ma Gallas sulla linea sventa il pericolo.
Quello che resta del primo tempo sono tanti buoni palloni del Milan, che con Pato giunge alla conclusione in due occasioni, Gomes lascia un po’ a desiderare ma ci mette una pezza in entrambe le occasioni. Il primo tempo finisce 0-0, ma il centro del “ring” è tutto rossonero.

Dopo il riposo entrambe le squadre optano per la conferma degli 11 iniziali. Il primo brivido arriva al primo minuto ed è firmato da Lennon, che pennella per Crouch un pallone perfetto, ma il “lungo” londinese non conclude in porta, scegliendo un’incredibile torre di testa e getta alle ortiche una grande palla gol.
Dopo un quarto d’ora di gioco è Lennon la spina nel fianco del Milan, la fascia destra è nettamente nelle sue mani, Jankulovski prova a contenere ma rimedia un giallo, Boateng in affanno prova a limitare i danni, ma gli inglesi impostano la manovra dai piedi del ventitreenne di Leeds ed il Milan sembra aver perso di brillantezza. Istanti di confusione al 63’, quando Frank De Bleeckere con un nettissimo ritardo ammonisce erroneamente Flamini che entra sul pallone, sugli sviluppi del calcio di punizione il fischietto belga ammonisce Pato per non aver rispettato i 9 metri e 15 di distanza in barriera. Ennesimo pasticcio di Gomes che al 65’non trattiene un tiro di Robinho, con una serie fortunosa di rimpalli i londinesi sventano il pericolo.
Al 66’ il baby-fenomeno Bale subentra al posto di Van Der Vaart, le prime azioni abbozzate dalla stella gallese non sono degne di nota ma accendono il “White Hart Lane”. Pochi minuti più tardi Allegri lancia nella mischia Luca Antonini per Jankulovski; mentre Redknapp sostituisce il “soddisfacente” Pienaar con il numero 8 Jermain Jenas. Si procede con la girandola di sostituzioni, al 76’ è il turno di Merkel che prende il posto del “generoso” Kevin Prince Boateng. E proprio dai piedi del neo-entrato parte l’azione che consentirà a Pato di provare la conclusione, il tiro è di poco al lato, tanto da illudere i supporters italiani che esultano. A dieci minuti dal termine il gladiatore dell’area di rigore Peter Crouch lascia il posto al russo Pavlyuchenko, concludendo così i cambi a disposizione. A tre minuti dal termine Allegri prova a mettere in campo la freschezza del giovane Strasser che prende il posto di Mathieu Flamini, autore di una buona prova tutta sostanza. Oltre il novantesimo il fischietto belga concede 3 minuti di recupero, ma c’è spazio solo per un tiro dai 20 metri di Robinho deviato in angolo da Gomes. Al fischio finale festa grande a Londra, con gli Spurs che guadagnano una storica qualificazione ai quarti di finale.

di Marco De Palo

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1 Comment

  1. ivan ha detto:

    ottimo articolo,grazie ,)

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